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La tragedia del Pd: missile o cedimento strutturale?

domenica, 21 Aprile 2013

Il disastro avvenuto in prossimità del Quirinale: forse per un guasto all’impianto ideologico. Berlusconi: “Loro venivano da Gramsci, Togliatti e Berlinguer, io venivo da destra: ho ragione io”. Le famiglie alle prese con lo straziante riconoscimento delle salme: “Matteo l’abbiamo identificato subito, era l’unico che rideva”. Prodi coordina i soccorsi

Ora la sala è sgombra e si valutano le prime ricostruzioni. Secondo gli artificieri l’esplosione del Pd non sarebbe dovuta a un ordigno, piuttosto a un cedimento strutturale. Ma non mancano le voci discordi: forse un missile, oppure la caldaia, oppure Beppe Grillo. “Macché – dice Franco Marini – mi hanno fatto tutto da soli”. Certo, le tensioni interne alla struttura non hanno giovato. Lo scontro tra la setta dei Bersaniani del Settimo Giorno e i Renziani Rinati ha provocato le prime scintille. Subito si sono aggiunte altre fazioni: i giovani turchi si sono schierati per un ottantenne abruzzese, i dalemiani hanno sostenuto l’outsider D’Alerma e Walter Veltroni ha lanciato un’orribile minaccia: “Scriverò un libro su tutto questo”. La componente cattolica, con Fioroni,  si limitava a benedire i contendenti. Buone notizie solo per i bagarini: “Ho comprato i biglietti a due euro un mese fa – dice un miliardario di Arcore che preferisce rimanere anonimo – e li ho venduti durante il disastro a 150 euro”. Il giorno dopo la tragedia, mesto sopralluogo dei vigili del fuoco accompagnati da Romano Prodi: “E’ la terza volta che vengo a salvarli, ma giuro che questa è l’ultima”.
Dure critiche dall’associazione genitori: “Lasciare tanti bambini da soli a litigare è pericoloso! Dov’erano gli adulti?”. Una domanda che agiterebbe il Pd, naturalmente. Se ci fosse ancora.

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