100 parole per la mente. Riso, istruzioni per l’uso
Il Festival della Mente di Sarzana, che ogni anno a settembre riempie quella deliziosa cittadina e anche un bel po’ di cervelli che la affollano, ha messo in fila "Cento parole per la mente" chiedendole a cento persone che sono state ospiti del Festival durante gli anni. A me ha chiesto di scrivere la parola "riso". Il libro è uscito per gli Editori Laterza (pag. 110, 10 euro). Eccola qui sotto la mia parola, una specie di regalo per chi passa di qui. Tanto per ricordarci che ridere è una cosa importante, non (sempre) necessariamente divertente, ma (sempre) una buona pratica eversiva. Grazie a Giulia Cogoli, che del Festival della Mente di Sarzana è madrina, organizzatrice, direttora e molto altro…
RISO
Riso: prodotto dell’atto del ridere, pratica sovversiva. Labbra, occhi, voce: pericolosa eversione sonora che fa vedere i denti, ma senza minaccia. O forse sì. Perché si ride “di” soprattutto, e nell’arte della satira si ride per ferire, per irridere, per mostrare l’assurdo, per scardinare e denudare ciò che a tutti sembra congruo. Finché non se ne ride.
Travestimenti del ridere: il paradosso, la caricatura, la derisione di ciò che per le convenzioni non andrebbe deriso, e dunque ribellione alle regole e ai poteri.
Ridere: arte liberatoria e difficilmente censurabile, angoscia degli agenti del Kgb che giravano i caffé, a Mosca, a Berlino, per smascherare i colpevoli di barzellette contro il regime. Oggi ne ho sentita una bella sul Politburo! Ah, e come fa? Fa sei anni e tre mesi!
Ridere per segnare un confine tra loro – di cui si ride – e noi, che ridiamo, che ne siamo capaci. Ridere, soprattutto, per denunciare il ridicolo (appunto) di chi non sa ridere, o non vuole. Perché “Se proprio devi dire la verità, dilla in modo divertente, quelli che fanno ridere verranno risparmiati” (e questo è Billy Wilder).
Gesto di divertimento, moto del cuore, impulso del cervello, sberleffo, attacco, stoccata, difesa estrema. E Franti, l’infame, sorrise. In mancanza di un kalashnikov, direi. Meglio così, no?
Commento
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Il riso abbonda sulla bocca di berlusconi