Voi siete qui – Scoop, gli italiani sono poveri
L’altra notte, mentre tutti dormivamo, la grande stampa italiana si è rifondata. Nuove edizioni dei più grandi quotidiani del paese hanno sostituito le vecchie, logore gazzette. Nuovi temi si sono affacciati sulle prime pagine, e tra tutti questo: gli italiani diventano poveri, l’inflazione sui beni di consumo frequente è quasi al cinque per cento, la quarta settimana è un incubo vero e non più percepito, la questione dei salari è centrale e urgente. Non so cosa sia successo nella notte nelle più grandi redazioni del paese, controllerei se qualcuno ha versato Lsd nelle macchinette del caffè. Ma intanto non possiamo che rallegrarci: dopotutto a lanciare l’accorato allarme sono proprio gli organi di stampa che sostengono l’ineluttabilità di questo sistema economico, la sua inevitabile giustezza e perfezione. Chi non ha letto le fulminanti analisi sul liberismo che sarebbe di sinistra? Sul lavoro che è meglio flessibile? Sull’articolo 18 da abolire? Sulle visioni più o meno oniriche dei boss di Confindustria? A pensarci, sono gli stessi giornali che inneggiavano all’uccisione della scala mobile, che hanno passato vent’anni a dirci che l’inflazione non c’era più. Gli stessi giornali che per anni hanno tuonato: comprate i fondi! Fate il mutuo! E che oggi titolano Fondi a picco! Incubo mutui! Bisogna dire che la rifondazione della grande stampa nazionale è incompleta. Se ci si affanna per pagine a dire quel che ieri si negava (cioè che il potere d’acquisto si scioglie come i ghiacci polari), magari bisognerebbe fare un saltino avanti nell’analisi. Per colpa di chi? E la rendita si erode anch’essa? (no), e i profitti calano anche loro? (no). Dunque, abituati come siamo a chiedere l’impossibile, esortiamo la grande stampa nazionale a un nuovo sforzo, rifondarsi di nuovo in una notte e proseguire il cammino: perché il sistema crea tanti poveri in favore di pochi ricchi? Di chi è la colpa? Chissà se industriali e banche, che sono gli editori di quei giornali, saranno sereni nell’analisi. Francamente, mi stupirei.
Commenti (9)
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Ho sotto gli occhi la prima pagina dell’Unità di domenica 25 Marzo 1984 che riporta il successo della manifestazione tenuta il giorno prima a Piazza San Giovanni di Roma contro il decreto che tagliava la scala mobile. Caratteri grandi ed in rosso il titolone: “Oltre un milione”… Hanno chiesto con serena fermezza: via il decreto, giustizia, ripristino del potere contrattuale del sindacato, nuova unità. Fino allora era stata la più grande manifestazione di massa dell’Italia repubblcana. Poi le cose sono andate come sono andate e la Scala Mobile se ne è andata giù per le scale. Siamo così tristemente arrivati alla situazione attuale. I media hanno il grosso potere di travisare e di conseguenza di farci cambiare idea anche sulle cose essenziali che ci riguardano. Purtroppo!… E noi abbiamo perfino il demerito di sovvenzionare la stampa di quella gente che ci frega continuamente addirittura coi soldi pubblici.
non stupirti… la “grande stampa” (come la chiami tu) ha solo deciso, su indicazione della “grande industria” e in accordo con i “grandi partiti”, che su questo tema deve giocarsi la finta della campagna elettorale. Il 15 aprile gli italiani torneranno ad essere ricchi… tranquillo
Fino al giorno prima della loro ignominiosa caduta – quando non bastò la stampella della Montalcini – c’era il tesoretto che doveva dare ossigeno all’industria, e denaro ai dipendenti. C’era anche la grande raccolta della lotta all’evasione e l’inflazione era bassa per merito dell’Euro. La quarta settimana in difficoltà era finita con la fine del governo di centro destra.
Poi – visto che LORO torneranno al governo – è scomparso il tesoretto, la lotta all’evasione fiscale, segna il passo e scoppia l’inflazione.
(Questa è la versione corretta)
Dai, abbiamo avuto due anni di Comunisti al governo! Fino al giorno prima della loro ignominiosa caduta – quando non bastò la stampella della Montalcini – c’era il tesoretto che doveva dare ossigeno all’industria, e denaro ai dipendenti. C’era anche la grande raccolta della lotta all’evasione e l’inflazione era bassa per merito dell’Euro. La quarta settimana in difficoltà era finita con la fine del governo di centro destra.
Poi – visto che LORO torneranno al governo – è scomparso il tesoretto, la lotta all’evasione fiscale, segna il passo e scoppia l’inflazione.
Ma quanto sei….vecchio e ideologico!
😉
Non sarai mica tra quelli che pensano che un operaio e Colanino hanno interessi diversi..e che non possan stare nel medesimo partito, no?
Eddai! (Però sarebbe bello che i dirigenti del fu PCI ora dicessero: “amici, per 50 anni la sinistra ha sbagliato. Cioè, non è ora è caduto il muro e bisogna dir cose diverse..è proprio che per 50 anni abbiam sbagliato. Operai e Imprenditori uniti nela lotta. Avevan ragione gli avversari. Anche 30 o 40 anni fa”).
Scherzi a parte, ciò che dici qui che oggi va chiesto anche ai tanti che si apprestano a votare PD e che bollan tutto il resto come “vecchio” e…unico paese al mondo dove si fa campagna elettorale per l’avversario..invitano a votare, al limite, per il PDL.
p.s. ma della situazione attuale va anche chiesto conto a chi, “comunista” o “iridato”, questo governo lo ha sostenuto sin’ora.
Che la tassazione della renditas il prc la ha sacrificata sull’altare della anelata legge elettorale.
Felicissimo di aver trovato il blog di Robecchi!
tranquillo, non ti stupirai..
“Non so cosa sia successo nella notte nelle più grandi redazioni del paese, controllerei se qualcuno ha versato Lsd nelle macchinette del caffè”
escluso il Manifesto, unico giornale ancora lucido, che notoriamente cia’ le pezze ar culo ormai da tempo e manco i soldi per una caffettiera! 😀
ao ma ragazzi che musi lunghi! su con la vita!
Davvero, su con la vita! Andare all’opposizione non è poi mica la fine del mondo. Gli operai hanno vinto molte grandi battaglie proprio grazie alla consistente forza dell’opposizione amica. Il canto delle sirene mediatiche tenta di guidare le masse nella direzione del più forte di entrambi gli schieramenti politici, incutendo fra l’altro, soprattutto nei più indecici, il timore illogico e truffaldino che il voto alle minoranze andrebbe disperso nel nulla. Non crediamoci!… Facciamoci coraggio, invece: diamoci da fare per costruire una forte opposizione di sinistra!
Meglio tardi che mai!