Voi siete qui – Nel regno di Silv Il Sung
In questi gloriosi giorni di giubilo in cui la luminosa figura di Silv Il Sung si staglia gigantesca a segnare la Storia, questo misero giornaletto comunista fornisce la traduzione del servizio di economia andato in onda nel Tg5 sabato 27 marzo 2009, edizione delle 20.
Testo: “Ci sono statistiche importanti ma forse un po’ invecchiate e fatti di giornata che arrivano dalla Fiat”.
Traduzione: Ci tocca darvi cifre spaventose, ma tranquilli, sono vecchie e non contano niente. L’importante è che la Fiat parla bene di Silv Il Sung.
Testo: “I primi indizi della ripresa si vedono già”.
Traduzione: Nel regno di Silv Il Sung non esiste la parola crisi! Gioite e cantate la sua gloria!
Testo: “Il momento peggiore, gennaio, fotografato dalle statistiche ormai apparentemente quasi datate dell’Istat, che infatti calcola una riduzione pari a – 19,9 per cento del fatturato dell’industria, trascinato in basso dal – 47 per cento, sempre di gennaio, del settore auto”.
Traduzione: Ehi, avete sentito? Ho detto “apparentemente quasi datate”. E’ la volta che Silv Il Sung mi dà l’aumento!
Testo: “Mette in guardia dall’ossessione dei dati il ministro dello sviluppo economico Scajola”.
Traduzione: Lo dice pure Scajola! I numeri portano sfiga! Guardate il luminoso sorriso di Silv Il Sung e vi passerà pure l’emicrania!
Testo: “Chi invece va addirittura molto più indietro di gennaio, Cgil. I suoi calcoli si spingono fino al lontano 1993 e segnalano come fatto negativo un modestissimo incremento di potere d’acquisto dei salari”.
Traduzione: Ah, ah! Che antichi menagramo, quelli della Cgil! Ma ci penserà Silv Il Sung a voialtri!
Fine del servizio di economia del telegiornale indipendente di proprietà del nostro amato leader Silv Il Sung.
Commenti (5)
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“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava a ottenere la oro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal centro è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana.
Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni. Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l’intero Paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.”..
“..La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto “mezzo tecnico”, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. E’ il luogo dove si fa concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. E’ attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.
Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie appunto la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre…”
La riflessione (tristemente profetica) del “corsaro” Pier Paolo Pasolini a compendio del “Voi siete qui” di questa mesta domenica dell’anno 2009.
Carissimi
certo che il nostro Alessandro è proprio un comunista! Che senso ha snocciolare dati relativi a gennaio? Siamo ormai a marzo, anzi ad aprile, tra poco la santa pasqua porterà un epocale cambiamento nei consumi, con acquisti di cibi, bevande, cotillon e regali che ci sembrerà quasi di essere a natale, anzi meglio perché sarà la prova provata ce il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle.
E tutti noi ringrazieremo (voi ringrazierete!!!)Silv Il Sung, che ha contribuito a questo miglioramento ottenuto con l’idea geniale della pasqua, oltre che con i licenziamenti dei precari della pubblica amministrazione, il maestro unico e il licenziamento dei precari della scuola, la cassa integrazione e la riforma (distruzione?) del testo sulla sicurezza
Le banche e confindustria ringraziano: volete proprio essere da meno?
Sempre viva Silv Il Sung e cantiamo tutti il suo inno “Silv Il Sung è qua, governa in modo così semplice, decide lui con i suoi complici, lo farà per l’eternità”
E’ il destino anche dei fedeli di Silv Il Sung. Quando anche fossero ridotti per la fame a mangiarsi le suole delle scarpe si sentirebbero ugualmente felici e grati di essere stati ammessi alla prova fedeltà. Poi tutti in fila per il premio… Visione perpetua del Grande Fratello forniti di un sacchetto di gettoni gratis per televonare allegramente all’ora dei pasti. Ora ideale quella… E proprio in quell’ora infatti che i fedeli premiati, in momentanea breve pausa di lavoro, saranno completamente liberi da altri stressanti impegni materiali e spendaccioni come quello di mangiare.
Quasi fossi un marziano guardo lo spettacolo e l’ acclamazione del sovrano e vedo le facce sorridenti e compiaciute e gli occhi luccicanti delle dame di corte. Forse qualcuno dei notabili si vergogna, la maggior parte no. La maggior parte si sente davvero parte.
Accidenti, quasi la metà del mio paese si sente parte.
Ci si sente da soli qui su marte.
..e per tre giorni vomitarono..