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Sicurezza: più che un pacchetto è un pacco, la camorra ringrazia

mercoledì, 21 Maggio 2008

Il governo Berlusconi ha varato il paccchetto sicurezza, un aiuto concreto alla camorra che tanto ha fatto per compiacere la Lega sulla questione dei rom. Più che un pacchetto è un pacco. Ecco perché. Uno. Con il disegno di legge che tenta di introdurre il reato di clandestinità, in Italia ci sorebbero tra i 700.000 e il milione di clandestini che diverrebbero a tutti gli effetti latitanti. Non basteranno i poliziotti e i carabinieri, che verranno distratti da altri compiti, come ad esempio la sicurezza del cittadino. Due. Se i clandestini diventano delinquenti automaticamente chi li aiuta, li fa lavorare, li assiste, dalla Caritas ai vecchietti con la badante non in regola diventano imputabili del reato di favoreggiamento. I latitanti diventano così un paio di milioni. Tre. Carceri, questure e tribunali saranno travolti da un (presunto) reato di massa, la giustizia lentissima sarà ancora più lenta e questo piace a chi ha fatto di tutto nella vita per rallentare i propri processi, come per esempio Silvio Berlusconi. Quattro. Inventare il reato di immigrazione clandestina favorisce oggettivamente chi delinque e penalizza chi lavora e cerca di regolarizzarsi, altra mano d’opera a basso costo per i poteri criminali, mafia e camorra. Cinque. Il pacchetto sicurezza – un po’ varato per decreto e un po’ trasformato in visionario disegno di legge – costerebbe al Paese tra i 40 e i 50 miliardi di euro, quasi il doppio della manovra finanziaria minacciata da Tremonti. Sei. Il paccchetto sicurezza è un pacco che serve essenzialmente a rispondere alla campagna mediatica delle tivù di Berlusconi che ha creato paura nel Paese per far vincere le elezioni a Berlusconi.
Nella foto, delinquenti italiani del secolo scorso
 

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