Dai, facciamo le Olimpiadi, in concussione vinciamo facile!
Vi avverto: sto per compiere un gesto sconsiderato. Lo dico prima, così potete chiamare l’ambulanza e avvertire medici e paramedici. Vado? Lo dico? Mi pronuncio? Va bene: sono assolutamente favorevole alla proposta di ospitare le Olimpiadi nel 2024. Che si facciano a Milano o a Roma mi sembra irrilevante, perché questo è un grande paese con mezzi di trasporto che funzionano. Anzi, giusto farle sia a Milano che a Roma, che sono distanti tre ore di treno con wi-fi e aria condizionata, mentre invece sarebbe un problema farle a Novara o Piacenza, che da Milano distano tre ore di treno, ma in piedi su un carro bestiame e con tutti i pendolari incazzati come cobra, magari capaci di linciare dei canoisti bulgari. Vedete, fare le Olimpiadi in Italia nel 2024 sarebbe un’occasione d’oro, da sfruttare assolutamente. Per esempio si può sperare che nel 2024 le grandi opere previste per l’Expo del 2015 saranno quasi finite (questo riguarda Milano), e che – sempre nel 2024 – tutti gli indagati per i mondiali di nuoto siano prescritti e possano dunque dedicarsi a nuovi bellissimi impianti sportivi (questo riguarda Roma). Nel 2024, poi, va detto, a Cernobbio diranno che la crisi può finire nel 2025, e questo darà un decisivo impulso agli investimenti. Travaglio avrà parecchi annetti di più, forse diventerà un po’ miope e non potrà leggere tutti quegli atti giudiziari con cui spacca le palle al mondo ostacolando gli affari e certe luminose carriere. In più, il tribunale di Billigs (Montana, Stati Uniti) si sarà finalmente espresso sul settantaduesimo grado di giudizio, assolvendo una volta per tutte Silvio Berlusconi, che potrà così dedicarsi ai Giochi come padre nobile (“l’hockey su prato è lo sport che io amo”). Giorgio Napolitano, al suo quarto mandato, sarà presente alla cerimonia di apertura e l’intera tribuna centrale sarà occupata dai saggi nominati nei prossimi dodici anni. Il grande velodromo per le gare di ciclismo sorgerà alla periferia di Roma, raggiungibile in poche ore con l’aereo (concorrenti stranieri) e in pochi giorni con i mezzi pubblici (spettatori locali).
Ma tutto questo riguarda soltanto la realtà economico-imprenditoriale e il grande rilancio dell’immagine della Nazione. Poi – e non vorrei che sottovalutaste l’argomento – ci sarebbero le enormi soddisfazioni in campo sportivo che potrebbero arrivare con l’introduzione di nuove specialità olimpiche. Per esempio nel falso in bilancio (singolo e a squadre) saremmo da podio, non c’è storia, finalmente una gara in cui non vincerebbero i cinesi. Buone speranze per il medagliere anche nella specialità “concussione” (normale e per induzione), l’unico sport al mondo che si può giocare in giacca e cravatta e telefono all’orecchio. Come vedete, con le Olimpiadi italiane del 2014 si aprirebbero prospettive che voi nichilisti lettori di questo giornale nemmeno immaginate, orizzonti di gloria strepitosi.
Dimenticavo: se qualcosa dovesse andare storto potremmo tutti recarci a Torino, prendere un treno Tav velocissimo e arrivare al confine francese, dove i treni andranno ancora alla vecchia velocità, perché lassù, quei bifolchi, con tutta la loro grandeur, hanno deciso che andare a trecento all’ora da Lione a Torino non gli interessa granché e ci penseranno tra qualche decina di anni. Noi non dovremo fare altro che scrivere un bell’inno olimpico, costruire un po’ di impianti, vantarci in giro per il mondo e, in caso di ritardi nei lavori, chiedere lo spostamento delle Olimpiadi al 2025 e 26, o 27… Dài, vi prego, crediamoci!
Commenti (6)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
già te l’ho scritto l’altra volta, Robecchi.
Ultimamente stai azzeccando delle vere e proprie perle: sia per la lucidità di scelta dell’argomento trattato, sia per la irresistibile acidità di penna.
Non posso che rinnovarti i miei più sinceri complimenti!
La leccata di c**o a Travaglio potevi anche risparmiartela.
Alessandro , nella fretta hai dimenticato una sicurs medaglia d’oro : Berlusconi Silvio nel Salto triplo !
Billings, ci sono stato.
bello un solo errore forse:”Come vedete, con le Olimpiadi italiane del 2014 si aprirebbero prospettive che voi nichilisti lettori di questo giornale nemmeno immaginate, ecc. ecc.” forse è 2024 ? 🙂
Alessandro…. ma poco poco, il prossimo tuo articolo sarà mica su mister dottor sottile?
dai, non infierire… gli piace il tennis!!!!