Monti in Cina, appello per i diritti umani: Hu Jintao chiede più democrazia in Italia
Il discorso del leader cinese: “I nostri paesi sono molto vicini: entrambi hanno un governo che non è stato eletto da nessuno” – Si vedono i primi effetti delle riforme del governo Monti: alle stelle il prezzo della vasellina – Il Presidente del Consiglio italiano ha visitato un centro di rieducazione ideologica: “Bello, sembra la Fiat di Pomigliano!”
Grazie al Presidente Mario Monti, per la prima volta l’incontro di un leader occidentale con il regime cinese durante una visita a Pechino non ha sorvolato sul delicato tema del rispetto dei diritti umani. Hu Jintao, infatti, ha inserito nel suo discorso due passaggi decisivi: la richiesta di maggiore democrazia per i lavoratori di Pomigliano e un invito ad aumentare i salari in Italia, i più bassi del continente europeo. Dopo il comprensibile imbarazzo, Mario Monti ha sfoggiato il suo sorriso più accattivante – quello già reso famoso dal film “Lo squalo” – e ha spiegato che non accetta interferenze sugli affari interni italiani, a meno che non vengano espresse in dollari o in euro. Ma, ai margini della visita in Oriente, la maggior preoccupazione di Mario Monti è contenuta in una sua frase, quella ormai famosa in cui si chiede se gli italiani siano pronti per le sue riforme. Il Misfatto, sapendo di fare cosa grata al governo, ha subito commissionato un sondaggio. La domanda, rivolta a un campione rappresentativo di italiani era proprio quella: “Lei è pronto per le riforme del Governo Monti?”. Ecco le risposte. “No, ho ordinato dodici vasetti di vasellina su Internet ma non sono ancora arrivati” (36,7 per cento); “No, mi sto allenando con un training in Grecia, sarò pronto tra due settimane” (26,5 per cento); “No, non sono pronto, il falsario che deve consegnarmi il mio nuovo passaporto svizzero è in ritardo” (14 per cento). Non mancano naturalmente voci dissonanti. Ecco le risposte positive dal sondaggio: “Sì, la riforma Monti mi piace molto, l’ho festeggiata licenziando 23 operai” (11 per cento); “Sì, mi piace, trovo raffinato che i precari paghino gli ammortizzatori sociali dei licenziati” (8,7 per cento); “Sì, la trovo una riforma equilibrata, mi passa per favore quella coppa di champagne?” (3 per cento); “La riforma Monti mi convince moltissimo in ogni sua parte, piacere, sono Elsa Fornero” (0,000000001 per cento). I dati del sondaggio sono stati consegnati a Palazzo Chigi da due fattorini che sono stati trattenuti per accertamenti e consegnati al ministero del Lavoro per un sacrificio umano.
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Già dopo il titolo piangevo.
Splendido Robecchi!
Quando Hu Jintao ha saputo dell’esistenza dell’art. 18 in Italia gli si saranno drizzati i capelli. Ma come, si sarà detto, non vorranno mica esportarlo qui da noi?… No, no, caro Monti, avrà replicato, noi investiremo in Italia solo quando nel vostro Paese sarà tolto quel diritto civile che squalifica il buon andamento di un potere popolare e condiviso come il mio…
E poi, detto fra noi, quali sarebbero gli investimenti cinesi auspicati dal “Tassator Cortese Supermario”? Saranno gli acquisti dei nostri debiti. In sostanza anche la Cina si comprerà un pezzo d’Italia e noi, come nel Paese delle Meraviglie di Alice, saremo tutti felici all’incontrario.
tanto il “popolo degli allocchi che si credono di essere di sinistra perchè una volta il grande PCi…” manda giù tutto e ingoierà anche questo boccone amaro.
anni di pci-pds-pd, mica non son serviti a nulla!!!
su su, che tra un pò di tempo (forse) potrete divertirvi a continuare ad eleggere in parlamento nuovamente personcine del calibro di Violante e Veltroni.
PS: ottimo articolo Robecchi. come sempre un grande!!!