Povero papi! I comunisti del Financial Times lo trattano male
"Un pericolo per l’Italia e un cattivo esempio per tutti". Ma guarda tu se questo è il modo di parlare di papi Silvio! E ancora: "Mentre vengono poste pesanti domande sulla sua relazione con un’adolescente che sogna di diventare una star, domande che sua moglie è stata la prima a sollevare, Berlusconi si è rivolto contro il suo più ostinato interrogante, il quotidiano di centro-sinistra la Repubblica, ha lanciato velate minacce tramite un suo associato e ha cercato di invalidare le domande sostenendo che sono viziate da un pregiudizio politico. Egli ha mostrato simile belligeranza verso i magistrati che lo hanno giudicato corruttore dell’avvocato inglese David Mills, definendoli militanti di sinistra, sebbene il parlamento lo abbia reso immune dall’essere processato. E insoddisfatto anche di un così utile parlamento, ha detto che dovrebbe essere drasticamente ridotto a 100 deputati, mentre il potere del premier dovrebbe essere accresciuto". Perdindirindina. Ma lo sanno quelli del Financial Times che in Italia sarebbe molto molto difficile pubblicare certe cose?. Chissà com’è dispiaciiuto papi Silvio di non poter fare copme Putin, almeno con i giornalisti! Comunque sia, la frana è cominciata. Oggi il Financial Times (qui l’editoriale) e l’Indipendent (leggi qui). Nei giorni scorsi tutti i giornali europei che contano qualcosa. Oh, papi, papi! Che brutta fine sta arrivando!
Commenti (21)
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Per fortuna da noi la stampa è migliore, esclusa Repubblica ovviamente. Poi la TV è esemplare.
Caro Alessandro, la fine sarebbe vicina se in Italia non fossero gli italiani. Nonostante il discredito all’estero, nel Bel Paese papi&Co. continuano a mietere grandi consensi.
Dio dacci questa grazia!
Se la prende con La Repubblica..ma non si avvede che tutta la stampa europea, di qualsiasi colore politico, lo critica ed è scandalizzata? Ma chi, come lui, vive in un delirio di onnipotenza è difficile che prenda atto della realtà. Ieri sera a Ballarò i suoi servi sciocchi hanno dato di matto..mai visto un Bondi così fuori di sè….capiscono forse che questa volta la faccenda potrebbe avere riflessi negativi e alzano i toni, accusando E.Mauro di qualcosa che meriterebbe una denuncia…aver pagato l’ex fidanzato della ninfetta.
A proposito di papi e di libertà di informazione, ieri volevo vedere Ballarò, anzi ho iniziato a vederlo, ma lo stomaco non ha retto. Un Capezzone al giorno posso ancora tollerarlo, malgrado la sua faccia triste e il suo essere portatore di sfiga, ma un Belpietro e un Bondi messi insieme sono troppi anche per uno come me che ha uno stomaco di ferro. Minchia, avevo appena finito di mangiare e mi è tornato tutto su.
Aggiungete anche che all’ora di pranzo hanno intervistato, nell’ordine, Cicchitto, Gasparri, Bonaiuti e lui, l’imperatore che appariva come un segnale di SOS, a intermittenza, poi, Bossi, Maroni e non ricordo come si chiama quell’altro sproloquio, capite che così stando le cose non posso continuare a farmi del male da solo come un masochista.
Allora basta, niente TV fino alla fine di giugno, quando, passata la sbornia elettorale, ci consoleremo con le solite chiappe abbronzate mostrate da Italia 1, in attesa dei grandi fratelli, delle grandi fattorie, delle grandi isole dei famosi, per chiudere con le grandi bugie dell’imperatore nostro signore.
mauspezz
Purtroppo, in Italia, i giornalisti stranieri (sobillati dalla sinistra italiana) ed i i loro lettori non hanno il diritto di voto.
Qui da noi un popolo adulto, sobriamete informato da molti giornali liberi e onesti, vota secondo coscienza. Pensate che persino la Dominianni a Radio 3, intervistando un “intellettuale di destra”, a proposito del caso papi-Noemi, dice all’ospite: “devo ammettere che la maggior parte dei messaggi danno ragione a lei (l’intellettuale). E’ un fatto privato che non interessa alla gente”.
Ida ci ha fatto perdere l’occasione di ricordare agli italiani all’ascolto che giocare al dottore con una minorenne sarebbe un reato gravissimo, non una questione privata.
ALESSANDRO, SE CONOSCI DI PERSONA LA GIORNALISTA DEL MANIFESTO, LE GIRERESTI IL MIO COMMENTO?
Buon papi a tutti
MI SCUSO PER L’ERRORE
Sono l’autore del commento n° 6 di questa pagina.
Un lapsus mi ha fatto attribuire a Ida Dominianni la conduzione di Faccia a Faccia su radio tre rai.
si trattava invece di Ritanna Armeni, giornalista di Liberazione.
che intervistava l’intellettuale Alessandro Campi, direttore scientifico della Fondazione Farefuturo:
Chiedo ancora scusa alle interessate.
ALESSANDRO, SE CONOSCI DI PERSONA LA GIORNALISTA DI LIBERAZIONE, LE GIRERESTI IL MIO COMMENTO?
Buon papi a tutti
I mastini della presunta informazione ed i cortigiani politici in perenne servizio a comando, hanno lustrato i denti per difendere a spada tratta il Cavaliere. In contrasto col detto “cane non mangia cane” attaccano senza pietà perfino i loro colleghi. Indipendentemente da come ciascuno possa configurarsi tutta la storia che riguarda i rapporti del Cavaliere con la famiglia Letizia, trovo davvero sconcertante quello che sta succedendo nel mondo della carta stampata. Il Dr. Belpietro si è pure improvvisato più efficiente segugio del migliore dei seguci di Perry Mason facendo accertamenti personali sulla vita privata di un testimone. Badate bene, non per amore della verità, ma unicamente per smontare in anteprima l’attendibilità delle dichiarazioni del potenziale teste. Il direttore di Panorama non ha esitato un attimo a gettare fango su un ragazzo, che spontaneamente si era prestato a rilasciare un’intervista sul caso, spiaccicando brutalmente sul suo conto notizie squalificanti che peraltro in quel momento di furia leonina lo stesso direttore ammetteva di non avere ancora accertate. Embè?… – direbbe il direttore del Giornale – cos’è cambiato? L’editoriale odierno di quest’ultimo straordinario giornalista dovrebbe essere incorniciato per evidenziare agli aspiranti giornalisti come non si deve fare giornalismo. Il bello, si fa per dire, di tutta la vicenda è stata l’irosa affermazione del Dr. Belpietro, ripetuta fino alla strazio sulle parole del direttore de la Repubblica Dr. Ezio Mauro e dell’On Dario Franceschini, con la quale ieri a Ballarò rinnegava di essere dipendente di Berlusconi. Lui è dipendente della Mondadori… Va mo là.
Ne “i mostri” l’ impiegato testimone Tognazzi, che vorrebbe diligentemente deporre contro un potente, viene massacrato dall’ avvocato Gasmann che lo sputtana fino a farlo uscire tra i fischi della folla e con vergogna della moglie.
Si va bè ma era appunto “i mostri”. Nessuno se lo è ricordato?
@Gianfranco Bertani
Se non sbaglio la Armeni non è più a Liberazione. Mi pare che fosse tra i vendoliani transfughi.
E mi sa anche che tra la Dominijanni e la Armeni c’è un abisso. La prima sicuramente più brava (e di gran lunga) 🙂
La ragazzetta é vittima inconsapevole di un gioco piú grande di lei.Secondo me,al vecchio sporcaccione non dispiace affatto che si parli di questa storia.Intanto,gli consente di recitare per l´ennesima volta il ruolo della vittima,che é quello che sa fare meglio.Poi,queste cose distraggono i media dall´occuparsi delle cose veramente importanti,come la gente che perde il lavoro e non arriva alla fine del mese.Non si sa mai che agli italiani comincino a venire in testa idee di una soluzione tipo Bastiglia…
Detto questo,la figura piú squallida in questa miseranda storia l´hanno fatta i genitori.Se fossero persone perbene,una figlia cosí l´avrebbero riempita di ceffoni.
sempre dal financial times … che bello sarebbe vedere ogni tanto delle notizie scritte in questo modo anche sulla stampa italiana …
blog di Robecchi e Manifesto a parte!!!!!
[…] Less than two weeks ago a Milan court ruled that David Mills, a British corporate lawyer sentenced to be jailed for accepting a $600,000 bribe in 1997, had given false testimony to protect the billionaire Berlusconi and his Fininvest holding company. In any other western European country, a scandal of these dimensions would have brought down the premier in less time than it takes to say “Papi”. […]
http://blogs.ft.com/brusselsblog/2009/05/the-real-sin-of-silvio-berlusconi/
Antonio
Che fine ha fatto la memoria? Sparita, come un lampo che attraversa un temporale, come un rigatone destinato a sciogliersi nel mio stomaco, come tutto, in questo paese capace di ricordarsi solo quanti scudetti ha vinto la Juve (29, per inciso), o quanti pagliacci hanno avuto il coraggio di farsi trombare da Paris Hilton. La memoria, questa sconosciuta. Potrei dire, ad esempio, che la verità è a Nord, il principe è un imbecille e la sposa vergine. Per poi puntualizzare, tempo una settimana, che in effetti la verità, e io l’ho sempre detto, si trova a Sud, il principe è un genio e la sposa una gran baldracca. Fossimo persone non dico normali, ma quantomeno in grado di intendere e di volere, saremmo tutti concordi nel dire che o io sono schizofrenico, quindi da curare, oppure disonesto, quindi da evitare. Ma né io, né tanto meno chi nel quotidiano auto smentirsi ci sguazza, siamo additati come pazzi o furbi. Al contrario, veniamo esaltati da una società in cui chi la spara più grossa, a seconda della convenienza del momento, viene premiato. E chissenefrega se una settimana prima si era detto l’esatto contrario. Il rullo compressore avanza, cancella tutto, ogni giorno riscrive una nuova storia daccapo, senza preoccuparsi di ciò che ormai è già passato, scaduto come uno yogurt, anzi, facendo molta attenzione che non ne rimangano tracce. Tabula rasa, è il ritornello che mi gironzola in capoccia. Cancellare, please. Dimenticare. Poi però mi ricordo che c’è la rete, e ci sono i motori di ricerca, miei adorati complici in questa battaglia contro i mulini a vento. I motori che tutto sanno e nulla dimenticano. Vado su Google, digito “una storia italiana Berlusconi” et voilà, mi appare per primo questo bel link (www.scudit.net/mdstoriaitaliana.htm), utilissimo per rivangare quando il nostro papi ci schiantava i coglioni con la sua storia di padre e marito stupendo, esempio da seguire per tutti i secoli e nei secoli (amen), uomo dalle virtù incontestabili, colui che era stato unto dal signore per creare un’Italia a immagine e somiglianza della sua famiglia, delle sue aziende e ovviamente di lui medesimo. Ecco, mi piacerebbe sapere se c’è ancora qualche copia in circolazione di quest’opera d’arte. Perché in questo momento di accesa discussione sulla legittimità o meno di mettere in piazza la vita privata di un uomo politico, la migliore risposta sarebbe porgere al proprio interlocutore, chiunque esso sia, l’irraggiungibile “Una storia italiana”. Se non erro, venne stampato in oltre 10 milioni di copie. O forse la memoria m’inganna?
Ma li avete letti i commenti di alcuni italiani all’articolo linkato da Antonio? Beh, io sapevo che molti dei miei connazionali stavano messi male, ma non pensavo fino al punto da negare l’evidenza completamente e, come il nano, accusare gli stranieri di complotti contro l’italia perche’ sono invidiosi. Mi spiace dirlo, ma fino a che ci saranno questi “posseduti dal nano” in italia, la strada della rinascita morale sara’ lunga e difficile, anzi sara’ impossibile.
Marilu, la verità, difficile da accettare se si ama questo paese, è che almeno la metà di italiani sono dei completi imbecilli.
RickHelmut, lo so, e’ davvero difficile da accettare ed e’ per questo che sono cosi’ pessimista, a causa dei miei connazionali idioti. Nel tuo bell’intervento hai puntato il dito su uno dei maggiori problemi dell’italiano: la mancanza di memoria, memoria persa non solo riguardo alla “storia italiana” del nano, ma anche riguardo alla storia recente di questa nazione: il fascismo, la guerra, i morti, la sconfitta della dittatura. Poco piu’ di sessant’anni fa l’italia ha conquistato la liberta’, ma con la liberta’ ha perso la memoria e perdendo la memoria ha perso anche la dignita’ e cosi’ ci ritroviamo il nano. Noi, invece, che ancora ricordiamo (e sempre lo faremo) siamo qui a vivere una seconda Resistenza! Lo avresti mai detto?
Di solito il presunto intenditore tuttologo blatera a destra e a sinistra le sue convinzioni gonfiandosi come la rana della favola delle sue spesso idiotissime verità. Ieri, per esempio i cronisti della finale di Champions League 2009 ad un certo punto commentavano a favore del Manchester: in campo c’è solo una squadra, il Manchester appunto… Dopo appena un minuto, probabilmente per dispetto, segnava il Barcellona… Così si comportano anche i politici ed i loro servitori di razza. Il pdl, per esempio, ci imbottisce in ogni momento di abbiamo fatto e di stiamo facendo senza mettere le mani in tasca agli italiani. In pratica con le loro promesse fanno furbescamente girare gli stessi quattrini da un capitolo all’altro senza nulla mai dare di concreto. Nella sostanza poi per i povedracci sono nel contempo diminuiti i servizi sociali ed aumentate le tasse indirette. Proprio quelle che in barba alla Costituzione poveri e ricchi pagano nella stessa misura. Le tasse sul pane e sulla benzina, tanto per citare due casi, sono uguali per tutti. Stanotte il Tg4 annunciava candidamente in rassegna stampa che in Abruzzo alcuni cittadini stanno già risistemando la casa con gli aiuti del governo. Stando alle ultime notizie conosciute, sappiamo invece che nemmeno un centesimo sia stato ancora ufficialmente distribuito direttamente alle persone fisiche. Del caso Noemi, infine, non sapremo mai la verità… Troppe verità diverse, infatti, sono il massimo della bugia.
Ad Antonio, che scrive “blog di Robecchi e Manifesto a parte!!!!!”, vorrei ricordare almeno altri tre luoghi, che se non ci fossero bisognerebbe inventarli (e se loro, Robecchi e il Manifesto non ci fossero, forse il disgusto per il tanfo imperante e per il nostro destino mi avrebbe ormai già schiantata da un pezzo), e sono: Micromega, il sito di Marco Travaglio & C., e quello del meraviglioso giudice Felice Lima.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/
http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/
http://toghe.blogspot.com/
grazue siu per le specifiche – d’accordo che esistono molti altri luoghi interessanti (mio errore non citarli) …
però una cosa grave italiana è che tali articoli non trovino spazio sulla “grande” stampa che è invece molto uniformata.
spesso non trovo grosse differenze di opinione negli articoli anzi sembra che esista una sola grande opinione …
in altri paesi, per esempio germania francia inghilterra (ma anche molti altri) giornali di centro ospitano articoli di opinione molto diversa …
il rischio di ciò, secondo me, è che si crei una sorta di grande, uniforme, morale …
antonio
Completamente d’accordo con te, Antonio, e anch’io forse dovevo chiarire meglio il mio pensiero.
Ci provo: al tanfo imperante e al destino di questo Paese, che mi disgustano, contribuisce secondo me in modo determinante la “grande” stampa, che non solo -come dici tu- è uniformata, ma mi sembra anche appiattita su valori di fondo culturali, sociali, di visione del mondo e, in definitiva, politici che non sono poi realmente dissimili da quelli berlusconiani.
Inoltre, o proprio per questo, la stampa da noi è assolutamente inefficace e praticamente inesistente rispetto al compito che le spetta, e che in altri Paesi ha saputo svolgere egregiamente, ed è quello di mordere il culo al Potere, ogni giorno, smascherandone ogni malefatta e non lasciandogliene passare una, e neanche mezza.
Giornalisti e campagne di stampa degni di questo nome, ad altre longitudini, hanno avuto l’effetto di spazzare via governi o presidenti.
L’Italia sta davvero ad anni luce, se il grande avvenimento che da giorni tiene banco, neanche fosse lo scoop del secolo, è che finalmente dieci domande di qualche incisività sono state rivolte a chi da vent’anni dice e fa letteralmente tutto quel vuole, alla faccia della verità e della decenza, fino ad aver smantellato i principi e la sostanza della libertà, dell’uguaglianza, della divisione dei poteri, in una parola della democrazia e della civiltà di questo Paese. Senza che la grande (per inettitudine) informazione stampata e radio-televisiva gli abbia messo non solo un bastone, ma nemmeno uno stuzzicadente tra le ruote.
I pochi che fanno il loro dovere e dicono le cose come stanno (tra i non stranieri, intendo) sono piccoli, e sempre più schiacciati. Ma preziosi come l’ossigeno, e penso che vadano sostenuti con tutte le forze, e mai dimenticati.
Se andate sul sito http://spogli.blogspot.com/ trovate questo articolo:
Repubblica 28.5.09
Ecco perché i giornali internazionali ci processano
Quello che l’Italia non vuole vedere
di Alexander Stille
Come tutti quelli di Stille, andrebbe appeso in formato gigante al muro delle Redazioni dei “Grandi Giornali” italiani.
E comunque rispecchia esattamente quello che penso, e ieri ho confusamente cercato di spiegare.
A quanto pare, chiamarsi Alessandro fa un gran bene al giornalismo e alla democrazia 😉