Passa al contenuto principale

Appello – Una badante per Fede

mercoledì, 12 Maggio 2010

Parlare di Emilio Fede non fa fine. La sinistra lo vive per quello che lui si sforza di sembrare – una barzelletta a sfondo giornalistico – e ha smesso da tempo di occuparsene. La destra lo prende di mira perché è come il beige, va sempre bene e non impegna. Rassicuriamo dunque i Socci e i Facci d’ordinanza: nessuno li sgriderà  nelle ditte di Berlusconi per aver sparato su Fede, potranno continuare a incassare lo stipendio passando per scapigliati liberal del libero pensiero, magari ansiosi di succedere al bacucco conduttore. L’unico rischio che si corre nel commentare le soavi stupidaggini di Emilio Fede è che siano le penultime: l’uomo propone la sua produzione come un flusso  incessante, e fermare l’attimo non è facile. L’ultima (ma mentre scriviamo chissà cosa starà elaborando) è l’intemerata su Saviano, che fa i soldi, che ha la scorta, che non è l’unico a parlar mare della mafia, però “rompe”: la solita solfa che suona come una velata minaccia. Niente di nuovo. E proprio qui sta il punto. Come possiamo accanirci contro un quasi ottantenne ancora costretto alla sua età a tirare la carretta del padrone? Vogliamo una volta per tutte venire incontro a questo anziano signore con tanti anni di servizi e servizietti sulle spalle? I riflessi non sono più quelli di un tempo: l’attacco di Berlusconi a Saviano è del 16 aprile, Fede per farlo suo ha aspettato maggio inoltrato; anche per un settantanovenne i tempi di reazione sono un po’ lunghi. Persino il suo vezzo di storpiare i nomi dei nemici – fascistissimo vezzo – non è più questione ideologica, ma più banalmente una faccenda di diottrie e tremori da ottuagenario. Più che scandalo e raccapriccio serve dunque un’azione umanitaria. Se Fede fosse un anziano genio indigente potremmo chiedere l’applicazione della legge Bacchelli. Siccome non è genio né indigente basterebbero forse un paio di badanti. Lo diciamo anche per la gloria del Grande Comunicatore padrone del Tg4: persino i megafoni invecchiano, e quando sono consunti gracchiano malamente. Una prece.

Commenti (15)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


Ultimi articoli