Voi siete qui – Il grande giorno
Centinaia di migliaia di italiani e italiane, e pure quelli della Margherita, si recano oggi alle urne per scegliere il loro leader. Come in ogni evento storico, anche nel caso delle primarie la cronaca dimentica piccoli fatti e notiziole che restano in secondo piano. E’ un peccato. Rimediamo subito.
– Allo zoo di Atene un camaleonte è stato inavvertitamente appoggiato su una scheda con tutte le liste per Veltroni. Non sapendo in quale mimetizzarsi, il povero camaleonte è esploso dopo pochi minuti.
– Per agevolare le operazioni di voto in un seggio di Udine e favorire gli elettori più anziani, lo scalone all’ingresso della sezione è stato trasformato in 36 comodi scalini. Si calcola che a lungo termine le fratture al femore aumenteranno del 23 per cento.
– Lieto evento a Latina. In coda al seggio dalle sei del mattino, la signora Pina C. ha partorito due gemelli. E’ andato tutto bene, ha detto la neo-mamma. Li chiamerò Walter e Walter.
– Un giapponese di 17 anni ha vinto il nobel per l’enigmistica, risolvendo un difficilissimo enigma: votare con liste chiuse pur sostenendo il sistema delle liste aperte.
– Secondo la simulazione di un istituto di ricerca, entrando nell’urna bendati e segnando a caso una x sulla scheda, le probabilità di votare per Veltroni sono del 72 per cento.
– Straordinario evento a Reggio Emilia: durante le operazioni elettorali delle primarie un quadro di Togliatti ha cominciato a lacrimare, ma non l’ha visto nessuno perché era in cantina da dieci anni
– Un designer svedese ha progettato le 4800 sedie su cui siederanno i delegati alla costituente del partito eletti oggi. 4799 piccole seggiole in plastica pieghevole, molto maneggevoli, e un trono in mogano e velluto rosso.
Commenti (15)
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Uno sbadiglio ci risveglierà!
Io, il quadro di Togliatti, l’ho visto. Posso garantire che a denti stretti, ma rideva, rideva…
Ormai è fatta. Lo scontato è diventato realtà. Peppone e Don Camillo si sono coalizzati e d’ora in poi lavoreranno insieme per il benesere di tutti senza rompiscatole tra i piedi che osino ancora disturbare con i loro noiosi ideali estremisti. In un ideale scambio dei compiti sociali, Peppone, a spese dello Stato, costruirà chiese e spacci commerciali di culto esenti da ICI e Don Camillo, a spese dei gonzi, allestirà case del popolo da regalare agli amici quando il popolo sarà ormai diventato obsoleto in un mare di virtuale capitalismo disposto a morire di fame pur di apparire benestante…
Stamattina mi sono alzato con “l’ansia di vedere chi avesse vinto” e mi sono beccato per la trecentesima volta
– intervista ruffiana di Rai news 24 a CIRINO POMICINO!!! tutto gaudente. Ma che c’e’ da ridere a votare centro sinistra e poi vedere questo che ride e mastella ministro della giustizia
– appena dopo (!con una faccia da c.lo non indifferente: a Fassi` !! sei arrivato dopo Pomici! !!!) un Fassino gioioso (con la faccia di quando io sono triste) che diceva che tutta Europa ci guarda! (Avendo dei parenti in Francia ho chiesto se avessero detto qualcosa sul nostro paese: sono rimasti alla strage della ‘ndrangheta in Germania … fate un po` voi)
– ennesima intervista di LA7 (e` gia` stato ospite su tutti i palinsesti :: manca solo la prova del cuoco e SOSTata!) a Pansa che sostiene di essere dalla parte della resistenza ma .. e` al 12 libro di sputtanamento recidivo dei cattivi comunisti partigiani. Aspettiamo che la Mussolini gli dica di darsi una calmata che in fondo qualche motivo ce l’avevano per inc.larsi un po` di nazi e fasci (caro Pansa e a proposito dell’armadio della vergogna … non penserai che sia un articolo Aiazzone … )
E ora … tutto felice di essere in una nuova era … eccomi qua musu` travet a travaje`. Molto triste
La differenza sostanziale tra “noi” e “loro” è che loro riconoscono i capi.
Noi appena ne intravediamo uno lo sbeffeggiamo a più non posso.
Se fossi Veltroni inizierei con qualche bel calcione nel culo.
Si leva di dosso degli inetti e la smette di sembrare buonista.
E però basta invertire l’ ordine degli addendi e milioni di persone credono ancora sperano ancora votano ancora.
Quasi li invidio
Più ci penso e più mi convinco che le primarie così come le hanno concepite qui in Italia contengano grossi equivoci. Uno di essi in particolare, stranamente ritenuto di scarso peso in simili particolari consultazioni popolari, ha secondo me invece un’importanza fondamentale e non solo di carattere formale. Mi riferisco al fatto che nella logica normale solo gli appartenenti della stessa “tribù” sono gli unici ammessi a partecipare all’elezione del proprio capo. Per l’elezione del leader del costituendo nuovo PD, invece, tutti indistintamente avrebbero potuto avvalersi della facoltà di partecipare attivamente all’elezione di un capo di una corrente politica anche avversa alla propria.
Anche a me sembra impropria la decisione di far votare i non iscritti al partito,che, del resto, non c’è.L’eccesso di democrazia, per cui si possono recare a votare anche gli avversari, sono un danno per la stessa democrazia in quanto ne banalizzano l’efficacia trasformandola in populismo.Inoltre, c’è una mancanza di rispetto per coloro che sono iscritti, ovvero coloro che sostengono concretamente il partito,che potrebbero vedere tradite le loro aspettative a causa dell’influenza dei non iscritti. Non mi sembra leale mettere sullo stesso piano gli iscritti e i non iscritti, non solo, ma anche sedicenni, minorenni che non hanno ancora il diritto al voto.Penso alle proteste di questi giorni degli studenti che non vogliono fare gli esami di riparazione per recuperare i debiti scolastici. Chissà per chi hanno votato?
Ma i maghi dei conteggi elettorali avranno previsto che, fra due anni quando si voterà per il Parlamento Europeo, i sedicenni saranno maggiorenni. Dunque, captatio benevolentiae, tanto non sono concorrenti temibili per le poltrone.
e infatti i 3M e passa voti sono in gran parte di elettori della CDL che astutamente vogliono far credere al PD di avere una solida base elettorale. una volta alle urne: poche migliaia.
Io credo proprio con convinzione che la CDL ed altri partiti della destra non si siano abbassati fino al punto di sguinzagliare i loro bravi fra i seggi per incutere sospetti sulla regolarità delle primarie. Sarebbe stata davvero una scorrettezza imperdonabile. Quello che stona, e quindi rappresenta di fatto una delle pecche criticabili dell’organizzazione di queste primarie fuori tempo, è che un fatto del genere potrebbe essere successo in quanto la concomitanza della consultazione con la costituzione del partito non poteva consentire la ralizzazione di uno strumento idoneo di controllo. Inoltre è mancato lo stile. La meticolosa mirata preparazione teleguidata ha fatto in modo da rendere praticamente impossibile una scelta diversa da Veltroni. La previsione dell’immaginario istituto di ricerca citato con squisita satira da A. Robecchi è stata quindi perfettamnte in linea con la realtà In sostanza la competizione non è stata altro che un plebiscito. I tre milioni e mezzo di volontari partecipanti rappresentano comunque un fatto eccezionale e positivo sotto tutti i punti di vista, al di là di come la possiamo individualmente pensare sul nuovo partito democratico.
Non c’è da farsi illusioni. In democrazia i numeri contano e anche un sol voto può determinare una maggioranza. Per poter dire come effettivamente stanno i conti, bisognerebbe conoscere il numero degli iscritti ai due partiti prima delle primarie e valutare lo scarto dei non iscritti. Inoltre, bisognerebbe conoscere il numero dei sedicenni che hanno votato alle primarie, iscritti e non iscritti. In hoc signo veritas.
Leggo oggi su Repubblica Bologna che Cofferati ha lanciato il Vae victis alle minoranze del nuovo partito democratico che hanno ottenuto meno voti nella consultazione del 14 ottobre: “conta solo chi arriva primo” dice. In particolare attacca Antonio la Forgia (18,5%) indicato da Rosy Bindi in regione. Ha definito il suo risultato addirittura una “sconfitta evidente”. Come si vede già vengono fuori le diversità concrete che da sempre distinguevano i due diversissimi partiti, che evidentemente si sono uniti solo per opportunità politica (leggi premio di maggioranza). Quello che conta è quindi vincere le elezioni, non il progresso del Paese! Mi è venuto subito alla mente il fatto particolare che durante la campagna elettorale avevo ricevuto a casa solo la pubblicità del defunto DS e nulla invece che riguardasse i candidati della Margherita, pure essa defunta. Penso che sia stato un modus operandi generale, opportunamente studiato per il fine prescelto. Questa palese differenza riscontrata nel processo di propaganda rafforza il mio precedente pensiero critico sulle primarie. Infine, mancavano poi in contrapposizione a Veltroni, altri personaggi parimenti noti e di spessore come potevano essere Fassino, D’Alema, Rutelli, Parisi… e altri, naturalmente.
poritàllia..
Sarebbe il caso di sfogliare qualche vecchio libro di storia e di filosofia per capire dove sta l’innaturale nascita del PD, che non mi sento di accettare. Penso: Marx ha scritto Il Capitale prima che nascesse il Partito Comunista, oggi è come se nascesse prima il partito e poi Carlo Marx. In filosofia abbiamo il pensiero non scritto di Socrate e poi Platone e via via gli altri e in tutte le religioni le sacre scritture. Nel PD del terzo millennio abbiamo prima le poltrone e poi le leggi codificate da quelli che già avrebbero dovuto rinnovarle e che ora promettono di farlo occupando più poltrone, come quella di Sindaco e segretario del nuovo partito, Ministro o Deputato o Governatore regionale e menbro della costituente. Insomma un cumulo d’incarichi per fare ciò che avrebbero dovuto fare da eletti nelle legittime elezioni politiche.
Caro Robecchi, mi accorgo ora che nel tuo pezzo hai fatto lacrimare il quadro di Togliatti. Spinto da un intimo irrefrenabile impulso, io nel mio piccolo e 24 ore prima, sul mio spazio web ho fatto lacrimare (e intervistato) la targa di via Vittorio Veltroni a Roma. Si può vedere dal mio sito cliccando sull’immagine sopra il titolo “Paranormale in via Veltroni ?” o direttamente all’indirizzo: http://www.webalice.it/raffaele.simonetti/archives/via_Veltroni.html