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mar 10

Causa per plagio: i Village People querelano il coro del Vaticano

"Se fino a ieri dicevi <ensemble vocale, ragazzi che cantano in coro e che sono orgogliosamente gay e felici di esserlo> tutti pensavano ai Village People, oggi invece, dopo le intercettazioni di Angelo Balducci pubblicarte dai maggiori quotidiani italiani, tutti pensano al coro di San Pietro, e queso è un danno oggettivo per i miei clienti…". Così l’avvocato dei Village People ha spiegato la causa per plagio intentata al Vaticano, dopo le piccanti intercettazioni dell’ex capo del consiglio dei lavori pubblici. Dalle telefonate (pubblicate con evidenza oggi da la Repubblica) emerge che un certo Chinedu Thomas Ehiem, nigeriano, corista della cappella Sistina, procurava certi pezzi di ragazzi elencando misure e tutto. E questo soltanto in cambio di favori, soldi e qualche permesso di soggiorno, nemmeno un disco d’oro o una posizione nelle classifiche di Billboard! Il cliente in attesa del ragazzotto si informava premuroso: "Lui poi a che ora deve ritornare in Seminario?". Ora si ventila di una nuova denuncia per sfruttamento della prostituzione maschile, mentre i Village People, al massimo, hanno quaIche divieto di sosta pendente in California. Interpellati da Variety, Village People non ci stanno: "Questa è concorrenza sleale! Noi siamo famosi dagli anni Settanta e non possiamo tollerare la concorrenza di un gruppo che opera nell’ambito del canto da almeno duemila anni". E’ presto per dire se ci sarà una ricomposizione pacifica della questione, ma la comunità gay mondiale, che spalleggia il gruppo americano contro il gruppo vaticano, sta tentando una difficile mediazione: tutto potrà finire con grandi abbracci se il coro della cappella Sistina parteciperò gratuitamente al prossimo Gay Pride. "Può venire anche il capo, senza problemi – fanno sapere dall’Arci gay – saremo in tanti con la gonna!".
Nella foto, i Village People, molto irritati per la concorrenza sleale del Vaticano.
 

12 commenti »

12 Commenti a “Causa per plagio: i Village People querelano il coro del Vaticano”

  1. hahahahah…ma come fai a pensarle??? You really make my day!!!

    da lulumiss   - mercoledì, 3 marzo 2010 alle 18:59

  2. W Galileo Galilei!

    da fansss   - mercoledì, 3 marzo 2010 alle 20:40

  3. Decisamente era meglio quando alla Sistina cantavano i castrati…

    da gianguido mussomeli   - mercoledì, 3 marzo 2010 alle 22:28

  4. Secondo me siamo arrivati al limite dove il ridere si mischia col piangere. I gay virtualmente si querelano nel senso io sono più gay di te e il Vaticano fa finta di meravigliarsi; il parlamento applaude agli amici sospettati di essere ricattati dalla ‘ndrangheta per favori ricevuti; come avevo intuito con un mio commento qualche giorno fa, il governo in carica sta cercando di aggirare a colpi di maggioranza l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ormai di fatto privati dalla politica della loro tradizionale forza di reazione; la par condicio viene usata per censurare i programmi di informazione più seguiti e remunerativi per la Rai; le liste elettorali del pdl, maggiore partito italiano, o non vengono addirittura presentate (Lazio) o non sono regolari (liste Formigoni/Polverini); i giornalisti di parte sfoderano la loro spuntata spada a difesa dell’indifendibile sostenendo che per colpa di alcuni “fessi” si mette a rischio il voto democratico di milioni di elettori; e così via in un baillame da manicomio… A proposito delle liste elettorali desidero ricordare sia a Feltri che a Belpietro che i “fessi” che hanno fallito nella presentazione delle liste sono gli stessi che gli esclusi buggerati hanno votati come loro rappresentanti. Ergo sono gli elettori che se ne devono fare carico, non la legge che regola la materia. I due giornalisti “un tanto al chilo” non hanno detto una parola quando per gli sbarramenti al 4% alle ultime europee imposti da destra e sinistra è stata di fatto negata la rappresentanza in parlamento di ben 4.111.172 (13,42 % delle schede valide e 8,17 % degli aventi diritto al voto). Probabilmente per i due “grandi” giornalisti, sempre “un tanto al chilo”, hanno diritto di essere considerati “elettori” solo le persone che votano ad occhi chiusi il loro datore di lavoro, tanto osannato e difeso nei loro graffianti editoriali quotidiani.

    da Vittorio Grondona   - giovedì, 4 marzo 2010 alle 11:40

  5. Manca la denocrazia però il GRANDE ROBECCHI ci rifonde con il suo geniale sense of humour.
    Grazie e una ola da tutta la mia famiglia (marito, figlia e gatti..gattocomunisti sempre!)

    da antonella   - giovedì, 4 marzo 2010 alle 13:23

  6. …scusate, mi è sfuggito un refuso proprio sulla povera democrazia, già tanto maltrattata:che la “n” al posto della “m” sia un’infiltrata dei berluscones???

    da antonella   - giovedì, 4 marzo 2010 alle 13:31

  7. Il presidente della repubblica mi ha fatto un po’ ridere
    stavolta. “Preoccupato per la vittoria degli xenofobi in Olanda”.
    Qualcuno lo avvisi che lo stesso programma del PVV ce l’ha la
    Lega, dettaglio più dettaglio meno, ed è al governo quasi
    ininterrottamente dal ‘94, e proprio nel paese di cui lui è
    presidente.

    da gianguido mussomeli   - giovedì, 4 marzo 2010 alle 16:13

  8. WMCA ta ta ra ta ta ta ta ta WMCA in excelsis 😀

    da Pietro   - giovedì, 4 marzo 2010 alle 18:26

  9. Intanto il vatik-ano ha scaricato il balduccio-gentiluomo.

    da Giovanna   - giovedì, 4 marzo 2010 alle 22:35

  10. Mi è venuta in mente la vicenda dei “balletti verdi” bresciani degli anni ’60 che coinvolse in uno scandalo di prostituzione maschile oltre 180 persone, fra le quali anche personaggi noti di spettacolo. Tutto poi si rivelò falso e dopo qualche mese venne dimenticato. Il Vaticano puntò anche allora il suo minaccioso “santo” dito in modo particolare contro l’omosessualità. Forse sarebbe stato meglio anche allora se il dito l’avesse puntato sullo specchio mentre si specchiava. Mi ricordo che tra Chiesa, stampa, televisione si fece un baccano enorme rendendo la vita degli omosessuali davvero un inferno. Qualcuno perfino si suicidò. Chissà se accusatori ed accusati si troveranno un giorno insieme in Paradiso… Del resto non è solo l’omosessualità che dà fastidio alle istituzioni, ma ogni variante, etero/omo non importa quindi, della cosa più naturale di questo mondo. Il guaio è che soddisfa tutti nello stesso modo e quindi non fa distinzione di casta… Per il Vaticano e per i nostri governanti, ad esso in sostanza elettoralmente dipendenti, il sesso in ogni sua forma è diventato pertanto il tabù principale. Non c’è guerra o disastro sociale più pericoloso… La sua pratica bisogna vietarla alla massa nel modo più rigoroso… Probabilmente sia il Vaticano che la politica se lo vogliono riservare tutto per sè… Più è viziato e peccaminoso, più lo ritengono un loro privilegio esclusivo… Le ultime note chiacchierate vicende che hanno interessato il nostro Paese confermano del resto tutto ciò: il sesso è cosa loro!…

    da Vittorio Grondona   - venerdì, 5 marzo 2010 alle 13:30

  11. Quando il vaticano punta il dito contro i gay ..io so esattamente dove dovrebbe metterselo 😉

    da texbs   - venerdì, 5 marzo 2010 alle 16:46

  12. ti stimo sorello!!!

    da carlo hierbamala sandrin   - venerdì, 5 marzo 2010 alle 19:27

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