Questa sera Doc3! Storie di schiavi. Oggi. Qui
Si va bene, lo so, la parola sembra antica. "Schiavo" fa venire in mente la capanna dello zio Tom, l’Alabama prima di Lincoln e quei bravi ragazzi che costruirono le piramidi. E’ una faccenda di pigrizia e di falsa coscienza, perché basta sapersi guardare un po’ in giro, qui, oggi, Italia ventunesimo secolo, per vedere e capire che gli schiavi esistono eccome. Il Doc di questa sera si intitola proiprio così, Schiavi, e racconta tre storie tra le migliaia di vite da schiavi che abitano e vivono vicino a noi. Una ragazza nigeriana costretta alla prostituzione, un bracciante agricolo venuto dal Mali malmenato per aver osato chiedere il suo salario, un giovane ghanese mezzo ammazzato a Rosarno dai padroni bianchi. Tre storie, tre orizzonti diversi, accomunati da un destino che sembrerebbe fuori tempo: sono schiavi, sfruttati dall’economia sommersa e – appunto – schiavista, della settima potenza mondiale, che saremmo noi. Non facciamo finta, tutti sappiamo che esistono. Ma vederli raccontati, sentirli parlare, assistere alla loro voglia di liberazione è un’altra cosa. Un Doc bellissimo, molto ma molto istruttivo. Questa sera in onda (dicono i giornali) a partire dalla 23.35. In ogni caso, il consiglio è di preparare il videoregistratore, perché è un film da non perdere. Schiavi, di Giuseppe Laganà, buona visione.
Doc3 è un programma di Lorenzo, Hendel, presentato in studio da Alessandro Robecchi e realizzato grazie alla collaborazione di Luca Franco, Cataldo Ciccolella, Fabio Mancini. Regia di Graziano Paiella, produttrice esecutiva Monica Pacini
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Affaristi senza scrupoli; politici colorati di sole in estate ed in inverno, tosati e sbarbati di fresco, senza un pelo fuori posto, in abiti di gran lusso, impinguati di quattrini pubblici e di privilegi da favola, incompetenti ed inconcludenti in ogni settore istituzionale; popoli ridotti a sudditi ricattabili proiettati nel mare della miseria… Sono segni che fanno presagire che presto busserà alla posta anche nel nostro Paese “Madama Schiavitù”…