Impero. Palestina Real Estate, la pax mafiosa che piace a tutti gli azionisti

In attesa di capire se e come funzionerà la “pace” trumpiana in Medio Oriente, urge qualche notazione a margine alla “giornata storica” di lunedì, cioè il giorno in cui l’Imperatore è volato nel suo avamposto mediorientale per premiare l’alleato che ha vinto, grazie ai suoi soldi e alle sue armi, come ha fatto puntualmente notare. Una cerimonia, anzi due: il discorso alla Knesset e la passerella di Sharm, che riportano ai fasti colonialisti ottocenteschi, con lunghi strascichi nel Novecento. Al momento, Gaza, distrutta e smembrata, fatta a pezzi e annichilita con il mondo che ha guardato indifferente lo spettacolo del genocidio, è un piccolo territorio sul modello dei Bantustan sudafricani (in attesa di rimpicciolirsi ancora e somigliare alle riserve dei nativi americani). Era grande come mezza Roma, ora l’invasore israeliano controlla militarmente il 58 per cento del territorio, che rimane circondato e sorvegliato a vista: il più grande campo di concentramento del mondo rimane il più grande campo di concentramento del mondo, anche se è esteso la metà, lo governeranno le potenze coloniali occidentali che ci faranno molti soldi, i suoi abitanti non avranno né diritti né sovranità. I palestinesi (citati solo en passant da Trump in un’ora di discorso, come una seccatura) potranno ambire a fare i camerieri nella loro terra, magari nei casinò che sogna Donald, dove il croupier sarà Tony Blair e il jackpot sarà l’immenso giacimento di gas al largo di Gaza: bottino di guerra. Nemmeno una parola sulla Cisgiordania, che sarà il prossimo boccone.
L’Impero è l’Impero, d’accordo, si sapeva, eppure c’è qualcosa di inedito, e di antichissimo, nel nuovo imperialismo trumpiano, un’impronta personalistica che rende ancor più grottesca e fuori tempo la vecchia voracità coloniale. Eravamo abituati a conquiste più soft, travestite da accordi sovranazionali, da lunghe discussioni bi e trilaterali (sempre tra vincitori, ovvio, ma…). Ora no: arriva l’Imperatore, detta la sua legge e quello si fa.
Il discorso alla Knesset ha chiarito anche ai ciechi la nuova modalità dell’ordine mondiale. Trump è andato dai vincitori a dire che hanno vinto, bravi, con i suoi soldi e le sue armi (ha anche detto che le hanno “usate bene”, cioè sterminando la popolazione civile), ma non solo. E’ andato nel Parlamento di uno Stato sovrano a dettare la linea politica: il leader dell’opposizione è “una brava persona”, il capo del governo è una specie di santo condottiero e il Presidente deve dargli la grazia (ci sarebbe il dettaglio che la grazia si dà ai condannati, non agli imputati). Traduco: l’Imperatore chiede che i processi per corruzione a Netanyahu vengano serenamente dimenticati. Non servono dietrologie e analisi, il virgolettato è lampante. Dice Trump rivolto a Netanyahu: “Lei è un uomo molto popolare, e sa perché? Perché sa vincere”. Ecco fatto, faccenda chiusa, l’Imperatore ha fatto notare che i 66 miliardi in armi donati alla causa gli danno pieno diritto di decidere sulla politica interna di Israele, i cui rappresentanti (tutti tranne due, subito espulsi) hanno applaudito freneticamente la cessione di sovranità e baciato la pantofola, grati per la vittoria che lui ha garantito. L’intendenza segue. Più o meno patetici, altri sudditi si aggregano al carro, sperando in qualche affare (dice Tajani che siamo bravi a ricostruire, i nostri terremoti lo smentirebbero), e la questione palestinese diventa una faccenda immobiliare, economica, energetica: una pax mafiosa, che piace a tutti.Commenti (4)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Si parla di cifre intorno ai100 miliardi di € per la ricostruzione a cui sono già pronte imprese italiane a ritagliarsi la propria fetta, ma chi è che paga? Si suol dire “chi rompe paga” cioè isr@ ele?
Era da tanto tempo che non avevo conati di vomito come durante il discorso di Trump.
L’evidenziarsi in diretta tv di una realtà che sembrava sepolta dalla seconda guerra mondiale:
fascismo e nazismo impersonati da Trump e Netanyahu che con la loro furia coloniale e
genocida inscenano una finta pace per dimostrare a tutti che non sono malvagi, perchè
le innumerevoli Flottille per Gaza e i palestinesi li avevano messi in cattiva luce all’opinione
pubblica mondiale. Non mi vergogno a dirlo, ma per un attimo avevo sognato che le varie imbarcazioni sarebbero sbarcate sulle spiagge della Striscia di Gaza come gli alleati che sbarcarono in Normandia con gli aiuti per la popolazione e per cacciare gli occupanti. Ma i partecipanti erano pacifici perchè si sono fatti catturare dagli israeliani armati fino ai denti.
Forse per restituire la loro terra ai palestinesi ci vorrà davvero uno sbarco armato.
Disgustosi, non possono essere definiti diversamente i “grandi delle terra” riuniti per decretare di fatto la morte di un popolo con lo scopo di arricchirsi e arricchire chi li vota. La più carina era la nostra che, forse per imitare berlusconi di cui è stata ministra e allieva, faceva cucu dietro le spalle del palazzinaro più potente del mondo spuntando ora a destra e ora a sinistra. Non sono credente , peccato, altrimenti mi consolerei prospettando loro l’inferno, così posso solo maledirli tutti di cuore, chiedendomi come si può arrivare a questo livello di cinismo.
Lasci a Netanyhau il tempo di riavere vivi e morti e poi ricomincerà il balletto delle violazioni della tregua da parte di Hamas naturalmente; e tutto ritornerà come prima. Un passo alla volta, così da non impressionare troppo; non fare rumori fastidiosi tali da svegliare la sonnacchiosa Europa o infastidire oltre misura i gaudenti arabi e Israele si papperá la Cisgiordania , un pezzo di Libano e vai col tango.