Questa sera Doc3! Marzabotto piange ancora
Tribunale di La Spezia, gennaio 2007. Arriva la sentenza in un processo che è in ritardo di sessant’anni, ma che era doveroso celebrare. Un processo importante, quello per la strage di Marzabotto e dei paesi vicini, Montesole, Monzumo, Grizzana, San Martino, Casaglia. Una settimana di orrore – tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 – quando il 16° reparto esplorante della 16° divisione ReichFürer agli ordini di Albert Reeder batté l’appennino eliminando tutto quello che incontrava, donne, bambini, vecchi. Il faldone relativo a quella barbarie venne nascosto per più di mezzo secolo, in un armadio con le ante rivolte verso il muro, "dimenticato" per non avere rogne, per non turbare gli equilibri del dopoguerra, per nascondere i crimini più schifosi del nazifascismo. Lo aprì, quell’armadio della vergogna, il giudice Antonino Intelisano, e il fascicolo della strage di Montesole arrivò al tribunale di La Spezia. La storia di questa sera è dunque quella di quei bambini – di otto, dieci anni – che sfuggirono alla carneficina e che oggi raccontano come testimoni l’eccidio di 770 persone. Quei bambini miracolosamente sopravvissuti a quelle stragi, hanno finalmente potuto testimoniare dopo più di 60 anni in una sede istituzionale, hanno finalmente potuto condividere con il mondo intero quell’immane tragedia, aspettando una condanna per i carnefici, finalmente, “nel nome del popolo italiano”. E’ un documentario davvero bellissimo, per certi versi spaventoso, per altri versi delicato e vivo. Da non perdere. Lo stato di eccezione, di Germano Maccioni. Buona visione.
Doc3 è un programma di Lorenzo, Hendel, presentato in studio da Alessandro Robecchi e realizzato grazie alla collaborazione di Luca Franco, Cataldo Ciccolella, Fabio Mancini. Regia di Graziano Paiella, produttrice esecutiva Monica Pacini
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Albert Kesserling fu il mandante della strage che assunse simbolicamente il nome di Marzabotto anche se i paesi colpiti furono molti di più. La missione fu affidata al Maggiore delle SS Walter Reder… Non ci sono parole per commentare convenientemente quella tragedia umana. A volte mi chiedo di cosa sia fatto il cervello umano, quali siano i delicati meccanismi che riescono a far commettere al suo “portatore” delitti così feroci. Cerchiamo di non dimenticare. Menti così contorte, anche se sembrerebbe impossibile, sono ancora in giro, pronte a colpire ancora senza nemmeno un minimo di pentimento…
Grazie, lo vedrò.
Ricordo anche, per associazione di tristi idee, lo splendido film di Giorgio DIRITTI: “L’uomo che verrà”; un’opera d’arte, piena di luce.
Mi spiace solo che una simile testimonianza di educazione sociale e riflessione della nostra natura, venga relegata ad orari quasi impossibili e comunque indegni in un paese “demo-dislessico” come il nostro!.Buona notte italia!!!