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Congresso Pd, finalmente approvate le regole. Gli esperti di sanscrito: “E’ tutto chiarissimo”

domenica, 14 Luglio 2013

Qualche perplessità sul comma 6b dell’articolo 125 che recita: “Tutti gli altri 124 articoli erano uno scherzo di Veltroni”. Renzi sicuro della vittoria, ma solo se verrà interpretata correttamente la norma sulla gara di barzellette. Sarà un congresso di rinnovamento: per la prima volta i candidati sono più degli aventi diritto al voto.

Ormai è certo e sancito con parole chiarissime che non lasciano spazio a dubbi: il congresso del Pd si terrà di martedì, in un giorno dispari che non finisca con 7, in un mese il cui nome finisca con “re” o al massimo con “io”. Il che, prevedono gli osservatori, farebbe intuire un giovedì di marzo. Intanto, per ingannare l’attesa, si sta lavorando alacremente alle regole. Prima di tutto le primarie. Dovranno essere aperte, ma solo in caso siano chiuse le persiane. Altrimenti, persiane aperte e primarie chiuse. Renzi sarebbe per le tende tirate, ma non intende incaponirsi su questo punto, e prende piede l’ipotesi di primarie accostate ma con zanzariera. Il segretario potrà fare anche il candidato premier nel caso non sia contemporaneamente anche sindaco di una città che inizia per F.. il che ha sollevato grandi proteste da Faenza a Ferrara. Un’assemblea plenaria aperta agli iscritti indicherà chi potrà votare al congresso; un gruppo più ristretto di cui fa parte solo D’Alema deciderà invece per chi dovranno votare gli aventi diritto al voto. “Il partito – scrive l’Unità – dovrà essere di lotta e di governo. Cioè prima di governo, poi di lotta per farlo cadere, perché non intendiamo sottrarci alla nostra gloriosa tradizione”.

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