Voi siete qui – Al buon cuore dei padroni
Se vi piacciono i testacoda, se avete una passione per gli autogol e provate ammirazione per l’autolesionismo, le argomentazioni degli smantellatori dell’articolo 18 vi suoneranno divertenti. Impagabile il professor Monti: fare una legge e dire mentre la si fa “Vigileremo sugli abusi”, significa sapere che ci saranno abusi. E’ come se il chirurgo che opera un paziente e dicesse al suo staff: “Mi raccomando, delicatezza, poi quando dite ai parenti che è morto”. Il presidente della Repubblica, da primo sostenitore del governo Monti (più di certi ministri, a dar retta alle cronache), difende a spada tratta la riforma, e nel contempo dice che il problema non è l’articolo 18, ma “il crollo di determinate attività produttive”. Che crollano perché le amministrazioni non pagano le imprese, perché i picciotti ti taglieggiano, perché i politici chiedono mazzette, perché le sentenze si aspettano per anni. Di leggi su queste cose non se ne vedono, e sull’articolo 18 invece sì. Saranno anche professori, ma non di logica. Ferruccio De Bortoli sul Corriere rimprovera (proprio a noi del manifesto, wow, siamo famosi!) “Una ripetizione logora di schemi mentali del passato, il tentativo di creare un solco ideologico”. E perché? Perché pensiamo, e scriviamo, che con una legge che rende facili i licenziamenti, gli imprenditori licenzieranno più facilmente. Siamo proprio scemi: pensiamo che con una legge che abolisce le strisce pedonali ci saranno più pedoni investiti. Ma come ci viene in mente! Ideologici, eh! Nel frattempo, il Corriere, che è poco ideologico, mette a pagina 53 la sentenza sugli operai Fiom della Fiat di Melfi, reintegrati dalla magistratura, che con la nuova legge sarebbero disoccupati “legali”. Insomma: cari imprenditori, vi facciamo una legge per licenziare, ma voi, mi raccomando, non usatela troppo. Ci appelliamo al vostro buon cuore. Parafrasando Jessica Rabbit, quello schianto di cartoon: “I padroni non sono cattivi, è che quelli del manifesto li disegnano così!”.
Commenti (10)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
E si, si scatenano i “cerchiobottisti doc”: De bortoli, Mieli, Panebianco ed altri equilibristi dell’ultima ora, tutti moderati liberisti. Sono quelli che a metà articolo fanno l’inversione ad U usando quelle paroline magiche: d’altra parte, anche se, tuttavia però, etc, e giù con con le accuse di ideologia sfrenata, di fuoco ideologico d’altri tempi e piripì e piripà. Nel frattempo petrolieri, assicurazioni, tassisti, liberi professionisti (liberi perchè non stanno dove dovrebbero stare), banche, farmacisti ed escort fanno liberamente e allegramente il surf sulle capocce del 90% di italiani. A loro le idee e le ideologie fanno venire l’orticaria. Gli dice bene. Non c’è opposizione e non c’è una opinione pubblica ben informata e incazzata. C’è tanto mugugno. Purtroppo.
Viva il Manifesto.
Viva Robecchi.
Caro Edoardo, come hai ragione!… Oggi il solito Eugenio Scalfari nel suo editoriale domenicale invoca il compromesso fra governo e sindatati… In mancanza “(…)potrebbe cadere il governo Monti, potrebbe sfasciarsi il PD e la sinistra italiana finirebbe in soffitta, lo spread potrebbe tornare a livelli intollerabili con conseguenze nefaste per tutta l’Europa (…) Allegria!!! Un sacco di condizionali per dirci che se vogliamo stare tranquilli non solo dobbiamo calare le braghe cedendo con entusiasmo una civile conquista consolidata dei lavoratori, ma anche dobbiamo metterci proni aspettando gli eventi furiosi dell’ombrello di Altan. Certe volte Scalfari non lo capisco proprio.
una 30ina di anni fa fecero una legge per chiudere i manicomi pensando che cosi non ci sarebbero stati piu matti, oggi abbiamo una delle conseguenze, fanno (quelli che probabilemnte senza la legge di cui sopra sarebbero rinchiusi) una legge per facilitare i licenziamenti affinchè non ci siamno piu licenziati…
Comunque, anche “si parli pure con i sindacati ma si decida senza tenere conto di quello che dicono” e “il parlamento discuta pure della riforma del lavoro ma non la cambi” sono entrambi due fulgidi esempi di mancanza di logica e di carenza di cultura democratica non inferiori a “si parli pure (anzi, nel caso specifico “abbiamo già parlato!”) della TAV in val di Susa intanto la decisione di farla è stata già presa ed non si può tornare indietro”.
Ma una laurea breve in Democrazia a questi qui non glielo vogliamo far fare? Anche solo un corso di aggiornamento?
L’art. 18 è prova di imbecilli.. Averlo tirato in ballo in una riforma del lavoro denota la scarsa qualità della riforma stessa. Quando si parla di licenziamento per “ingiusta causa” significa, in un facilissimo italiano comprensiile anche dai bambini dell’asilo, che si è di fronte ad un fatto illecito. I fatti illeciti vanno perseguiti e condannati in un Paese civile, a meno che… A meno che nel Paese cd civile i civili si trovino solo dalla parte della prepotenza.
Ferruccio de Bortoli… e la “sua trincea ideologica” del cazzo. Ho avuto anche il piacere di parlarci più d’una volta a telefono perché dopo due mie mail era curioso di sentirmi a viva voce com’ero indignata, facendo finta d’essere democratico aperto al popolino; quindi, posso ritenermi sul convinto andante per averlo studiato bene: è un arciprete, non c’è storia, e a sua insaputa naturalmente!
Purtroppo l’opposizione non esiste…ahh se avessero eletto Marino, uno con le idee chiare, al posto di Bersani! Ma vattene, sempre i soliti personaggi e ciò dimostra che anche il popolo della cosiddetta sinistra non ha avuto voglia di cambiare.
Se l’opposizione ed anche sui giornali come Repubblica esistesse ci sarebbe da fare una domandina semplice semplice a questi tescnocrati senza anima: ma quando con l’eliminazione dell’art.18 si dovessero licenziare 50 persone dove sarebbe il beneficio? Assumerebbero 50 giovani? E degli altri 50 licenziati cosa ne farebbero, un falò?
Infine, parlano di compensazione monetaria, ma se la ditta licenzia perchè è in crisi dove li prenderebbe questi denari? Chi glieli darebbe? Una banca certo no,che garanzia potrebbe dare una industria in crisi?
Ma dahi, di che stiamo parlando e cosa aspetta questa moltitudine di futuri vessati insieme agli esodati senza un baiocco per anni ed anni, a reagire ma con veemenza? Dei partiti non ci si può fidare, son tutti lì con la lingua a strascico dietro queste carogne ma di movimenti autonomi ne stanno nascendo, per fortuna!
Il default già c’è eallora bisognerebbe incominciare a rimboccarsi le maniche per creare nuovi posti di lavoro, altro che licenziare quelli che ce l’hanno e dimostrano capacità ed esperienza…con questi provvedimenti avremo un paese di disoccupati tal quale alla Grecia…che bravi!
Inchinarsi al capitale non porta bene. Ormai la crisi ce l’hanno appioppata e bene o male dobbiamo scavarcela da dosso. In casi così dovrebbero uscire dalla tana del nulla i cervelli politici… Purtroppo nell’Italia dei bunga bunga i cervelli politici, se ancora così si possono chiamare quelli vincolati dall’umiliazione della nomina in parlamento, sono al servizio incondizionato delle poche persone che li hanno appunto nominati. Questi ultimi sono anche prepotenti nella loro spavalderia di signorotti d’altri tempi che non hanno mai provato dispiaceri nella loro vita. Arriverà il giorno che non converrà più nemmeno fare il pane e allora mangeremo i telefonini… Il famoso Re Mida evidentemente non ci ha insegnato nulla.
E si Vittorio questi sono anche permalosi e un poco “stronzi” (pardon m’è scappata). La dichiarazione di ieri dell’androide della Bocconi si tratta davvero di un copione buono per la satira. Una cosa straordinaria direbbe Benigni. Insomma Monti decide di fare un disegno di legge della sua riforma del lavoro e capisce che ci vuole tempo per approvarla. Avvisa i naviganti che non si farà irretire dai tempi del Parlamento che, guarda caso, è sovrano in democrazia. Non tirerà a campare dice e può anche levare il disturbo. Se l’avesse detto il suo predecessore ci sarebbe stata una festa nazionale e milioni di cappelli per aria. Comunque per imparare a tirare a campare deve solo alzare il sederino e domandare ai suoi poveri pazienti (lavoratori e pensionati) come si fa a tirare a campare in questo paese di Pulcinella. Non ci vuole un summit di cervelli.