Le ultime ore di Adolf Bossi nel bunker di via Bellerio
In tutta la Padania il liberatori accolti con un fitto lancio di fiori e cotolette alla milanese – Calderoli costretto a mangiare casse di documenti perché non cadano in mano ai liberatori – In tutto il nord liberato la popolazione si riappropria dei congiuntivi – Gli scienziati si interrogano: “La Padania come Atlantide: è scomparsa o non è mai esistita?”.
Il generale della Quinta Armata guarda Desio da una piccola altura che domina la città. “A Monte Cassino fu più difficile – dice – ma anche liberare la Brianza dà una certa soddisfazione”. Lo spettacolo che si è presentato agli occhi delle brigate partigiane entrate per prime a Desio, Malnate, Mantova, Rho, Domodossola e altre città leghiste non verrà dimenticato presto. “Decine di uomini ci hanno accolto implorandoci di portarli via. Qui c’è la ‘Ndragheta – urlavano – portateci in salvo a Napoli o a Milano!”. Le donne hanno circondato i mezzi blindati chiedendo mozzarelle, olio d’oliva, qualcuna teneva in braccio bambini per mostrarli ai liberatori: “Guardate mio figlio, guardatelo! Otto anni di burro, polenta e discorsi di Calderoli l’hanno ridotto così!”. Anche molti giovani sono accorsi nelle sedi dei comuni liberati chiedendo libri, giornali, film, e altre cose considerate sconvenienti durante il regime leghista, a volte addirittura vietate. A Novara i liberatori sono stati accolti con lancio di riso, come ai matrimoni. Il comandante della brigata che ha liberato la città racconta con occhi lucidi: “Questo è un popolo meraviglioso. La prima cosa che ci hanno chiesto è di poter ricominciare a usare i congiuntivi”. Nel giro di una notte si sono formate lunghe code di agricoltori: “Vogliamo pagare le multe delle quote latte – dicevano – e anche: avete mica una cravatta normale, per favore? Queste verdi che ci fanno mettere per forza fanno schifo”. A Gallarate la giunta leghista è fuggita nella notte. Lunghe colonne di gerarchi leghisti tentano ora di raggiungere Varese, la nuova Salò della Lega, dove le residue forze padane resistono isolate, circondate da un territorio ostile e ormai liberato. Nonostante le camicie verdi e La Padania sotto il braccio sono stati respinti fuori dai confini del comune: “Non vogliamo immigrati qui!”, ha detto l’ultimo sindaco leghista della Padania. Nelle ore successive, ha prevalso la ragionevolezza: il sindaco leghista di Varese ha chiesto agli alleati di non usare l’atomica, “Anche se – ha aggiunto – un bombardamento nucleare della Padania migliorerebbe senza dubbio l’assetto urbanistico ed edilizio che abbiamo creato noi della Lega in questi dieci anni”.
Intanto, confuse notizie giungono dal bunker di via Bellerio, a Milano. Umberto Bossi è in perenne riunione con i suoi più stretti collaboratori e un simile concentrato di intelligenze ha già dato qualche frutto: sono riusciti ad aprire un’aranciata senza ferirsi gravemente. Bossi chiede ripetutamente di inviare sul fronte brianzolo nuove truppe, a costo di reclutarle alla scuola elementare di Adro. Bobo Maroni e Roberto Castelli non mangiano da due giorni, nel timore che una nervosa masticazione possa rompere la capsula di cianuro che si sono fatti impiantare in un molare. Non si hanno notizie, al momento, di Mario Borghezio: anche la sua famiglia lo cerca attivamente per menarlo a sangue. In un comunicato congiunto delle forze alleate e delle formazioni partigiane si legge testualmente: “La Padania non esiste più per due motivi: Primo: è stata finalmente liberata. Secondo: non esisteva neanche prima”.
Commenti (8)
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L’articolo è fantastico! Qualche prudente benpensante potrebbe definirlo addirittura satira… In realtà è invece tutto vero. L’incongruenza terroristica della lega è giunta ormai all’ebollizione. Tolto qualche feudo che resiste alla cottura, il resto è ormai colla per manifesti. La padania non esiste e tantomeno esistono i padani. Esistono invece creduloni lavoratori ed artigiani che sono stati turlupinati da prospettive irrealizzabili. Ma davvero quella gente ritiene giusto, per esempio, che le loro multe sul superamento illegale delle quote latte siano da addebitare alla comnunità italiana? Comunità quest’ultima della quale secondo i loro dirigenti leghisti non dovrebbero nemmeno farne parte?… Cari “padani” è ora della sveglia! Provate ad arrangiarvi senza ricorrere a Roma Ladrona! Provate a proporre alla vostra dirigenza un posto dietro ai buoi a guidare l’aratro invece di mantenerli nella bambagia di Roma a gozzovigliare alla faccia della vostra ingenuità.
«Io sono un padano, Umberto Bossi al massimo è prealpino», come disse una volta (sorridendo) il reggiano Romano Prodi. Potrei dirlo anch’io, che sono padano doc: e infatti i padani, quelli veri, quelli del Po, mica votano per Bossi e per Cota. Sono quelli di Como, di Varese, e poco più. (il dio Po dista almeno cento-duecento chilometri…)
Illuminato Robecchi!
voglio veder gli allevatori padani pagarsi le loro c***o di multe!!!
😀
Io sono e basta,se può contare sono nata e vivo in Lombardia, Bossi non so da dove venga, so sicuramente che cosa è: un gran c……e.
Prealpino, subalpino, oltrealpino, ma sempre tale è.
Articolo veramente acuto e divertente, grazie
bell’articolo ma per favore, vi scongiuro non continuate a infierire su di noi poveri padano prealpini o come accidenti ci chiamano.
Pensate che per noi, che non ci vestiamo di verde anche se il colore ci piacerebbe, sia facile (non parlo al passato la liberazione è ancora lungi a venire) vivere in mezzo a tutte quelle cose verdi che non sono cetrioli tedeschi (per fortuna).
Quando mia figlia di 16 anni torna da scuola e mi dice che nella sua classe sono tutti leghisti (a 16 anni !!!)
Non basta vincere una battaglia anche se è bello vincerla qui si rischia di addormentarsi sugli allori e venire cucinati alla prossima festa della lega.
scusate se sono un po’ sconclusionato ma qui nel profondo nord non è ancora così facile, anche se io vengo tutti i giorni in meridione a lavorare (Legnano sic.)
chiarisco: mi dà un gran fastidio che molti continuino a dire “padani” e “lumbard” per definire i leghisti. Lo fanno tanti, troppi, giornalisti e commentatori vari: è come definire mafiosi tutti i siciliani, eccetera. Mi piacerebbe che la si finisse con queste cose, che denotano grande pigrizia mentale: almeno noi di sinistra…
mi hanno rubato anche il colore verde, il va pensiero, che sono cose di tutti, di tutto il pianeta, il va pensiero e Giuseppe Verdi sono di tutto il mondo, solo una massa di ignorantoni come Bossi e i suoi fedeli potevano fare e dire scemenze simile.
Per fortuna, col federalismo fiscale arriveranno tante di quelle tasse… Il bluff ormai è scopertissimo, voglio vedere se c’è ancora qualcuno che gli va dietro – ma tutto è possibile, ahinoi.
(complimenti a Robecchi, che ha sintetizzato molto meglio di me questo stato d’animo)
Da un vero padano DOC liberal di bassa, non aspettavo altro. Presto libereremo pure Cremona e la sua provincia, e per ultima la REGIONE !!!!