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Milano da pere: sgomberati Cox 18 e la libreria Calusca

giovedì, 22 Gennaio 2009

La polizia che arriva all’alba e sgombera un centro sociale storico e la libreria Calusca, sede dell’archivio Primo Moroni (nella foto accanto). Questa è la Milano della sciuretta Moratti, dello sceriffetto De Corato e della junta che costruisce grattacieli e chiude le librerie. Non male, come città europea. Ma del resto, è comprensibile: Cox 18, che sta in via Conchetta (sui navigli) dal 1989, e la libreria Conchetta, non sono posti funzionali al grande disegno strategico della città: far fare dané ai soliti noti. Del resto, quello che è diventata Milano da quando un petroliere l’ha regalata a sua moglie è qui da vedere (non che prima…). Alla signora Moratti e ai lavoratori di polizia, e ai graduati, e al vicesindaco della Milano da pere ci pare giusto dedicare una citazione di Ray Bradbury, da Fahrenheit 451 (1951), e dall’omonimo film di François Truffaut (1966).
E’ la frase che dice il protagonista, Guy Montag, che di professione brucia libri:

"E’ un lavoro come gli altri, un buon lavoro, piuttosto vario. Il lunedì bruciamo Lucrezio, il martedì Molière, mercoledì Machiavelli, giovedì Goldoni, venerdì Voltaire, il sabato Sartre e la domenica Dante. Li riduciamo in cenere e poi bruciamo le ceneri. È questo il nostro motto".

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