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GQ – TEMPORALE: Mali di consumo

martedì, 3 Giugno 2008

Dopo quella per il panda gigante, per il puma tigrato delle Montagne Rocciose e per il corallo rosso a spirale, parte un’altra grande campagna di salvaguardia di una specie vivente: il consumatore medio italiano. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che la grande campagna per difendere il consumatore potrebbe avere lo stesso esito delle altre.
Mutui-casa. Un gruppo di ricercatori del National Geographic ha filmato per alcuni mesi alcuni esemplari maschi della specie “clientes italicus”, quelli che volgarmente si chiamano consumatori. Inizialmente si trattava di studiare l’atteggiamento della specie nei confronti del mutuo-casa, ma presto l’indagine ha rivelato scompensi psicologici e comportamenti anomali, fino all’estremo limite di alcuni casi di follia. Ricontrattare il mutuo presso la propria banca, per esempio, costa al consumatore maschio italiano una quantità di pazienza e di stress pari a due traslochi e tre licenziamenti in rapida successione. La raccolta dei 1.675 documenti necessari all’operazione ha richiesto tempi biblici e un aumento esponenziale del nervosismo in famiglia. In più, hanno scoperto i ricercatori dopo mesi di osservazione, pare che la risata di scherno sia una modalità precisa e ben strutturata nei rapporti tra le banche e gli esemplari maschi che chiedono un mutuo avendo un lavoro precario. Invece del solito “no” di prammatica, molti dei soggetti studiati si sono visti ridere in faccia dall’impiegato, in netta controtendenza con le pubblicità degli istituti di credito che promettono rate comode e pagamenti lunghi. Secondo alcuni antropologi, l’assenza di nemici naturali rende una specie imbelle e sedentaria. Un rischio che il consumatore italiano non corre, almeno finché esisteranno le banche.
Tariffe telefoniche. Una équipe della Facoltà di Psichiatria di Uppsala ha seguito per qualche mese un gruppo di consumatori italiani alla ricerca della tariffa telefonica più vantaggiosa. Lo studio si è rivelato subito complicato, data la confusione del settore. Per cambiare operatore mantenendo il proprio numero di telefono il consumatore medio italiano si vede proporre tariffe straordinariamente vantaggiose. Un operatore offre, se si abbandona la concorrenza, tre vergini, due cammelli, telefonate gratis illimitate fino al funerale e un castello sulla Loira. Alcuni consumatori ci cascano e scoprono poi che le vergini sono suore ottuagenarie da adottare a distanza, le telefonate gratis sono soltanto quelle verso l’utenza della suocera e il castello è fatto col Lego. Molto in voga anche le tariffe tuttocompreso. Alcuni consumatori accorrono, per scoprire in seguito che oltre alla cifra indicata come forfetaria c’è l’Iva, poi la tassa governativa, poi il noleggio del telefonino, poi un obolo obbligatorio a un ente benefico che sostiene le compagnie telefoniche. Molto successo hanno le tariffe “Tutto-compreso-un-cazzo” e la grande promozione “Ci-sei-cascato-fesso”, che almeno parlano chiaro.
Fare il pieno. Una ricerca dell’istituto di Parapsicologia dell’università di Bruxelles è durata appena due giorni. Ha scoperto che gli esemplari maschi della specie “clientes italicus” fanno il pieno alla macchina con la velocità di un pit-stop. Il dettaglio aveva incuriosito i ricercatori che però hanno subito scoperto il motivo di tanta fulminea velocità. Il consumatore italiano, infatti, teme che il prezzo di benzina e gasolio aumenti del 40 per cento da quando iniziano a fare il pieno a quando finiscono e vanno alla cassa del distributore. Cosa, che, in effetti, si verifica ogni giorno.

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