Io e internet – Un cinese in coma
Se c’è una cosa che mi ha insegnato la rete è: dubitare. Dubito per istinto quando vedo una di quelle notizie da manuale, fatte apposta per finire sui giornali. Tipo: Cina, giovane muore per troppi videogames. Lo ha scritto il China Daily con gran strombazzamento. Poi vai a vedere, a leggere, e scopri che pesava 150 chili, non dormiva da settimane, beveva come una spugna e giocava al computer. Ma è quest’ultima cosa, ovvio, che l’ha ucciso. Strano come le notizie sull’emergenza dei computer-addicted (drogati del web) vengano quasi tutte dalla Cina. La gioventù comunista cinese è molto preoccupata (sempre il China Daily) per questa piaga sociale e sanitaria dei giovani cinesi che stanno ore e ore e ore in rete, fino a morirne. Ci sono cliniche per la rieducazione e la cura, come quella di Daxing, descritta in lungo e in largo dal Washington Post, dove si va dal sostegno psicologico alla somministrazione di farmaci. Ma in questa lotta alla triste piaga della dipendenza da internet non mancano interventi dall’alto, come razionamenti della rete o software che bloccano il gioco dopo qualche ora.
Ecco, qualche dubbio viene spontaneo. Come mai questa emergenza da dipendenza da web viene proprio da un paese che lo vuole limitare per motivi politici e di censura? Perché non si sente mai di uno svizzero, un danese, un ragazzino inuit che schiatta davanti al computer come un tossico? E’ bizzarro. Alla fine, pur candidi come gigli, si finisce per dubitare che quest’emergenza esista davvero e non sia, diciamo così, un nuovo barbatrucco della censura. Internet! Si diventa ciechi! O sordi? Non ricordo bene…
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Lascia un commento