Avviso ai resistenti: il 25 aprile, una piccola festa per un grande giorno

Inutile dire che mi ha riempito d’orgoglio la richiesta dell’Anpi di partecipare con un piccolo discorsetto alle celebrazioni per il 25 aprile. L’idea di andare davanti a quel vecchietti che quando non erano vecchietti hanno cacciato i fascisti con lo schioppo e dirgli "grazie, gente", è una delle cose per cui vale la pena vivere, come avrebbe detto Cuore. Comunque sia, loro il fascismo l’hanno subìto e l’hanno sconfitto, noi siamo qui a chiederci se per caso c’è, che forma ha, se per caso si può cambiare col telecomando. Barona, Giambellino, Lorenteggio, Porta Genova, sono tutti posti della mia città dove qualcuno è stato ammazzato per liberare Milano e l’Italia, vie dove ogni qualche metro c’è una lapide che ricorda qualcuno che moriva dalla parte giusta, ammazzato da qualcuno che stava dalla parte sbagliata. Qualunque uso ne voglia fare oggi la politica, il 25 aprile è una faccenda di tutti e al tempo stesso è una faccenda privata. Così privata che senza il 25 aprile non staremmo qui a raccontarcela e a ringraziare.
Insomma, per chi vuole, ci si vede la mattina del 25 aprile. Cliccate sul manifesto qui a destra per sapere tutto per benino. E buona festa.
Commenti (15)
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Onore ai veri eroi d’Italia (questa volta lo posso scrivere con la I maiuscola)
Concedimi anche uno spot per l’A.N.P.I., per favore, Alessandro:
http://www.anpi.it/5×1000.pdf
Alessandro, lasciamelo dire (avrei potuto dire “mi cosenta”)per una volta non sono d’accordo con te: UNA GRANDE FESTA PER UN GRANDISSIMO GIORNO.
Questo è il 25 Aprile, questa è stata la RESISTENZA, una guerra di popolo contro un oppressore sanguinario vestito di nero.
ORA E SEMPRE RESISTENZA.
mauspezz
scusate, ma il 25 aprile che cazzo c’e?
perche siete tutti impazziti tra l’altro per un sabato
non e nemmeno festa!
o siete talmente addietro con la vostra vita che avete bisogno di vivere i valori di altri, oppure non avete un cazzo da fare in questa vita e la dovete arricchire con fronzoli che pero alla fine non vi appartengono.
e stupefacente!
pensa che c’e gente che e riuscita a liberarsi dal comunismo (all’ultima conta ne era tanta, ma tanta) e non gli frega un cazzo di festeggiare….
ma andate un po a puttane e godetevi la vita
il 25 aprile NON è una faccenda di tutti.
BERLUSCONI domani impartirà, ubi et orbi, la SUA lezione.
possibile che in molti, in troppi, non abbiano ancora ben compreso chi è questo fascistone? predica la democrazia e la libertà solo per fregarci meglio. se leggessimo i discorsi di mussolini tra il 1919-20 pubblicati e letti in parlamento da Matteotti (uno dei motivi della vendetta fascista fu questo) ci accorgeremo di un mussolini diametralmente opposto a quello che in realtà era e poi dimostrò di essere. berlusconi adotta la stessa strategia, in un contesto storico e internazionale diverso. ma la sostanza e gli obiettivi sono i medesimi.
Grande Ale. Ora e sempre Resistenza!
molto giusto, ezechiele. magari passiamo il 25 a leggere qualche libro, giusto x liberarci degli ignoranti.
ezechiele, noi avevamo una dittatura di destra, ce ne siamo liberati e quindi ricordiamo quel giorno in quanto ci ha permesso di vivere in democrazia, tutti..anche te! Non mi risulta che in Italia ci sia mai stata una dittatura di sinistra…forse sarebbe bene ripassarsi qualcosina sui libri…quelli che ancora ne parlano!
A parte il fatto che “andare a puttane” (bruttissimo termine questo) per un uomo non è il massimo della goduria, ribadisco il pensiero di Mietta: grazie alla liberazione dai nazisti-fascisti , la cui ricorrenza si festeggia il 25 aprile, gli italiani finalmente hanno ripreso a vivere la vita sempre più serenamente con il passare del tempo. Al cavaliere questa storia non piace… Distrae la gente dalla sua persona proprio adesso che ha raggiunto il massimo della visibilità sfruttando il terremoto d’Abruzzo. Ogni giorno lo vediamo scherzoso davanti alle macerie e lo sentiamo dire spiritosate sciocche che fanno ridere di servile compiacimento solo il suo codazzo di signorsì. Ha abbandonato la cravatta e la camicia per indossare un tetro maglione nero (triste ricordo il nero…). Nero come le prospettive degli italiani. Di quelli che non vengono mai nominati nei vari TG… Di quelli che ogni giorno perdono il posto di lavoro… Di quelli che sono ricattati e sfruttati in nome della crisi. I politici li tengono buoni con facili ariose parole di stanziamento di fondi elargiti di qua e di là… Chi ha ricevuto un euro, alzi la mano… Tutti si girano curiosi, ma nessuno l’aveva alzata! All’assemblea non erano presenti banchieri ed imprenditori.
x ezechiele:
stasera è libera tua sorella?
Sì vabbè, ma c’è anche tanto anacronismo: ormai sono passati 64 anni, quanto vogliamo andare avanti a festeggiare sta Liberazione, cent’anni?!
Affermare che il 25 aprile è una faccenda di tutti e al tempo stesso è una faccenda privata è molto vero.
Credo che affermare che il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani sia, questa sì, pura retorica.
L’antifascismo non è, purtroppo, patrimonio di tutti gli italiani. La mentalità fascista è sempre molto diffusa fra tanti italiani nelle sue classiche forme clericali illiberali, nel maschilismo, nella sopraffazione dei deboli e diversi, nella vigliaccheria e miopia di allearsi con il più forte del momento, nell’ignoranza che genera razzismo. Da qui la necessità di organizzare ed esercitare con ogni strumento a nostra disposizione, compresa l’ironia (anche se non sempre capita), non solo il 25 Aprile, ma con il nostro impegno quotidiano, ora e sempre, la Resistenza.
caro paolo, c’è una evidente contraddizione in quello che dici:
da un lato sostieni che celebrare il 25 aprile è anacronistico e dall’altro osservi, con molta ragione purtroppo, che l’antifascismo non è patrimonio di tutti gli italiani.
Ecco il punto: ci siamo liberati del fascismo (come regime) ma i fascisti sono ancora tra noi e sono sempre di più e anzi occupano ruoli istituzionali rilevantissimi. Il 25 aprile avrà senso soprattutto e fino a quando la situazione resterà questa.
il 25 aprile non può essere di tutti, non può essere dei fucilatori di ieri, dei camerati di oggi che sostengono che i reduci delle brigate garibaldine non sono degni di celebrare.
ad ogni buon conto, buon 25 aprile!|
Il 25 aprile è di tutti gli italiani che in quel giorno del 1945 si sono liberati dai fascisti e dagli invasori nazisti. Non è certamente di coloro che ancora oggi rivendicano il tragico ventennio della dittatura fascista. Io penso che Franceschini abbia sostanzialmente fatto male a lanciare una fune di salvataggio al Cavaliere invitandolo alla festa. Un bravo leader dell’opposizione doveva immaginare che un tipo come Berlusconi non partecipa, compra. Come Paperon De’ Paperoni. Spero solo che per il nuovo latente fascismo non si apra una nuova triste ricorrenza della liberazione dalla democrazia.
>
l’idea di morire è una cosa che non mi piace. nella malaugurata ipotesi che la storia dovesse ripetersi, mi vedrò costretto a dover imbracciare il fucile mio malgrado, perchè c’è una cosa che mi angoscia di più della paura di morire, e cioè quella di vivere costretto a fare i conti con la mia coscienza nel caso mancassi al dovere di avere cercato di impedire che ciò avvenisse di nuovo. la memoria è eterna, rassegnati.
il mio intervnto è in risposta alla frase di paolo trezzi etc.
“… quanto vogliamo festeggiare sta liberazione cent’anni?”
avevo atto copia-incola ma non l’ha riportato