Voi siete qui – Sergio o’ guappo
Pomigliano d’Arco. La proposta delle più note famiglie camorristiche di un ridisegno delle condizioni di lavoro di picciotti, affiliati, collaboratori, compari, fiancheggiatori e indotto, segnano una nuova fase nella dialettica tra maestranze e datori di lavoro. La bozza di accordo prevede turni continui – straordinari, notti, sabati e domeniche – per tutti gli affiliati, revoca del diritto di sciopero e dell’indennità di malattia. Se un picciotto si rifiuterà di bruciare un negozio o di sparare a un rivale anche fuori dall’orario stabilito, sarà immediatamente eliminato. Se gli affiliati delle famiglie non accetteranno queste condizioni, la camorra si vedrà costretta ad andare a chiedere il pizzo in Polonia. In questo caso, la ricaduta sul territorio sarà spaventosa: migliaia di uomini saranno costretti, per mancanza di alternative, ad andare a lavorare alla Fiat.
Cisl e Uil hanno già firmato. Veltroni consiglia di firmare. Marcegaglia dice che è pazzesco non firmare. Colaninno Junior caldeggia la firma. Gino o’Zoppo detto Malacarne sostiene che è meglio firmare, scemi, cornuti, è per il vostro bene. Anche Carmine Sparaspara, detto Ditamozze è intervenuto nel dibattito sostenendo serenamente nel corso di una tavola rotonda che chi non firma sarà sciolto nell’acido. In poche settimane l’opinione pubblica, indirizzata dai grandi giornali, dalle televisioni, dai commentatori di tendenza liberale, dalla sinistra istituzionale e da alcuni strani episodi di autocombustione di case e negozi, si è fatta l’idea che bisogna firmare l’accordo. “Parlare di ricatto è semplicemente offensivo – ha detto in un comunicato Gaspare Chittemmuorto, detto o’ Scannatore -. Ma quale ricatto e ricatto, semplicemente ci spariamo int’a capa!”. In questo clima di concordia e serenità, i guaglioni andranno a votare sì al referendum indetto per ratificare l’accordo: basterà qualche goccia di sangue sulla scheda.
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Come ha affermato nicky Vendola in un’intervista di qualche giorno fa al “manifesto”,sulla vicenda Pomigliano si vede chi è di sinistra e chi no; o meglio se la parola sinistra ha ancora qualche significato.
Abbiamo così avuto l’ennesima conferma che Bersani, Letta, Ichino e compagnia bella, ossia lo staff dirigente del PD è sul carro della confindustria e dei padroni e che ancora una volta gli operai sono stati venduti per un piatto di lenticchie.
Di fronte a questa vicenda mi sta deludendo anche il popolo viola a cui evidentemente sfugge il nesso fra lotte per la costituzione e lotte sociali.
La marcetta di ieri è stata un mezzo fallimento ma già la stampa padronale e berlusconiana ha trovato la causa della decadenza morale dell’italia: gli operai avrebbero visto la partita!!
Che scenario sconfortante. In nome del profitto si ricattano i lavoratori e si innesca la guerra tra i poveri…
Come osano parlare di indennità malattia o scioperi
questi quattro schifosi buoni a niente? Gente come Veltroni, Colaninno Jr e Marcegaglia stanno rendendo l’Italia una fogna, appoggiano mafiosi e affaristi e sono tra i principali responsabili del degrado socio-culturale del paese.
Al popolo-gregge-viola, se non c’entra anche indirettamente il signor B, non gliene può fregare di meno di quali possono essere le conseguenze di simili ricatti (e di quali responsabilità vengono investiti, nei confronti di tutti gli altri lavoratori non-Fiat, quelli di Pomigliano);
eppoi: che dichiarazione poco “sportiva” (proprio da uno che veste sempre così casual…), accusare gli operai di voler vedere giocare una Nazionale composta per un quarto da giocatori della squadra degli Agnelli!
La Fiat vende le sue auto, in gran parte, in Italia. Bisognerebbe organizzarsi e far capire alla Fiat che se chiude Termini e Pomigliano si farebbe una campagna di boicottaggio per invitare gli italiani a non comprare più un automobile Fiat, invece di sottomettersi ad ogni ricatto.
Ho appena finito di guardare un video di Silvano Agosti “discorso tipico dello schiavo” e credo che non ci siano parole migliori per esprimere lo schifo che ci circonda…
Alla Fiat fanno solo comodo i continui scioperi così non paga gli operai.Il grosso problema è che questi ultimi lottano ancora per un qualcosa che non C’E’!!!!! Tutto è già stato deciso a tavolino da padroni e sindacati….e tutti si spartiranno una fetta di torta….tutti tranne quei poveracci che scioperano….come vorrei nel mio piccolo poter fare qualcosa per questo paese dormiente….e mi chiedo:”quanti tra quegli operai l’avranno votato?!”
Non c’è niente da fare, a questi manca proprio lo “scacazzo” che sentivano prima che il muro cadesse. Pensate che danni hanno fatto quei burantosauri di burocrati comunisti russi che hanno fatto fallire le idee di quel genio che era Marx. Oggi, per chi se li è studiate (molti parlano a vanvera)le sue tesi sono più che moderne e valide. Senza quello spauracchio, che li aveva obbligati a concedere diritti, fanno il surf sulla testa di tutti i lavoratori del mono. Peggio di prima: per quattro secoli la finanza era andata a prendersi gli schiavi direttamente sul posto, oggi prndono i soldi e li protano dai nuovi schiavi. Se qualcuno si offre schiavo neanche fanno la fatica si spostare i soldi.
L’Europa comunque non aiuta, non è vicina al mondo del lavoro, è solo finanza, è solo Corporations, è solo ministri dell’economia che balbettano soluzioni come se fossero tanti Pico della Mirandola o Benventi Cellini della caccola. Andrebbe formulata l’idea del sindacato unito d’Europa pronto a difendere l’operaio polacco e quello di Pomigliano contrapposto a tutte le Fiat europee pronte a mettere l’uno contro l’altro. Il comportamento di Marchionne di questi giorni è vergognoso. La Fiat ha avuto tutto da questo paese: ha scaricato sullo Stato i debiti e incamerato i profitti per decenni, se potesse pagherebbe i salari con le Rupie indiane e riscuoterebbe i profitti in lingotti d’oro. Rappresenta totalmente il mondo imprenditoriale italiano: approfittatore, evasore, antisindacale, fascistoide, arrogante e ingnorante fino al midollo. Gli italiani dovrebbero pretendere la TRACCIABILITA’ della produzione di una macchina Fiat: l’hai prodotta in Italia? La compro. L’hai prodotta in Uzbeghistan licenziando operai italiani? Ma vattela a vendere in Uzbeghistan. Questi sono peggio del Vaticano: oggi c’è su tutti i giornali il Cardinale Sepe e Lunardi protaconisti delle ultime notizie dalla Cricca, ci sono altre notizie di pedofilia tra quelle mura un pò marce da secoli, che fa il Vaticano? Se la prende con Saramago morto (anche da morto lo manderebbero al rogo)perchè non era vecchio, pacucco e bigotto. Secondo me l’avranno messo nella bara con il dito medio dritto. Vaffanc……………………….!!!!!!!!
…e il commento finale del mancato sindaco di Lecco: “secessione!”. Eh sì, così i problemi di Pomigliano diventerebbero problemi “di quelli là”, mica roba che ci riguarda.
Avendo tutti gli antenati al 100% padani, mi tocca vergognarmene: chi l’avrebbe mai detto (però nessuno dei miei antenati viene dalle parti di Bossi, almeno quello me lo sono risparmiato)
Finalmente un discorso serio: esiste un solo sistema per far capire a chiunque comandi (lavoro, politica, mercato) che non si deve comportare in un certo modo, cioè BOICOTTARE.
Gli scioperi non servono a nulla, se non a far calare lo stipendio già basso
I neri americani riuscirono nell’impresa di far valere i loro diritti, cominciando dal non prendere gli autobus; certo…anche se la cosa pesava: più comodo andare in piazza con striscione, fischietto e bandiera fornite dall’organizzazione, che andare a piedi o in bicicletta per qualche mese
Purtroppo in Italia siamo più propensi a boicottare solo quello che ci viene già comodo non comprare o usare…ma sarebbe ora di far valere i nostri diritti in questa maniera
Potremmo decidere seriamente di non acquistare più auto Fiat e in specie quelle prodotte all’est, ma ci sarebbero tanti altri modi di boicottare anche coloro che fiancheggiano o appoggiano apertamente questo governo. Per es. non acquistando i prodotti di queste ditte: Ferrero,Dove,Svelto,Barilla,L’Oreal,AZ, Viakal,Dash,Nesscafè,WC net,Rio mare, Vitasnella,Santal, Vodafone. Di alternative ce ne sono…Bisognerebbe farlo ed in tanti…voglio vedere poi dove se la sbattono questa roba.Mi dispiace per i dipendenti di queste ditte..ma alla fine à la guerre comme à la guerre!
“mi vergogno di avere una panda”
Sarebbe un bello slogan per il boicottaggio di cui sopra. Pero’ direbbero che siamo antiitaliani facendo ricadere su di noi le colpe della crisi.
Sono sempre in cerca di capri espiatori: solo in questo caso guardate, gli operai che non accettano diventerebbero colpevoli della crisi ma quelli che accettano diventerebbero i responsabili di una futura controriforma del lavoro. In questa giungla e’ sempre colpa della vittima.
La tecnica è sempre la stessa…mentere i lavoratori gli uni contro gli altri…che si scannino tra loro! Ma le ricadute negative, se gli operai accetteranno questo ricatto capestro, saranno appannaggio di tutti. Chissà che diranno i tifosi della Lega!
Cara Maria, ti do un esempio emblematico, chiaro di chi è la vittima e chi l’approfittatore. La Bialetti, quella dell’omino con i baffi sulla macchinetta del caffè, chiude in Italia, manda gli operai a casa dopo anni di serio lavoro (come una famiglia) e apre in CINA. Ora, se la macchinetta me la faceva pagare 100 in Italia, PERCHE’ IO LA DEBBO SEMPRE PAGARE 100 SE LA PRODUCI IN CINA? Le vittime: gli operai italiani, i consumatori italiani, i cinesi. I FIGLI DI BUONADONNA: ci quadagna solo la Bialetti, anzi più di prima. Operazione classica da imprenditore italico, fotte il prossimo durante la settimana, in chiesa con la signora la domenica, la signora con la pelliccia, gioielli tipo ex voto, suv nero. Siccome sembra abbiano difficoltà nel fare intraprese (come tutte le minchiate che spaccia il nano di Arcore)giustamente si ordina a Tremonti di fare una legge per liberare ulteriormente l’intrapresa da regole e legalità. Non compriamo più la macchinetta del caffè Bialetti e tutti furono felici e contenti. Non è una grande rivoluzione, qualcosa dovrebbe provocare e, nel contempo, ci liberiamo anche noi consumatori da una caterva di figli e ‘ndrocchia. Con simpatia.
EDO…l’ho scritto sopra quel che non dovremmo acquistare ed ora ci aggiungeremo anche i prodotti della Bialetti…ma dovremmo passar parola, essere in tanti.Altrimenti se non li compriamo io, te,gli amici di questo ed altri blog e pochi altri non arriva alcun segnale.Visto oggi come procedono le cose a Pomigliano? Si fa un referendum ma se la Fiom non firma, come pare sia intenzionata a fare,Marchionne blinderà l’accordo e quindi…i votanti contro se le prenderanno in saccocia. Ecco le democrazia…che si è trasformata, mantenendo solo il belletto esterno, in dittatura.
Scusate…non vorrei ripetermi su quanto detto in altre parti del blog. Mi spiegate perché, se vincessero i sì a Pomigilano, l’accordo non dovrebbe essere firmato? Non si può far valere la “grandezza” della democrazia solo quando la maggioranza la pensa esattamente come noi! E lo dico con ironia, perché i casi in cui la maggioranza decide per la peggior cosa possibile sono molti, e dimostrano che la democrazia è purtroppo un male necessario!
P.s. La Bialetti già non se la compra più nessuno….per quello va in Cina. Ed è l’esempio di quello che dicevo sopra: visto che tutti si fanno il caffé con le cialde, molto facile boicottare la Bialetti!!
Mi pare che proprio Marchionne abbia detto che vuole un referendum in cui votino tutti….forse solo il 50% di sì non lo terrebbe “tranquillo”, perchè i contrari all’accordo (?) potrebbero ribellarsi autonomamente e creare problemi.E’ una mia idea..può darsi che sbagli.
Quanto alla Bialeti, modi per danneggiare multinazionali che speculano sui lavoratori ed inoltre appoggiano questo governo, ce ne sono a iosa e sarebbe ora che i cittadini italiani si svegliassero!
Marchionne è il dopo Cristo… E va bene! Una cosa però è certa, il dopo Cristo deve essere per forza o migliore o peggiore del primo Cristo. Per i noti ragionamenti disumani venuti fuori direttamente dalla testa di Marchionne, dobbiamo di conseguenza scartare la prima ipotesi. Marchionne è pertanto peggiore del Cristo originale… Da parte sua il nostro governo ce la mette tutta per sottomettere definitivamente il mondo operaio al volere strozzino del capitalismo. Nel caso specifico di Pomigliano, non dice una parola per salvare dalle grinfie negriere almento le tasse irpef e quelle sui consumi di 15.000 persone… Piuttosto di rinunciare alla capitolazione definitiva del mondo del lavoro, il sultano ed i suoi seguaci sbandieratori, compresi quelli che firmano alla cieca emendamenti immondi per condoni mascherati, preferiscono che le tasse degli operai Fiat vengano riscosse dai governi stranieri… Va mo là!…
…
referendum, the day after:
forse non è abbastanza convincente.
A quando il televoto?
La barzelletta del Bunga Bunga, sempre valida nei secoli: qualcuno se la ricorda? La raccontava Claudio Bisio tanti anni fa, io non la scrivo qui perché non è delle più fini – ma garantisco che è un trattato di filosofia, applicato e replicato ogni giorno (questa di Pomigliano, per ora, è l’ultima replica del Bunga Bunga).
Da tempo i nostri governanti ci ricordano che l’allungamento della vita è in costante aumento. E’ evidente nei fatti che non sono contenti di questa realtà quando anche i sudditi, ridotti a merce lavoro, ne possono beneficiare. Ora fanno come i nazisti che mandavano per primi al gas i malati e gli “inutili”. Il contratto di Marchionne, tanto difeso dalla politica di destra e di sinistra, ritenuto addirittura innovativo dal Prof. Ichino (PD – sic), in quanto finalmente si potranno evitare gli abusi e le malattie facili, si muove subdolamente in quel senso. Nella mia ormai lunga vita ho sempre lottato per i diritti degli operai e sembre ostacolato gli abusi… Caro Prof. Ichino, anche i contratti vecchi non consentono abusi da parte degli operai. La verità è che questo accordo capestro, che purtroppo si allargherà a macchia d’olio nell’intero nostro Paese, di sicuro accorcerà l’aspettativa di vita degli operai. Gli altri provvedimenti anticrisi che porteranno tagli sconsiderati alla sanità pubblica, faranno poi il resto: l’annientamento in massa degli anziani e dei portatori di handicap… E’ proprio questo quello che vogliamo anche noi per favorire le ricchezze del sultano, dei suoi cortigiani e dei suoi amici capitalisti? Credo proprio di no!… Ma cedere ai ricatti porterà inesorabimente verso il vortice di quella direzione.