Durissimi sacrifici per salvare la Sicilia: i deputati lavoreranno due ore al mese
Tagli impietosi alla Regione Sicilia: i neonati di secondo letto dei deputati regionali prenderanno il vitalizio solo a tre anni. Proteste dei capigruppo: “Il garage della Regione è lontano, ci serve un’auto blu per arrivare all’auto blu”. Lanciata la campagna nazionale “Adotta un forestale della Regione Sicilia”. Ora si spera in un governo di tecnici guidato da Frank Tre Dita
Enorme preoccupazione desta in tutto il mondo il possibile fallimento della Sicilia. Dice incredulo un dirigente di Moody’s: “Capirei il Piemonte che ha la Fiat e Fassino, ma la Sicilia che ha la Mafia, l’unica azienda italiana in attivo, come può fallire?”. Eppure la paura c’è. E anche – finalmente – l’avvio di una politica di risparmio, con alcune regole già fissate. Per esempio, le mamme siciliane non riceveranno più, insieme alla prima ecografia, l’assunzione del feto nel corpo forestale, e dovranno aspettare il primo dentino. I deputati regionali siciliani non avranno più a disposizione otto telefonini a testa, ma soltanto sette, cosa che ha suscitato vibranti proteste. Alla fine si è raggiunto un compromesso: sette telefonini a testa e un contratto in regione per i cugini di secondo grado delle sorelle non sposate dei portaborse con almeno tre anni di anzianità. “Una vittoria della politica contro la retorica sulla casta”, ha commentato un deputato uscendo dalla sede della Regione, dopo aver rilasciato gli ostaggi e averli assunti alla Asl locale fino alla terza generazione. Sulla politica economica della Regione Sicilia pesa però l’incognita Lombardo. Il presidente della regione ha detto che si dimetterà il 31 luglio e già c’è allarme per la sua liquidazione. Avrebbe chiesto un terzo dell’Etna, cinque agrumeti ai piedi delle Madonie, Kakà, Cristano Ronaldo più un conguaglio in contanti. La trattativa era in corso quando è piombata come una bomba la notizia che gli stipendi dei deputati siciliani sono in ritardo. Una cosa inaudita, senza precedenti. “Nessun problema – dice un deputato della maggioranza – abbiamo mandato due picciotti a ritirare”. Ma qualche timore per il fallimento della Regione rimane e si spera nell’intervento dei privati. “Fallire? Portare i libri in Tribunale? – dice un consigliere regionale – eh, che esagerazione. Qui in Tribunale preferiamo non andarci, sa? Ci vorrebbe Denaro”. Cioè, soldi? “No, no, proprio Matteo Messina Denaro, il grande boss. In queste situazioni, sa, è sempre meglio affidarsi ai tecnici”.
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Robecchi sei il solito mitico giornalista…..classe 61 immarscibile….
Ahahah, Frank Tre Dita!
Grande Robecchi.
Politica e magistratura… Eterna lotta di potere, si sà, almeno per sentito dire!… Chissà perché a rimetterci la pelle siano “quasi” sempre i servitori della giustizia. I politici che in qualche modo sono impelagati in faccende oscure, al massimo sono “intercettati” occasionamente mentre discorrono con personaggi legalemtente poco limpidi. Lo ritengono un sorpruso da eliminare. L’On. Violante addirittura affida ai giornalisti che pubblicano le intrercettazioni, peraltro già rese pubbliche, l’appellativo spregevole di “cani da riporto” (Travaglio/Il Fatto Quotidiano di oggi)… Dove comandano la criminalità organizzata e l’idiozia dello spread al posto dello Stato, di solito manca il lavoro e quindi è il lavoro l’arma dei consensi… Ecco che al limite ti inventono la professione di “aiutante fattorino” nelle mansioni pubbliche…
Mito!
E se provassimo a chiedere ai siciliani di cavarsela da soli? Dici che… no… ??
Inoltre non potranno mettere in nota spese più di un abito gessato ed un borsalino al mese!
Ah ah …
non ha senso privare i politici della sicilia solo xkè l’unica cosa di cui si sono occupati sono appunto i loro privilegi.
dovremmo anzi capire che tipo di impegno hanno profuso e studiarli….se si riesce a convogliare tali strategie per il sociale abbiamo una risorsa infinita da applicare a favore di tutti.