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Voi siete qui – Crisi, credere al governo o all’oroscopo?

domenica, 22 Marzo 2009

Non sono scaramantico, non credo ai cornetti, il giorno 17 per me è un giorno come tutti gli altri, considero queste faccende stupidaggini per creduloni. Eppure confesso di toccarmi proprio là quando sento le previsioni economiche dei luminari al governo. Non è colpa mia se un discorso di Tremonti sembra appena appena meno credibile dell’oroscopo, se Wanna Marchi mi appare più onesta e convincente. Sono passati sei mesi da quando Silvio Berlusconi, in barba ad ogni consuetudine, bon-ton, galateo, regolamento, creanza e buon senso, consigliava di comprare azioni di aziende quotate in Borsa. Sei mesi dopo è ora di andare a vedere che fine hanno fatto i soldi investiti ascoltando i consigli del Capo. Il titolo Eni sta messo perfettamente uguale a sei mesi fa, ma gli analisti che sconsigliano l’acquisto. Il titolo Enel, altro prodotto che secondo Silvio nostro avrebbe dato agli investitori grandi soddisfazioni, ha perso in sei mesi il 25 per cento, centesimo più, centesimo meno. Se il vecchietto di Arcore fosse il nostro consulente finanziario anziché il nostro Presidente del Consiglio lo avremmo già inseguito col randello. Altro giro altra corsa: la famosa compagnia di bandiera, che – rimessi a noi i suoi debiti – doveva ripartire verso cieli luminosi di profitti, pare faccia una certa fatica a decollare. Meno passeggeri, meno traffico merci per i cargo, la posizione di monopolio sulla tratta più remunerativa (Milano-Roma) messa in crisi dal treno e dai prezzi assurdi. Insomma, la Good Company pagata dai cittadini sottoforma di debito pubblico e dai dipendenti sotto forma di esuberi sembra avviarsi a un futuro da Bad Company, tanto che il presidente Colaninno senior strilla ai “soliti gufi”, il che è più facile che mostrare le cifre. Assoaeroporti, che fornisce dati invece che anatemi, dice che nel febbraio 2009 ha volato il 14 per cento di gente in meno che nel febbraio 2008: niente male come rilancio.

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