Bersani tenta la fuga dopo le elezioni: ingannato dal titolo “Vince la sinistra”
Un’imprudenza del titolista de l’Unità manda nel panico i dirigenti del Pd: solo in tarda serata hanno capito che si parlava di loro. Bersani chiarisce il senso del trionfo del partito: “Se perdiamo le primarie non temiamo nessuno”. D’Alema rivendica la vittoria: “L’ho abilmente costruita restando legato e imbavagliato nello stanzino delle scope”
E’ un giovane poliziotto iscritto all’Udc il protagonista dei festeggiamenti seguiti ai risultati delle amministrative alla sede del Pd romano. “Abbiamo fatto le primarie per decidere chi doveva aprire lo spumante e ha vinto lui”, dice un funzionario del partito. Il disappunto degli iscritti è stato comunque contenuto, perché in ogni caso si respira aria di festa nella sede del Partito Democratico: “Una vittoria storica – si legge nei comunicati diffusi dalla segreteria – e vedrete che faremo di tutto perché non si ripeta”. L’analisi del voto è affidata al segretario Bersani in persona, che detta la linea: “Dove abbiamo perso le primarie, come a Genova. abbiamo vinto le elezioni. Dove abbiamo vinto le primarie, come a Parma, abbiamo perso le elezioni. Ma stiamo studiando attentamente il caso Palermo, dove abbiamo perso sia le primarie che le elezioni”. Comunque sia, è la dimostrazione che in Italia la sinistra può vincere, soprattutto se gli elettori di destra non vanno a votare. Particolarmente interessante il caso di Genova, dove Marco Doria ha sbaragliato gli avversari. “Anche qui bisogna fare un’analisi approfondita – dice un deputato Pd – perché dimostra la collaborazione tra due anime della sinistra: se Sel mette il candidato e noi mettiamo i voti si vince”. Ora che il Pd è la prima forza politica del Paese, comunque, l’esercizio di gran moda è paragonare la linea del partito alle proposte di Hollande, eletto presidente in Francia. “Tassare i ricchi, come dice Hollande sarebbe una bella idea, ma chi glielo dice ai nostri elettori?”. Quanto alla proposta sull’eutanasia, Bersani sarebbe favorevole, ma solo nel caso di Matteo Renzi. Nel discorso di ringraziamento del segretario non sono mancati poi toni umanitari. “Adesso che le urne sono chiuse – ha detto – possiamo concederci gesti generosi: potete anche togliere il bavaglio a D’Alema e Veltroni, ma ricordatevi di rimetterglielo sei mesi prima delle politiche del 2013”. Unica nota stonata, il malore di Enrico Letta, che si è accasciato nel suo ufficio una volta appresa la notizia della vittoria della sinistra. L’allarme è poi rientrato quando un infermiere gli ha spiegato che invece aveva vinto il Pd.
Commenti (5)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Bellissima.
Happy Sunday Robecchi.
Da stare male dalle risate!
grazie Robecchi! m’hai ribaltato dalle risate!
Non è facile riuscire a perdere anche quando si vincono le elezioni.
Beh,almeno hanno ispirato i pubblicitari!…mai visti tanti pennuti vocianti dal passero d’attacco:la gallina Rosita,il pappagallo ..reto…ecc.ecc..