E’ l’EcoNOmy, bellezza!
Una Repubblica basata sul Bancomat? Certo, sembra una battuta, ma nemmeno poi tanto, perché se c’è una cosa in cui siamo all’avanguardia è proprio quella dei distributori automatici di denaro, quelle che gli esperti chiamano Atm (Automatic Teller Machines) e noi tutti “sportelli automatici”, Bancomat per gli amici. E’ fuor di dubbio che ci piacciono tanto: nel 2006 la crescita delle installazioni ha raggiunto il 15 per cento, mentre la media dell’Europa Occidentale è stata appena del 4,4 per cento. Ma più della quantità dice la qualità, o meglio l’analisi dell’uso che ne facciamo. Abbiamo 40 mila sportelli Bancomat che eseguono ogni anno 900 milioni di operazioni e ci mettono in mano 150 miliardi di euro. Mediamente, ogni sportello muove 3,75 milioni di euro all’anno. Dunque, pare che siamo molto contenti di avere un Bancomat a ogni passo, e questo dipende dal fatto che ogni volta che andiamo in banca ci passiamo dal 13 ai 15 minuti (ricerca Grandi Numeri-Ncr): un po’ troppo per un prelievo. Contenti noi, contenti tutti, insomma. E contente soprattutto le banche che non solo riducono le file agli sportelli (e, alla lunga, il personale), ma che ci guadagnano anche un bel gruzzolo: 350 milioni di euro in commissioni per prelievi effettuati su sportelli concorrenti. Insomma: è vero che il Bancomat ci dà molti soldi, ma se ne tiene pure un bel po’.
Commenti (3)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Tutto sta a scegliere banche che non ti diano commissioni. E già che ci siamo non armate. E già che ci siamo che non si facciano costruire grattacieli a spese della città. E già che ci siamo che concedano prestiti a tassi non da usura… Insomma, basta col Bancomat. Pig & Mat! Cosa c’è di più sicuro dell’accoppiata Maialino (inteso come salvadanaio) + Materasso?
Troppo forte…
All’inizio pensavo che il riferimento fosse a “Repubblica”, che ormai conta più amici tra i banchieri che tra i ferrovieri.
Resta sempre valido il vecchio detto che … E’ molto più etico rapinare una banca che fondarla (vedi “Report” sugli investimenti “strutturati” rifilati alle pubbliche amministrazioni).
ciao
Siamo sempre lì. La Banca dice che il Bancomat è un servizio ed i servizi si pagano. Non fai la fila? Allora paga!… Praticamente è come in autostrada: se vogliamo evitare le code in entrata ed in uscita paghiamoci il Telepass. In pratica il capitalismo sfrenato crea ad arte i disagi per farsi pagare il sistema ideato a costo zero per superarli. In un paese civile secondo me si dovrebbero elargire gratuitamente questi servizi che sono a tutti gli effetti parte integrante e dovuta di una buona gestione già altrimenti lautamente ricompensata.