La Santanché è una moderata. E i khmer rossi erano così umani…
Ma come faranno, ora, poveretti? Intendo i famosi moderati, l’area moderata, l’elettorato moderato e tutto quanto c’è di moderato in natura. Pare che l’emergenza nazionale sia questa: se esplode il PdL, insieme al suo specchiato leader Berlusconi, che ne sarà di quella gran parte del paese che si suole definire “moderata”? Segue dibattito. Mentre invece dovrebbe seguire disintossicazione di massa. Perché, insomma, basta guardare le cose come stanno: se tra Letta a Palazzo Chigi e Berlusconi ad Arcore il moderato è Berlusconi, allora vuol dire che la gente si droga molto o fa il bagno nella grappa. Si dirà che la parola “moderato” è piuttosto elastica e la si tira di qui e di là da decenni. E’ vero. Si obietterà che nella politica italiana dire “moderato” è come dire “non di sinistra”, cosa che resiste anche se ci troviamo di fronte alla sinistra più moderata dai tempi delle piramidi. Però descrivere ancora il PdL come la casa dei moderati pare un po’ estremo, anche come esercizio acrobatico.
Riassumendo, abbiamo quello che sarebbe il re dei moderati, talmente moderato da costruirsi un vulcano in giardino, o da mantenere decine di signorine, o da corrompere giudici e testimoni. Un moderatissimo signore che approfitta della giornata della Shoah per andare a dire che insomma, Mussolini ha fatto anche buone cose. Uno che ogni volta, puntuale, alle elezioni, permette a piccole falangi di ispirazione nazista di unirsi a lui (e ai suoi moderati). Penso ai moderati normali, onesti e prudenti, quelli che un tempo erano la spina dorsale della nazione, abituati a non fare il passo più lungo della gamba, riconoscere come moderata Daniela Santanché. Andiamo, siamo seri, è come dire che i khmer rossi erano umanitari, o che i giapponesi sono andati a Pearl Harbour in vacanza. O che – scusate la metafora arditissima – Silvio Berlusconi è un liberale.
Forse, dunque, siamo di fronte a una leggenda metropolitana, come i coccodrilli nelle fogne o quanto è intelligente Ferarra. Dopo la Dc buonanima, non c’è stato esponente politico in Italia che non abbia rivendicato il suo ruolo di moderato e teorizzato che “al centro si vince”. Dopodiché chi si è piazzato al centro ha preso solennissime bastonate e non ci contano i corpi rimasti sul campo, da Casini a Monti, per citare i casi recenti. E se ci fossero in giro tutti i moderati che si dice, il Pd avrebbe forse il novanta per cento e governerebbe – moderatissimamente – in splendida solitudine come Pantani sul Mont Ventoux. Invece no. Perché tra le tante confusioni che si fanno sul termine “moderato” ce n’è una gravissima e prevalente. E’ considerato moderato, in Italia, chi coltiva i suoi interessi senza farsi molti scrupoli con parolacce come “pubblico” o “sociale”, ed è gente che vede in Berlusconi e nel PdL l’incarnazione di questa teoria. E dunque abbiamo moderatissimi italiani di piccolo e medio reddito (in discesa) riconoscere come guida il più estremista di tutti, un miliardario in euro che disprezza ogni regola. E questo è il primo abbaglio. Il secondo abbaglio è pensare che il tipo in questione faccia in qualche modo i loro interessi, e qui siamo di fronte a un caso di ipnosi di massa, tanto è manifesto il contrario. Forse un giorno il paese si riavrà dal suo incubo, l’equivoco si scioglierà da solo e ci guarderemo in faccia dicendo: “Ma ti ricordi quello che faceva il leader dei moderati dai domiciliari?”. Ecco, quando si risponderà “No, non me lo ricordo”, allora saremo guariti. Anche i moderati, poverini.
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talmente moderati da far ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro la legge Severino… da loro stessi votata! che poi i diritti dell’uomo! di un unico uomo piuttosto…
Robecchi andiamo, un po’ di moderazione ..
Quindi essere “moderati” vuol dire anche dichiarare una cosa (solennemente) oggi e il contrario (sempre solennemente) domani.In altre parole il “moderato” ha la faccia come il suo didietro. In effetti “lui” è flaccido davanti e dietro. La Santanché no per lei è siliconata. Ricordarsi di riciclarla con la plastica.
alle prossime elezioni, invece di astenervi o votare per i soliti complici facendovi mille pippe mentali per inventarvi dei distinguo per autoassolvere la vostra intelligenza, provate a mettere una X per mandarli “moderatamente affanculo”.
Eh già, moderati come i nostri non ce li ha nessuno.
“In tutto il resto del mondo si chiamerebbero “casi difficili per esorcisti bravi”, ma in Italia li chiamiamo moderati” [cit. Crozza]
La vera fiction non è al cinema o in televisione ma è la vita di tutti i giorni, dove ci sono interessi inimmaginabili alle persone comuni, su romanzoreale.net ho scritto come la penso, secondo me la verità ti aspetta e non può attendere.
Berlusconi moderato? Meglio che io moderi i termini, altrimenti questo commento non passerà la moderazione…