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Welfare – Uffici PdL, citofonare Silvio

mercoledì, 2 Marzo 2011

Il logo è elementare, la scritta è azzurra: “Il Pdl al servizio degli italiani”, che suona come una terribile minaccia. E ci si avvicina parecchio. In attesa di mettere le mani sui talk-show televisivi e sul Corriere della Sera, ecco l’allegra brigata del barzellettiere nazionale a una nuova sfida, questa volta coadiuvato dal ministro del disastro del Turismo Brambilla. Obiettivo: aprire un “ufficio del Pdl” in ogni comune italiano (dunque più di ottomila uffici) per aiutare gli italiani. A fare cosa? A fare la denuncia dei redditi,  a trovare lavoro, ad aiutare i pensionati con la forma del Patronato, a gestire i rapporti con l’Inps e l’Inail, a districarsi nelle pratiche per l’assunzione della colf, o della badante (no minorenni), eccetera eccetera. Insomma, un surrogato dei Caf, degli uffici di consulenza sindacale, e pure dei consultori, se è vero – come si legge nel sito dedicato all’iniziativa – che gli uffici del Pdl forniranno anche “orientamento sulle norme in materia di interruzione della gravidanza”. Diciamolo, farsi compilare la dichiarazione dei redditi da Berlusconi è come chiedere una consulenza matrimoniale a Barbablù, ma l’obiettivo dichiarato è “radicarsi sul territorio”, cioè aprire un ufficio in ogni paese.
Più che il territorio la sensazione è che si vogliano controllare gli abitanti: le loro dichiarazioni dei redditi, i loro rapporti di lavoro, il loro uso dei servizi sociali (quelli che ancora esistono). Insomma, dopo anni e anni di mantra ossessivo e “liberale” sullo “stato occhiuto” che tutto vede e tutto controlla, ecco la vigilanza privata made in Silvio: un partito politico che rivela la sua ambizione di schedature di massa. Va detto che alcune possibili mansioni di detti “uffici Pdl” potranno usufruire di una consolidata esperienza. Per esempio quando si occuperanno (sempre dal sito) di “consulenze su proprietà e affitto” della casa. Oppure quando il più grande venditore di pubblicità del Paese, tra cui le sue, le più ingannevoli, promette di fornire consulenze a “difesa e tutela del consumatore”. Certo, la presenza della signora Brambilla in qualsivoglia iniziativa è garanzia di fallimento, basti vedere i successi della sua azione al comando del Turismo nazionale. Però si sa, gli italiani sono pazienti e ottimisti, e qualcosa potrebbe anche funzionare. Ad esempio le consulenze sulla casa potrebbero far tesoro delle esperienze del Premier: piani regolatori cambiati con uno schioccar di dita, speculazioni, ma anche affitti in cambio-merce come in via Olgettina a Milano. Per quanto riguarda invece le pratiche di assunzione e licenziamento, il sistema delle buste di contanti applicato per le seratine di Arcore potrebbe far scuola. E forse, per quanto riguarda la “prima consulenza per l’accesso al credito”, il servizio sarà offerto direttamente da Emilio Fede e Lele Mora, che il credito di papi Silvio se lo dividevano da buoni amici. Altro interessante compito degli “uffici Pdl”, la “prima consulenza legale”, che apre forse tempi duri di superlavoro per Ghedini e gli altri geni del cavillo a libro paga. Ultimo dettaglio, non secondario: chiunque può aprire un ufficio del Pdl al servizio degli italiani. Basta iscriversi al partito, pagare l’affitto e le bollette. Ci sono anche, naturalmente, i “servizi per le donne”. La sede nel comune di Arcore è già operativa. Citofonare Silvio.

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