Mai più senza: la nuova Agenda Monti 2013
E’ il regalo di Natale che molti sognano e che verrà donato anche a chi non lo vuole: l’Agenda Monti. Non si parla d’altro, non c’è oggetto più desiderato, imitato, evocato, persino falsificato e venduto abusivamente sulle bancarelle del PdL – parlandone da vivo – e del Pd. E’ il gadget che non può mancare nel bagaglio dell’uomo politico italiano di destra, centro, centrosinistra, sinistra moderata, nonché nelle filiali di banca, centri decisionali piccoli, grandi e medi. Una vera febbre. Per ricordare un simile boom di richieste bisogna riandare ai tempi del Tamagochi o del primo I-phone. Già dalla caduta del governo dei tecnici si sono formate grandi code di acquirenti, ognuno bramoso di sventolare come un trofeo la sua Agenda Monti.
Ne esistono, ovviamente, molti tipi. C’è quella lussuosa, rilegata in pelle di esodato. Ne esistono circa 300.000 esemplari, anche se in un primo tempo il governo aveva detto di averne stampate solo 65.000, poi 120.000: un piccolo imbroglio sulla tiratura. Poi esistono edizioni meno costose e raffinate. Come quella in dotazione ai dirigenti del Pd, che sostengono di tenerne sempre sottomano una copia leggermente modificata rispetto all’originale. Non manca la versione più popolare, naturalmente, in formato tascabile, dedicata ai lavoratori dipendenti, ai precari, ai salariati in genere, per i quali però l’Agenda Monti sarà obbligatoria, e dovranno adottarla volenti o nolenti, chiunque sceglieranno alle urne.
Ma quali sono le peculiarità di questo oggetto tanto desiderato e ostentato dalla classe dirigente come uno status symbol e consegnato ai cittadini come un’imposizione dell’Europa? Intanto, l’Agenda Monti non ha domeniche, né sabati: si lavora sempre, perché pause e momenti di relax sarebbero mal interpretati dai mercati. Le festività sono pochissime. Tra queste, il 17 luglio (compleanno di Angela Merkel), Sant’Anselmo protettore dei conti correnti, oltre alle date (variabili) in cui bisogna effettuare il versamento del modulo F24, dell’Iva, dell’Imu e altre sacre ricorrenze. Non mancano, come nei migliori diari scolastici dedicati ai giovani e nei calendari popolari, piccole massime, proverbi, spigolature e consigli pratici di bricolage: come tagliarsi da soli la pensione, come aumentare la disoccupazione giovanile, come prorogare i contratti precari che si era promesso di regolarizzare addirittura con una riforma. Insomma, l’Agenda Monti si configura come una sapiente via di mezzo tra il calendario di Frate Indovino e un omaggio della banca.
Ma cosa determina il clamoroso successo dell’Agenda Monti? Semplice. Intanto il fatto che nessun altro ha un’agenda. Al PdL ne hanno una sì, ma è piena di appunti con le date delle udienze, delle prescrizioni e di indirizzi dove far scappare i testimoni. Al Pd ne hanno una con molte pagine bianche: la gara d’appalto per decidere chi dovrà finire di stamparla è ancora aperta tra la Tipografia Vendola e le Arti Grafiche Casini. L’Agenda Grillo è in fase di stesura, ma già si sa che chi la prenderà in mano non potrà scriverci quello che vuole: dovrà aspettare ferree direttive da Genova. In sostanza, dunque, l’Agenda Monti è l’unica che abbiamo a disposizione e questo – insieme all’aggressivo marketing elaborato in Europa – la rende imprescindibile per la prossima legislatura. In effetti, un caso di monopolio politico-economico di cui l’antitrust dovrebbe occuparsi. Se non avesse, a sua volta, ricevuto il gentile omaggio di due Tir di Agende Monti in edizione extralusso.
Commenti (15)
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quella di grillo si chiamerà non-agenda 😉
Al’inizio dell’ anno mi regalano un’agenda… Mi fa sentire importante e l’accetto volentieri… Poi, al 31 dicembre dello stesso anno la riprendo in mano per metterla fra le cose vecchie da buttare. Mi accorgo in quel momento che non vi avevo scritto nulla…
Sei sempre il migliore! Uno dei pochissimi a mantenere uno spirito critico, incredibile!!!
Sei sempre il migliore ma, non hai menzionato l’agenda Renzi, non è che ti sei pentito d’averlo così denigrato prima delle primarie? A me sembra sano di mente e onesto di cuore.
Quanto mi piacerebbe diventare incendiaria per quest’occasione!!!!! Io, notoriamente buona, gentile e disponibile, quando non mi fanno girare le palle, io farei un gran falò, d’inizio inverno, di inizio del benvenuto anno dispari, di inizio di tutti i 13 possibili nel mondo. Perché 13 potrebbe apparire come anno nuovo, del cambiamento, degli italiani che iniziano a studiare la Costituzione, altro che agenda Monti, cenere, non solo alla Befana, persino nella primavera e nell’estate e nel nuovo autunno. Io, guarda, neppure come Presidente della Repubblica lo vorrei rivedere. Vorrei che tornasse ai suoi Bocconiani, alle sue banche e alle sue agenzie di rating, vorrei che ritornasse in quel mondo dove sarà difficile un altro incontro con lui. Ma non solo lui, tutti, dico tutti i suoi ministri. Al loro lavoro! Basta farselo pagare con i nostri soldi, anche se, purtroppo, ormai i nostri soldi loro li avranno a vita, basta con il permettere che facciano delle nostre vite la loro opera di distruzione.
Pare che siamo ormai arrivati intorno al 70 milioni di italiani. Si fanno pochi figli, ma in compenso le nostre frontiere sono più aperte… La politica legge i dati a modo suo inculcandoci di conseguenza la convinzione che viviamo di più ed in perfetta salute. Siamo in grado di passare direttamente dal lavoro alla tomba… In verità siamo più vecchi e pieni di acciacchi ed è solo per questo che stanno cercando di eliminare il vecchiume togliendo di fatto anche le risorse sociali sanitarie… Riciclare il mondo del lavoro negando i diritti umani di sopravvivenza è la priorità dell’attuale politica di nominati. Lavoro in cambio di diritti e il motto capitalista. La famiglia cristiana è andata in tilt… Quella civile tira ancora, ma anche questo nuovo “andazzo” sociale non durerà molto con le politiche attuali che le strozzano entrambe ogni giorno nel portafoglio. Non a caso il Mario Monti, unico italiano di prestigio sencondo i beoti ben pensanti, si sta alleando con la confindustria per una lista di centro. Casini è gongolante, il Vaticano pure, Marchionne è addirittura euforico, alla Marcegaglia non pare vero… E gli italiani che vivono di salario?… Mah!… Sono meticolosamente ignorati nei diritti e spremuti nella sostanza produttiva. Personalmente sono pronto a scommettere che sarà tale numerosa categoria che si accollerà i costi del benessere e dei privilegi delle caste, come al solito.
Solo una richiesta…
l’interessante articolo (che mi ha fatto, tra l’altro, sganassciare dalle risate) ha tralasciato due nomi importanti tra i possibili detentori di un’agenda. E sono: la pseudo-opposizione alias DI PIETRO – IDV e l’unica opposizione a Monti, leggasi LEGA NORD. Mi piacerebbe tanto sapere che tipo di agenda 2013 vede nelle loro mani… Grazie e buone feste!
E si, Tiziana e Vittorio dite cose condivisibili. Ascoltavo quanto diceva l’economista Mario Pianta del Manifesto su Rainews24 che la Bce, la banca centrale tedesca e la nodtra banca centrsle stilavano, sbagliando, le loro previsioni 9 volte su 10 (titolo del suo libro -edit. Laterza). L’unica che ci azzeccava e ci azzecca è il Fondo Monetario Internazionale che non fa altro che ripeterlo come un mantra. Le previsioni sono sbagliate, eccetto quelle del fondo internazionale, quando parlano di pesanti sacrifici per riequilibrare il disavanzo del nostro debito, naturalmente senza prevedere una fase di investimenti per la crescita. Il Fondo parlava di un – 2,5% mentre le altre stime parlavano di un – 1%. Se non si inverte subito la rotta si finisce solo in una forte crisi economica come nel 29 del secolo scorso. Continuare a deprimere la capacità d’acquisto delle popolazioni si finisce male. Sarebbe il caso di cambiare urgentemente rotta. L’agenda Monti va rivista subito e radicalmente. So cavoli amari per diabetici.
Intanto Buon Natale a tutti. Ora possiamo pensare all’agenda del Monti Nazionale, incarnazione del dio quattrino fatto premier per il gusto festoso dei cittadini finiti inconsapevoli sotto le capaci grinfie dlle banche del capitale senza soldi. Il Sen. Monti la chiama “agenda”, io la chiamerei “legenda”, nel senso che noi, popolino pulce, potremo solo leggerne il contenuto senza possibilità alcuna di dire la nostra sui provvedimenti iniqui che, come drammaticamente è successo in questo ultimo anno col parere favorevole di tutta la politica inciuciata, si aggrapperano prossimamente ancora sul nostro collo con la furia di un gatto incazzato se ancora un tizio tecnico prenderà in mano l’amministrazione del nostro Paese. Infine una considerazione: non essere riusciti a “concepire” in un intero anno una legge elettorale civile secondo i dettati della mostra Costituzione, dimostra come siano stati poco efficienti i nostri Senatori e Deputati nominati in Parlamento. Non è tutta colpa loro, ovviamente, come nominati dovevano solo ubbidire… Così, come ubbidiranno ciecamente dopo le elezioni condite di primarie o non… In entrambe le condizioni di immagine, la politica si è riservata la facoltà assolutista di mantenere al vertice le stesse facce col pasticcio sulle regole che hanno ipocritamente chiamato “deroghe”.
Chi è colui che ci ha compilato l’Agenda incontrovertibile per gli anni futuri della repubblica italiana?
Il Prof. Monti, già a capo della famosa Bocconi (leggi: massoneria universitaria), è di formazione un banchiere che si professa buon cattolico, e si comporta difatti secondo i dettami della Chiesa vaticana di Roma da sempre interessata al flusso monentario e concimante la povertà fisica e morale dei cittadini italiani con ingerenze teocratiche e reazionarie recidive. Un po’ meno attento, mi pare il caso di sottolineare, il nostro ex premier Monti, nominato/sponsorizzato dal migliorista Napolitano e dall’Europina dei privilegi, s’è mostrato verso la Costituzione su cui si fonda la Repubblica italiana e su cui dovrebbe aver giurato lealmente, o sbaglio? Casini è l’antiquato centro democristiano risorto dalle ceneri, che vuoi che aggiunga Marco, pappa e ciccia coi poteri imprenditoriali (leggi: Caltagirone e amici, Montezemolo e amici). Per non parlar di D’Alema, imbiancatosi a forza di tradire l’elettorato di sinistra che lottava contro la guerra tout-court e pro giustizia sociale. Non ci resta che votare Mov5stelle e il movimento che si sta coagulando attorno alla egregia figura del dott. Ingroia. E far proseliti in ogni luogo, in ogni istante: per un futuro diverso per i nostri figli almeno. Una grande tristezza.
PS: da una conversazione sull’Agenda 2013 su fb fra due amici.
devi dire a Crozza di studiarsi Corrado Passera. Non ha ancora iniziato a imitarlo, ma sarà lui il primo ministro. Monti al posto di Napolitano, Passera premier: possiamo anche fare gli scongiuri, ma ormai è fatta…
Pensierino sul PD. I piddini che continuano a dire peste e corna di Grillo perchè “epura i dissidenti”, ma che hanno accettato che nel loro partito militassero per anni, avendo un certo potere, personaggi infidi come Ichino oppure ladri come Penati e Lusi, o addirittura palesemente schierati contro una politica di sinistra e progressista, come Letta, Fioroni, Gentiloni, Rutelli, Bindi, sembrano quelli che guardano solo la pagliuzza negli occhi altrui senza aver mai visto la trave nel proprio occhio.
Una bella autocritica, soprattutto da parte di tutti quei “soloni” che per anni l’ hanno raccontata a modo loro, solo perchè nelle loro tasche entravano fior quattrini di stipendio e pensioni privilegiate, ogni tanto male non farebbe. Sol anche per dimostrare di non essere almeno una delle seguenti cose: stupidi oppure disonesti.
Nessuna politica è perfetta, soprattutto nel nostro Paese. Criticare Grillo quando non riesce a controllarsi nei confronti dei suoi attivisti mi sembra una cosa democratica e positiva. Certe goffagini vanno subito corrette con la denuncia pubblica, soprattutto per fare capire agli interessati che non sempre chi sta “in basso” è il classico tontolone al quale deve andare comunque bene l’ “ipse dixit”. Monti “sale” (sic) in politica ed è finanziato dai maggiori quattrinai del nostro Paese… Qui, dopo un velocissimo sguardo a quel poco che il suo governo mi ha “ancora” lasciato nelle tasche e facendo un rapido esame del miserevole stato sociale nel quale lo stesso governo ha “poco” cristianamente soffocato i cittadini meno abbienti, mi esce spontanea la considerazione: perfino un popolo bue dovrebbe avere capito finalmente che tutta quella gente ricchissima non mette a disposizione 17 milioni di euro per una politica a favore dei poveri… Meditate gente!…
Personalmente vedo con grande interesse la “discesa” in politica dei magistrati Grasso ed Ingroia. Sono stato da sempre convinto, infatti, che le mafie possano essere combattute con efficacia solo dal Parlamento costituito secondo Costituzione e dalle istituzioni locali democraticamente elette. Intendo dire anche che fin quando i parlamentari saranno nominati a cura dei dirigenti di partito la malavita organizzata, utilizzando i enormi quantità di quattrini freschi senza vincoli di contanti, avrà carta bianca sia dentro che fuori dalla politica. Per citare due esempi, non si combattono i delinquenti con il divieto di fumo all’aperto, con la restrizione delle libertà di azioni personali della vita di ciascuno di noi codificati chiaramente anche dai criteri divini quando non ledano palesemente i diritti altrui. Oggi è tutto un divieto e quasi tutto poi si può mettere a tacere sborsando quattrini. I divieti sono la produzione delle attuali istituzioni, ne inventano di continuo e sono fonte di lauti guadagni che poi vediamo come sono spesi. Per pagare le caramelle e la benzina ai politici disonesti, per pagare imprese non prioritarie come il ponte sullo stretto di Messina o la TAV in Val di Susa, per comprare armi ed aerei potenti di offesa, tanto per dire… Io penso che bisogna prima togliere i semi di “coltura” della vita mafiosa con maggiore giustizia sociale, reprimere dopo i reati serve a ben poco. Infine il Vaticano… Senza poveri perderebbe un sacco di clienti… Quindi viva i poveri!… Personalmente sono per l’abolizione del Concordato, prerogativa italiana e di paesi dittatoriali.