Storica svolta a Pontida! Un cinese capo della Lega
Un franco e leale confronto tra la base e i dirigenti: Calderoli fugge in barcone a Tripoli – Bobo Maroni tenta di sottrarsi al linciaggio fingendosi terrone, la folla non lo riconosce ma lo lincia lo stesso – Toccante discorso di Umberto Bossi: “Ho cambiato idea, andate a votare ai referendum!” – Mario Borghezio in stato confusionale si picchia da solo e poi si denuncia.
Gli occhi di tutto il paese sono puntati su Pontida. Ecco il programma della manifestazione.
Ore 9.00. Rito celtico dello schiaffone. Cominciano i maroniani che prendono a ceffoni i calderoliani. Cota e Zaia si esibiscono in una partita di “strizzaballe”, anche questo un antico rito celtico che consiste nel tentare di strappare i testicoli all’avversario. Arbitra Mario Borghezio. Gran finale con l’esibizione della donna barbuta (Rosi Mauro) che scuoia il viceministro Castelli, subito insaccato e trasportato alle cucine.
Ore 10. Discorso di Giorgetti sull’unità della Lega e sulla concordia tra le varie componenti del partito. Gli operai leghisti in cassa integrazione assaltano il palco.
Ore 11.30. Camminata sulla polenta rovente. Matteo Salvini, gravemente ustionato, è abbattuto sul posto dai coltivatori diretti di Verona.
Ore 12. Arrivo di Umberto Bossi e prime contestazioni. La base chiede meno tasse, federalismo, secessione, biglietti del circo, la deviazione del Po verso Belluno e un segretario che ne azzecchi almeno una in un anno solare.
Ore 12.30. Discorso di Bobo Maroni contro gli immigrati, i negri, i gay, gli zingari e Calderoli. Solo l’ultima parte scalda davvero la platea.
Ore 13. Pranzo: tortelloni ripieni alla Adro. Saputo che nel ripieno c’è proprio il sindaco di Adro, la folla mangia con appetito.
Ore 15. Discorso di Federico Bricolo su Lega e lavoro intellettuale. Sentita la parola “intellettuale”, la folla attacca il palco e Bricolo viene usato per giocare alla pentolaccia.
Ore 16. Gara di tiro alla fune. Come fune si usa Roberto Cota. Ricoverato d’urgenza.
Ore 17.30. Grande successo del discorso di Francesco Speroni: “La Lega deve tornare alle radici”. Boato dei militanti che chiedono la linea: “Possiamo almeno cuocerle?”
Ore 18. Umberto Bossi, guidato dal suo proverbiale fiuto politico cade in un bagno chimico: disperso.
Ore 19. Calderoli annuncia che l’elezione del segretario verrà fatta per acclamazione. Cominciano le votazioni.
Ore 20. Guang Xu Ning, cinese di Canton, residente a Milano, è il nuovo segretario della Lega Nord. La base commenta: “Finalmente uno che si capisce quello che dice”.
Commenti (7)
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Ti sei dimenticato Tosi…
Super Robecchi!
però a pensarci bene un leghista alla guida della Cina risolverebbe molti dei nostri problemi economici…
🙂
che so, Castelli sindaco di Pechino invece che di Lecco. (Castelli è sindaco di Lecco, ha preso il 79% dei voti l’anno scorso – o magari no?) (ah no, è sindaco di Gallarate, o vicesindaco di Milano: ecco, sì, Castelli e Salvini vicesindaci di Milano)
:-))
La Lega, che governa da 8 anni su dieci, è un pò imbronciata con Silvio. Silvio è da sedici anni che gli promette mari e monti e ora scoprono che gli ha ammollato solo chiacchiere da ombrellone. Cascano dalle nuvole e sotto ci trovano i lumbard, con gli elmi e le corna, incazzati come mai. Bossi li incita con parole di fuoco e butta tra la platea verde ultimati e penultimati. Nella giornata dell’orgoglio padano anche UIL e CISL provano a urlare la propria contrarietà contro il governo e questa davvero segna la novità, della serie: ” ACCA’ NISCIUNO E’ FESSO – LOTTA DURA SENZA PAURA”. A Pomigliano ridono per non piangere.
Oh, ma di questi leghisti non ce ne è uno, dico uno solo, con la faccia intelligente! Non solo quelli noti, anche le foto che ho visto sui giornali del raduno Pontida, tutti con espressioni ingrugnite e acefale. Paura vera!!!!!!!
La Lega Nord era sul palco… Sotto uno stuolo verde di gente incredula che si domandava il perchè l’On. Calderoli continuasse a ridere… Secessione gridava… A nessuno dei numerosi giornalisti intervenuti alla pagana manifestazione è venuto in mente di chiedere nelle interviste tra la folla cosa volesse dire “secessione”… Orripilante la salsiccia “castelli”… Guang Xu Ning, tra la folla sembrava più verde che giallo. Era rabbia la sua… E’ dura anche per un cinese constatare come in Italia si siano ridotti gli eredi di coloro che avevano combattuto fino al sacrificio estremo della vita per la libertà e per l’unità del loro paese.
poveri demeni
Ah, ah! Si firma lerci comunisti e scrive: poveri demani! Un genio, no? Avrà preso l’insolazione a Pontida?
a.r.