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La satira ai tempi del colera. Al Festival della mente (Robecchi c’è)

giovedì, 2 Settembre 2010

Andiamo con ordine. Domenica 5 settembre a Sarzana, nell’ambito del Festival della mente, si parla di satira. Con un certo senso della satira (appunto), gli organizzatori mi hanno chiesto di tenere una specie di incontro-conferenza, dal titolo: "Satira, l’opinione che ride". In pratica si tratta di chiacchierare un po’ sullo stato dell’arte, dire cosa significa fare satira in questo che è il paese più satirico del mondo e della fatica immane di superare in assurdo e comicità quelli che ci governano, in primis il pensionato di Arcore. Ora, so che le scuole di pensiero sono numerose, ma le principali sono queste due: fare satira qui è troppo facile perché gli spunti sono infiniti. Oppure: fare satira qui è troppo difficile perché inventarsi qualcosa di più ridicolo della realtà che ci circonda è praticamente impossibile. Quatto quatto, tenterò di infilarmi tra questi due estremi, ma anche di mettere a fuoco (speriamo) alcuni dei meccanismi che regolano la materia: la battuta, il paradosso, ironia e invettiva, parodia e altro ancora. Insomma, un po’ di tutto.
Poi, siccome le disgrazie non vengono mai da sole (per voi), Vanity Fair mi ha chiesto di scrivere un pezzo sull’argomento, cosa che ho fatto, e ora potete leggerlo qui di fianco. Ora, siete avvertiti. Se domenica non avete niente di meglio da fare, se non andate in pullman con i ragazzotti della sora Brambilla a contestare Fini per il piacere di nonno Silvio, beh, Sarzana è proprio un bel posto. Poi non dite che non ve l’ho detto.
Per dare un’occhiata al programma, il sito del Festival della mente è www.festivaldellamente.it. Per leggere il pezzo su Vanity, invece, cliccate sulla foto.

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