Giovedì in libreria, senza se e senza ma (ma con l’ombrello!)
Mancano pochissimi giorni. Giovedì sarà in libreria (in tutte le librerie del regno) l’oggetto misterioso che cambierà il vostro modo di dire
"sono sereno". Nei prossimi giorni – su questo piccolo sito (e naturalmente anche qui) – una presentazione definitiva e, diciamo così, ufficiale. Per ora dovete accontentarvi della quarta di copertina e di una frase di Ennio Flaiano che suona decisamente minacciosa (clicca sull’immagine). Per il resto, tutto è pronto. L’editore ci tiene a far sapere che "Nessun personaggio politico nazionale, esponente del governo, ministro, sottosegretario o sedicente leader dell’opposizione è stato maltrattato o torturato per scrivere questo libro". Purtroppo è vero, e io me ne scuso con i lettori. Intanto, ferve il lavoro di preparazione delle masse: brani del libro saranno letti pubblicamente nei campi e nelle fabbriche, mentre a Palazzo Grazioli, decine di signorine si limiteranno a guardare le figure nel poco tempo libero a disposizione. Scajola leggerà il libro a sua insaputa. A Gasparri, invece, i passi salienti saranno spiegati con un linguaggio facile e comprensibile, anche a gesti, se serve, e siamo sicuri che riderà persino lui. Telegrammi di felicitazioni giungono intanto da ogni parte del mondo, comprese certe valli padane dove sulle copertine dei libri bisogna scrivere: "Attenzione, non si mangia!". L’attesa, insomma, è decisamente spasmodica. Ma ne saprete di più tra qualche giorno, perché dobbiamo dare ai responsabili della grafica e della correzione delle bozze il tempo di mettere in salvo le famiglie e di espatriare a loro volta. La traduzione in barese per la moglie di Giampi Tarantini è in corso e presto uscirà anche la versione in materiale impermeabile per permettere a Bossi di leggere il libro senza macchiarlo di semolino. E’ tutto, per ora, avrete presto nostre notizie.
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I’m waitin’.
(so già che sarà bellissimo)