Questa sera Doc 3! Con la guerra ficcata in testa
La questione palestinese
vista dalla parte dei ragazzi israeliani, che a 18 anni, per tre anni, diventano proprietà dell’esercito. Volenti o nolenti, senza scelta e senza possibilità di scampare: o militare o disertore. La storia di questa sera è la storia di quattro amici che fanno la stessa strada. Qualcuno ne sarà schifato, altri la prenderanno come una faccenda naturale, da dimenticare prima possibile, altri ancora si faranno convincere dall’ideologia dell’odio e della guerra. Intanto, si vedono bene le costruzioni ideologiche, nazionaliste, religiose, di un esercito in guerra da sempre, i suoi condizionamenti pesantissimi sulla società e sui giovani, i suoi trucchi e il suo potere. Gli amici del Kandy bar (titolo originale Poisened, avvelenati) è firmato da Daniel Sivan, che in patria ha avuto non pochi problemi per questo e per altri suoi lavori. Uno sguardo interessante e per certi versi, un po’ pauroso… Buona visione.
Doc3 è un programma di Lorenzo, Hendel, presentato in studio da Alessandro Robecchi e realizzato grazie alla collaborazione di Luca Franco, Cataldo Ciccolella, Fabio Mancini. Regia di Graziano Paiella, produttrice esecutiva Monica Pacini
Commenti (7)
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ottimo soggetto. grazie.
Fino a poco tempo fa anche in Italia a circa 18/21 anni e per 12 mesi i ragazzi diventavano proprietà dello stato. Correre a spegnere incendi, aiutare i cittadini in difficoltà erano compiti davvero nobili. Poi c’era la parte negativa: marce inutili sotto il sole, umiliazioni personali da parte del graduato o ufficiale di turno, il nonnismo, l’attendente… Diventi uomo dicevano. Io ero e sono tuttora convinto che uomini si diventi anche senza fare il soldato a disposizione. Poi il servizio militare obbligatorio è stato soppresso lasciando posto ai mestieranti. Volontari si dice con massima ipocrisia. Da quel momento sono aumentate le guerre. Quelle di “pace”, sempre si dice. Però si muore ugualmente. Già 40 nostri giovani nel fiore della vita non sono più tornati dal fronte delle ultime guerre… Molti muoiono a seguito dei contagi pericolosi contratti in zone di battaglia. Dieci anni in Afghanistan e pare che là siamo ancora al punto di partenza. Adesso la Libia… Non sappiamo bene il perché, ma siamo nella nostra ex colonia a bombardare di nuovo. Ora i governi del momento possono fare dei soldati mestieranti quello che vogliono: non ci sono più le mamme ad opporsi… Sono volontari… Caro a.r. tutto il mondo è paese: dove ci sono i grandi interessi di pochi, per la difesa e l’arricchimento incontrollato di questi ultimi, servono militari, obbligati o volontari, reclutati fra la povera gente. Fra i disoccupati… Mi unisco con tutto il cuore al dolore immenso dei cari di Roberto Marchini, ultima vittima italiana della tragica guerra in Afghanistan. Ventotto anni!…
eh no, non confondiamo: le vittime sono i civili afgani, non gli INVASORI,equipaggiati, rifocillati, armati e pagati contro una popolazione povera che ha il torto di vivere a casa sua!
@Adele5
In guerra siamo tutti vittime… Da una parte e dall’altra. Se poi vogliamo le graduatorie io non sono in grado di farle. Non c’è proprio ragione alcuna che giustifichi una guerra.
Scusa, Vittorio, non trascinerò oltre la polemica,perchè il discorso è davvero lungo, ma per sintetizzare secondo me
le differenze fra le guerre ci sono.
O vuoi equiparare una guerra di liberazione a una di conquista?
Ed è indifferente se si partecipa all’una o all’altra?
Ti dicono niente il nazi-fascismo e le guerre coloniali?
Nella storia del ‘900 c’ è un costante intervento politico-militare degli Europei, dei Russi e degli Statunitensi per il controllo delle risorse energetiche e strategiche di quelle zone ( la storia dell’Afganisthan, ma anche quella dell’Iraq e dell’Iran sono impressionanti in questo senso)
E non è neppure vero che tutti siamo vittime delle guerre,perchè ci sono quelli che ci marciano e pure bene.
La disoccupazione in Italia non giustifica nel modo più assoluto l’arruolamento in un esercito ( esercito!) di occupazione e, inevitabimente, di assassinio
@Adele5
Io ho cercato di esprimere fra le righe il concetto che le guerre sono uguali per chi è costretto a combatterle concretamente sul campo di battaglia e per le popolazioni civili che le subiscono. La differenza fra una guerra di occupazione o di difesa, che tu evidenzi così chiaramente, la fanno coloro che le vogliono per meri interessi economici e di casta. A noi raccontano che quelle di occupazione sono missioni di pace… La situazione sociale precaria non dovrebbe infatti giustificare l’arruolamento, ma spesso è proprio quella che spinge molti giovani a fare quel passo. Non ho peraltro notizia che un figlio dei nostri politici o dei nostri capitalisti sia partito volontario per portare nei paesi in querra quella pace con la quale si riempiono la bocca. I disoccupati e i figli del popolo che si arruolano, invece, sono tanti e non solo in Italia… E sono loro che rischiano di non tornare…
Complimenti!! Un bel momento per la TV.. Certe cose andrebbero fatte vedere in Prima Serata e nelle scuole!!!