Ecco la recensione di Aldo Grasso del documentario di Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, Macerie. Molto positiva, direi, e d’altra parte il tocco gentile di Mario Dondero che gira per le macerie de L’Aquila, la capacità di racconto della coppia Serbandini e Massimetti (molto collaudata e affidabile quando racconta in voce e immagini) sono una garanzia. Unica notazione, la bacchettata alla (mia) presentazione del documentario in cui , sostiene Grasso, avrei "calcato la mano sulla propaganda di regime" finendo per consegnare Serbandini e Massimetti al recinto della controinformazione e quindi facendo loro un torto. Sarà, per carità, critica legittima. Però (la registrazione della presentazione e dell’intero doc potete vederla qui), la parola "regime" non compare mai nella presentazione in video del doc, anche se non ci sarebbe niente di male o di sbagliato. Quanto all’eterno conflitto informazione/disinformazione l’importante è capirsi: in un periodo in cui l’informazione la fa Minzolini, probabilmente diventano controinformazione anche semplici e oneste previsioni del tempo. In ogni caso, il documentario è molto delicato, bello e istruttivo, e vi si vedono cose che nei telegiornali nazionali (posso dire "di regime" o è vietato dal regime?) non si vedono. Questo è un dato di fatto. A Serbandini, Massimetti e Dondero grazie per averci fatto vedere finalmente le macerie. A Grasso grazie per essersene accorto. Per leggere la recensione clicca sulla foto.
Doc3 è un programma di Lorenzo Hendel, condotto in studio da Alessandro Robecchi, regia di Graziano Paiella. Consulente: Luca Franco. Produttore esecutivo: Monica Pacini.
Ven
13
Ago 10


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Appena finito di vederlo. Mi è piaciuto davvero.
Complimenti agli autori.
da Riccardo - Sabato, 14 Agosto 2010 alle 01:47
Una presentazione delicata
quanto il doc.
da stefania - Sabato, 14 Agosto 2010 alle 16:37
Le macerie sono la testimonianza dolorosa di avvenimenti che abbiano sconvolto l’esistenza umana. Le guerre e le calamità naturali, come il terremoto nella tragica evenienza abruzzese, ne sono la massima esaltazione negativa. In un documentario della serie Combat Film ho visto le macerie di Bologna causate dalla guerra mentre venivano attraversate dai carri armati americani. Ho inconsciamente interpretato quelle scene come il segno della ricostruzione imminente. In Abruzzo, invece, gli interventi interessati della politica, degli imprenditori senza cuore, non mi hanno fatto lo stesso effetto. Anzi, nella sostanza dei fatti, hanno praticamente portato in secondo piano i concreti interventi dei numerosi volontari che con tanta abnegazione si erano adoperati per portare aiuti consistenti e disinteressati alle popolazioni così profondamente provate. Della riscostruzione, infatti, ancora oggi, a distanza di oltre un anno, nessuna traccia … Certo è normale che chi abbia ottenuto una casetta dimostri riconoscenza… E gli altri?…
da Vittorio Grondona - Domenica, 15 Agosto 2010 alle 09:17