La Figu di Charles Bukowski. Quando i vecchi sporcaccioni erano poeti
Lo so, stiamo attraversando tempi grami, in cui i vecchi sporcaccioni sono milionari, potenti, addirittura presidenti del consiglio (in Italia) e usano le ragazze in modo a dir poco vergognoso. C’è stato un tempo, però, in cui i vecchi sporcaccioni erano anche poeti sublimi, macinatori instancabili di vita, bevitori d’alcol, combattenti sul fronte della sconfitta. "La patonza deve girare", dice oggi elegantemente il nostro (?) Premier. Bene, girava anche allora, e pur con l’odore delle bettole, del whisky pessimo, della vita appesa a un filo, tutto era meno squallido. Ecco dunque la Figu di Charles Bukowski, bevitore e poeta. Buona visione
FIGU – Album di persone notevoli. Un programma di Alessandro Robecchi e Peter Freeman. Produttore esecutivo: Erica Vitellozzi. In redazione: Cristiana Turchetti, Paolo Zappelloni, Paola Ippoliti. Stagione 2010-2011, Rai Tre.
Commenti (4)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Dopo aver letto “storie di ordinaria follia” me ne sono innamorato… ma è durato poco. Ne ho letti altri 3 o 4 ma li ho giudicati abbastanza ripetitivi. Onore a te per questa figu che cmq ci voleva e la tua voce suadente è sempre una bella compagnia. Grande Robecchi.
A proposito dell’offerta di John Martin (black sparrow press), che nel 1969 gli offì un vitalizio di 100 dollari al mese per continuare a scrivere, Hank disse: “dovevo scegliere tra due possibilità – restare a lavorare nell’ufficio postale e impazzire… o restare qui fuori a giocare a fare lo scrittore e morire di fame. Ho scelto di morire di fame”.
Per questo, nonostante il suo palese misoginismo, le sue tendenze autodistruttive e il suo cocente disprezzo per l’umanità, non si può che rispettare il grande Bukowski.
hank è uno dei pochi letterautori degno di venir definiti “un mito”.
bella figu.
Maestro, non mi sono saputo trattenere e ho scritto un articolo nel Suo stile 😉
http://diarioperinaviganti.blogspot.com/2011/09/nuova-sensazionale-scoperta-al-cern-di.html