Disastro ecologico! Grande morìa del ceto medio spiaggiato a Cala Tremonti
Alcuni esemplari soffocati sulla spiaggia dopo aver ingerito un mutuo a tasso variabile – Situazione insostenibile: un cucciolo di ceto medio consuma come un capodoglio e vive con contrattini di tre mesi – Gli etologi: “L’unica soluzione è mangiare gli squali come quelli della riserva di Arcore”.
La scena che si è presentata agli occhi dei primi soccorritori era terribile, un disastro ecologico spaventoso. Nel magnifico scenario di Cala Tremonti, l’immagine del ceto medio italiano spiaggiato, ansimante, incapace di muoversi, aveva tutte le caratteristiche dell’apocalisse. Da quando l’Istat ha dato la notizia a quando sono arrivati i primi soccorsi sono passate poche ore, ma chi è accorso sul posto si è subito reso conto del disastro. “Una scena spaventosa – dice un volontario – ho visto impiegati di banca fare la coda alla Caritas, dirigenti riconsegnare le chiavi dell’Audi, commercianti ingerire sessanta pagine di documentazione per il mutuo”.
“A uno – dice il coordinatore dei soccorsi – abbiamo pagato due fatture arretrate, e ha lentamente ripreso colore dirigendosi al largo, ma per la maggior parte di loro non c’è niente da fare, sarà un’agonia lunghissima”. Il ceto medio italiano popola massicciamente i mari della Penisola dagli anni Ottanta. In un primo periodo ha prosperato grazie alla sua posizione preminente nella catena alimentare: erano gli anni di un altro gigantesco disastro ecologico, quando sulle spiagge italiane, specie a Cala Bettino, si spiaggiavano gli operai. Poi, lentamente, le condizioni ambientali, si fecero difficili anche per il ceto medio, a causa della crisi economica e dell’oneroso mantenimento dei cuccioli tenuti in situazione di precariato. Il ceto medio italiano è l’unica specie marina costretta ad accudire i figli fino all’età di quarant’anni. Ora, la grande sorpresa: secondo l’Istat un ceto medio su quattro torna ad essere sardina, gli altri si barcamenano mangiando alghe e riducendo i consumi, come i soggiorni fuori dalle barriere coralline. Dice un vecchio pescatore dell’Agenzia delle Entrate indicando il golfo al largo di Cala Tremonti: “Vedete, una volta qui era tutto ceto medio, e ora la baia è popolata soltanto da banchi di cocopro, troppo piccoli per essere pescati”. Secondo gli osservatori, qualche speranza c’è ancora, come spiega un famoso etologo. “Il ceto medio italiano – dice – non ha altra soluzione che cominciare a magiare gli squali, l’unica specie che ha prosperato negli ultimi anni. Si tratterebbe di un’inversione delle sue abitudini perché ceto medio e squali sono sempre andati d’accordo, ma è l’unica via percorribile. Il problema è come portare la caccia nelle riserve protette di Arcore, di Confindustria, di Villa Certosa. Ma la natura è potente e troverà presto le soluzioni”. Anche in modo imprevedibile, magari addirittura partendo da una città senza mare, Milano.
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Qui credo tu abbia superato te stesso.
Sensazionale Robecchi!
notevole! spero solo che il ceto dei cetacei (gente onesta) non si offenda per il paragone…
🙂
e un pensiero per l’on. Lupi, vicepresidente ciellino del Senato, che l’altra sera da Santoro ha spiegato ai ricercatori del CNR, con dovizia di particolari e insistendo molto, che “ci sono tanti posti di lavoro disponibili ma gli italiani non fanno più i lavori umili”. Sì, come no: l’anestesista con dieci anni d’esperienza va a fare il magütt, e intanto l’on. Lupi, Nicole Minetti e Renzo Bossi le passano accanto sghignazzando sulla BMW con autista…
pezzo assolutamente notevole!
una risata li seppellirà
Per proteggere la tipologia di pesce del ceto medio senza squame in Germania, dall’assalto dei pirana famelici e dall’estinzione, hanno creato una barriera protettiva. Il ceto medio è quello che tiene su la catena vitale della società tedesca, tiene alti i consumi, pagano le tasse, comprono e producono auto, non hanno solo l’omega 3. Utimamente un pesciaccio italiano ha cercato di sbranarsi un pezzo di ceto medio lavorativo (l’OPEL). Già aveva fatto strage e macelleria sociale in Italia (Fiat). Il pesciaccio è stato respinto al mittente con tanto di vaffa (merkel e sidacati “vai a fare il lavoro sporco a casa tua”.
Così si fa. Senza il pesce del ceto medio la società s’impoverisce e diventa terzo mondo, e senza pesce.
Bellissimo pezzo, complimenti
E’ un pezzo spettacolare… sei veramente un grande!!
Fantasia e ironia super, bravo!
Verissimo, ha prosperato anche molto lo Squalo vegetariano, in apparenza meno pericoloso, ma alla fine uccide ugualmente.La specie si chiama “CALL CENTER”
Famiglie di SQUALI vegetariani, che si amministrano e autofinanziano, l’entrata del cibo, sufficiente, per il sostentamento delle loro famiglie.Poi quando arriva il momento che le zone , non sono piu’ capaci , al loro sostentamento, emigrano in mari migliori, e cosi via.
Il ceto medio c’è rimasto davvero male quando a mani vuote e disperato tornando a casa si accorge che la casa è sparita. Gliel’ha ingoiata lo squalo Equitalia che si presta al gioco degli amici grandi squali di governo: metti tasse, procura la crisi ed io confisco le case dei poveretti che, grazie alla crisi, non le possono pagare. Poi ne faccio dono agli squaletti tuoi amici… E’ simile alla storia dei supermercati: bruciare la concorrenza, mantenere i prezzi, diminuire il peso. Sembra che l’immagine paghi più del peso e della qualità. Questa è la società che ci ha preso la mano!