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Dramma Santanché: delusa dalla bocciatura alla Camera, tenta il suicidio gettandosi dai tacchi

domenica, 7 Luglio 2013

La pitonessa non sarà vicepresidente della Camera, ora il PdL punta su un moderato: Himmler o Goering? Ma Daniela vuole la rivincita e medita di trasferirsi a Salò per ricominciare daccapo. La società civile si mobilita: telegrammi di solidarietà da Louis Vuitton e Flavio Briatore. Paura a Milano tra i vicini di casa: “Sallusti gira libero senza museruola!”

Si è chiusa in un ostinato e rancoroso silenzio, Daniela Santanché, dopo la bocciatura per la vicepresidenza della Camera. Solo una breve dichiarazione dettata alle agenzie: “Arrabbiata io? Macché, sono serena e tranquilla, e ora scusatemi, devo andare, c’è Alfano legato nella sala delle torture, non posso fare aspettare il segretario”. E’ stata l’opposizione del Pd a far saltare la candidatura Santanché: “A qualcosa dovevamo opporci, no? Daniela è una donna forte, capirà”. Ma i timori di una reazione scomposta sono tutti del PdL: “Alcuni colleghi critici verso la candidatura Santanché sono stati prelevati all’alba e caricati su treni merci. Non sappiamo dove li portano, è seccante”. Chi ha visitato la sua abitazione a Milano ha trovato una tranquillità spaventosa. “A parte il cartello ‘attenti a Sallusti’, nulla sembra indicare reazioni esagerate, se si eccettuano le grida provenienti dalle cantine, dove esponenti moderati della destra vengono sottoposti a pressanti interrogatori. Resta aperta la battaglia per la vicepresidenza della Camera: “Bocciata Daniela – dicono al PdL – potremmo puntare sul Boia di Riga o qualche esponente della gioventù hitleriana, insomma dare a quella candidatura una sfumatura più moderata”.

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