Voi siete qui – Verde Vaticano
Io non ci credo, sia chiaro. Però in certe cose non si sa mai, forse non è il caso di rischiare. Qualcuno avverta i padani rinati del settimo giorno di stare attenti: metti che il Dio Po esista davvero, potrebbe alzarsi dagli argini e fargli un culo a paiolo che tutta la polenta del mondo non basterebbe a riempirlo. Il primo messaggio mandato dai governatori leghisti appena insediati è stato spedito in Vaticano. Bei tempi quelli de Il Padrino, che per mandare un avvertimento mettevi una testa di cavallo nel letto a qualcuno. Ora si va al telegiornale e si dice no alla pillola abortiva. Il giorno dopo è un coro di sono stato frainteso, cos’avete capito, ma intanto il messaggio è arrivato, forte e chiaro. Può essere che a furia di sentirsi dire che sono la nuova Dc i leghisti finiscano per crederci, e del resto laggiù oltretevere hanno un gran bisogno di amici, di questi tempi. Si chiama cinismo: in questo caso è sulla pelle delle donne, e non è certo la prima volta. Ora i neo-convertiti dovranno cancellare con il bianchetto tutti quei matrimoni celtici con il druido e tutto il resto, le cerimonie pagane, le frasi sui “vescovoni” lontani dalla gente. Certo, sperare che l’ira del Dio Eridano, evocato e poi abiurato, li fulmini tutti è un po’ irrazionale. Ma ditemi voi se è razionale sperare nella sinistra, gente che perde sempre per colpa di altri. E una volta Rifondazione, e l’altra volta Di Pietro, e la volta dopo i grillini, e la prossima, magari, le tartarughe giganti del pianeta Klingon, o l’invasione delle cavallette. Tra un anno si vota per il sindaco di Milano e tutto lascia intendere che la sinistra farà quello che sa fare meglio, lo spettatore. Presto comincerà il valzer del totonomine e magari chissà, alle primarie spunterà il nome di Filippo Penati che ha perso in provincia, ha perso in regione, merita una promozione: candidarsi a prendere una sberla anche in comune. Date retta, forse è meglio sperare nel Dio Po: se tra un anno le cose staranno come oggi ha più probabilità lui.
Commenti (13)
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Caro Robecchi come non essere d’accordo con ciò che scrivi?
Il problema è proprio questa sinistra che non esiste, che non fa opposizione, che non informa-controinforma i cittadini, che non ha più ne un progetto ne una direzione ne una finalità
nell’arcipelago i galli a cantare sono sempre tanti, troppi e ognuno sembra più interessato al proprio orticello, alla propria affermazione personale che a combattere realmente il regime di Berlusconi che intanyo rimane in piedi e continuerà la sua opera inesorabile di cancellare la democrazia politica e sociale in Italia.
Mi hanno stancato tutti, compreso Grillo, di utili idioti non abbiamo mai fatto difetto e sai che dico, che vadano a quel paese tutti!
Robecchi, qua dobbiamo decidere le nostre sorti per quello che ancora possiamo fare.
Delle due l’una: alienazione da tutto o accelerazione di sforzi immani?
Siamo difatti ad un tale punto di sottovivenza civile che le minime garanzie di spazi vitali decrescono ogni giorno di più. Con questo andazzo, verremo eliminati ad uno ad uno in vari modi circostanziali; gli onesti, da sempre umiliati, sono oramai con tutta evidenza specie in estinzione e presto saranno falciati.
In queste condizioni prevedibilissime, ai consapevoli e ancora vivi come noi si prospettano almeno due sortite: o molliamo, ci deprimiamo come Eraldo sopra, rinunciamo e ci chiudiamo al m ondo evadendo fisicamente e mentalmente ognuno come può, fottendoci di tutto così da disperdere le energie dei singoli in mille nullità; oppure è tempo di prendere contemporaneamente le armi (razionali) più potenti del caso, le più micidiali e raffinate e buttare giù un PROGETTO ben fatto dalle teste giuste come la tua e altre che sai bene.
Un progetto che proceda con passi cadenzati e decisi ogni giorno, quelli che non si fermano davanti a nulla; una sorta di “affrettati lentamente” contemporaneo.
(mentre scrivo mi sento così romantica e al contempo così inutile e disperata che mi viene da piangere dal dolore)
Tornare a leggere il Manifesto sarebbe già utile… oltretutto è corto, non è difficile, si può fare. Dico: i nostri dirigenti, soprattutto quelli prossimi futuri, i giovani e le giovani.
Anni e anni a dire che “destra e sinistra”, “sinistra e destra”, “morte delle ideologie”, compreso Di Pietro: quando è che ci si sveglierà? Le ideologie buone sono state spazzate via, sono rimaste quelle di destra e sono spietate.
Magnifica la storia del Dio Eridano! Sperèmm…
ma adesso dicono che sono tutti cristiani, e il loro papa è Borghezio.
Bersani dovrebbe preoccuparsi maggiormente dei suoi candidati e di dove cercare i voti, piuttosto che degli altri. Al PD gli è presa l’ossessione di cercare il consenso fra le “partite iva” per intenderci ed è QUI che secondo me non hanno capito niente. Per una certa tradizione o per certi costumi (chissà come mai sono le categorie a maggior evasione fiscale) ed anche per una certa mentalità del selfmade man (che fa tanto ridicolaggine da noi) non li voteranno mai se non in minima parte. Devono chiedersi perchè chi potrebbe condividere certe parti del programma (se MAI ne abbiano ancora uno) preferisce la lega o altri. E’ perfettamente inutile pensare a quel 3% se poi perdono il 10% fra i pensionati o gli operai o i lavoratori dipendenti o la cosiddetta classe media colta o quello che vuoi (è altrettanto sterile categorizzare, me ne rendo conto per primo e sto rischiando di semplificare troppo), cioè il classico zoccolo duro degli elettori delle sinistre nel mondo.
Il Ministro tuttofare Brunetta è rimasto disgustato dal comportamento della Lega Nord che nella sostanza non gli ha messo sotto il sedere la poltrona di sindaco di Venezia. La Lega appartiene da sempre alla coalizione alla quale lui stesso aderisce, ed ancora non ha imparato a conoscerla bene. Se tanto mi dà tanto chissà se conoscerà allo stesso modo quella pubblica amministrazione che con tanta enfasi vuole cambiare. Anzi, di più, vuole informatizzare… Nulla fa la Lega senza un tornaconto della sua dirigenza. Anche la visibile assistenza in periferia è mirata al consenso elettorale. Poi, una volta raggiunto lo scopo, solo le briciole, se avanzano, sono pomposamente elargite alla base che con incredibile entusiasmo pagano aveva bevuto fino all’altro giorno la divina acqua purificatrice del Po. I numerosi voti ottenuti dal pargolo “Bossi” a Brescia sono la prova evidente che in quel partito non si muove foglia che Bossi padre non voglia. I due nuovi Governatori, del Piemonte e del Veneto, hanno probabilmente creduto di andare a governare delle tribù di trogloditi in quanto hanno incominciato a sfarfagliare sull’etica promettendo editti da medio evo. Niente pillola abortiva RU 486, annunciano decisi, ignorando con superbia inaudita che l’organismo scientifico Aifa, riconosciuto peraltro in tutta Europa, l’aveva dichiarata ufficialmente un farmaco innocuo. La donna se vuole abortire deve farlo per forza con dolore, secondo questi nuovi apostoli, catolici d’occasione… Come se per la donna fosse un divertimento arrivare alla tragica decisione di interrompere la maternità. Da non crederci, infine, i leghisti per il successo elettorale hanno abbandonato perfino il loro Dio Po e le baracconate celtiche correndo solleciti alla fonte Vaticana, dove l’acqua è più copiosa di consensi. C’è voluto l’interento diretto di Bossi per calmare quegli entusiasmi di falsa etica d’altri tempi. E allora? Beh, allora vuol proprio dire che Bossi è diventato il vero assoluto governatore del Piemonte e del Veneto messi insieme… Così succede in una politica di nominati dai grandi capi, guarda caso imposta dalla legge elettorale “porcata” ideata da un “saggio” (sic) leghista… Il capo comanda e le pecore zitte obbediscono. Se no a casa a contare le formiche. Ragazzi, adesso occhio alla Costituzione!…
Intorno allo sfalsamento macroscopico contemporaneo fra cultura di massa e cammino del pensiero razionale in Occidente.
A proposito di “principio di autorità”, che fu messo in discussione in Europa a partire dal Seicento (epoca, non a caso, di Controforma): Quanto tempo ci vorrà ancora prima che si cominci a disfarcene collettivamente?
Un es. su tutti: fino a tutto il Settecento si credeva che la materia fosse il risultato della mescolanza di quattro elementi semplici quali terra, fuoco, aria, acqua; perché lo sosteneva Aristotele (!) nonostante Lavoisier avesse dimostrato in laboratorio per via sperimentale (cioé, riproducibile, condivisibile) che l’acqua è invero una sostanza composta…
Se si pensa, in particolare, che già Isaac Newton aveva scritto pagine illustri sulla infondatezza dei dogmi cattolici circa l’infallibilità del Papa, circa la nozione di Trinità e il mistero della verginità di Maria, siamo ancora ben lontani da quelle consapevolezze razionali.
(penso alla forza attritica agita dalle abitudini mentali, che rendono schiavi senza accorgersene)
Stabilito che qualsiasi cosa dicono e fanno Berlusca-Bossi, talvolta anche in contrasto con quanto avevano detto e fatto il giorno prima, viene assorbito come spugne da afficionados e simpatizzanti, sempre più im preda a orgasmi mistici, la sinistra deve decidere in fretta che minchia vuole fare per non sparire. Sui vari blog (l’Unità, in articolare, commenti sugli editoriali di Concita De gregorio)i consigli alla sinistra sono continui e, talvolta, esaustivi di ciò che devono fare e non fare. I dirigenti di quel partito, ma direi di tutti, anche dei movimenti, debbono solo leggere e prendere appunti. Non c’è bisogno di interpellare grosse organizzazioni di ricerca. Per quanto riguarda la Pillola abortiva bisogna sperare che il mondo femminile (tanto quello maschile fa solo casini e se ne strafotte a cominciare da cardinali e vescovi) diventi sempre più freguentato da donne e non da femmine. Mi spiego. Di maschietti ce ne sono tanti, uomini meno, di femmine ce ne sono tante, donne meno. Molti maschietti e femminucce rimangono tali fino a 90 anni. Altri diventano uomini e donne. Una donna è raro che la becchi con un settimanale di gossip in mano, probabilmente avrà un libro (su un bus o su una metro le vedi moto distintamente) e sempre idee chiare su società e politica. Ecco, una società con la maggioranza di donne i signor COTA E ZAIA SI BECCHEREBBERO UN VAFFANCULO GALATTICO, SENZA SE E SENZA MA. FIGURIAMOCI IL VOTO. Un società a maggioranza di donne aiuterebbe molti maschietti a cercare di diventare uomini, altrimenti “niente trippa per gatti”, come si dice a Roma. Quanto alle idologie. E’ vero sono rimaste solo quelle di destra. Siccome quelle di destra sono sotto, sotto funzionali al capitalismo sfrenato, cinico, senza limiti, piano, piano qualcuno ritirerà fuori il buon MARX le cui teorie, ma garda, guarda un pò, diventano ogni giorno che passa attuali, scientifiche. Tanto la chiesa starà sempre con il potere economico e non con i lavoratori, la povera gente, contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Pensieri sparsi primaverili.
Ditemi se non vi commuovete anche voi immaginandovi davanti questo panorama realistico, che tutti possono sperimentare direttamente: assistere ad una prova di un’orchestra di giovanissimi allievi di un Conservatorio… ragazzini, ragazzi, giovanotti, bambini, ragazzine, bambine, ragazze, giovani donne: un’attenzione e una concentrazione di intenti fortissimi e un rispetto per i proffs. meraviglioso, un rispetto giustificato dalla competenza di quei maestri insegnanti al Conservatorio Cherubini di Firenze. Un piacere dello spirito ascoltare gli accordi iniziali, poi il la, poi un esercizio di ascolto. La vita come un’orchestra, non come macchina dotata di anima.
Non consumatori, non consumati e inculati (volenti o nolenti)! Ma cassa di risonanza di armonie o accordi possibili. Ecco ciò che ho provato giorni fa trovandomi lì per caso. Ditemi se non vi viene da piangere anche a voi all’immagine che tento di descrivervi.
Una bellezza spruzzava primaverile dall’onestà di quel lavoro duro ma piacevole o sforzo collettivo positivo di ragazzi serissimi. Vis viva che usciva da quelle vite di giovani bellissimi.
Ecco cosa possiamo fare, ad es.: un’Orchestra di suoni armonici vs. Cinismo delle macchine di telespettatori tossici da coca e telefascismo.
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tutti a buttare melma sui partiti di sinistra.
ma le loro colpe sono le nostre. basta leggere in rete i vari commenti sulle elezioni. c’è da star male.
inutile star sempre a parlare del nulla e dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra.
La prima cosa che deve fare la sinistra , in particolare il Pd, è mandare a casa la gente che è li e che perde da 30 anni , incapace di capire alcunchè.
Fatto questo si stili un programma e si cerc hi una convergenza con tutte le forze che hanno intenzione di cambiare le cose realmente e di opporsi al regime berlusconiano.
Facile a dirsi , un pò più difficile a farsi. quando in ballo ci sono poltrone e privilegi da difendere
@ penna rossa,
saranno le tue di colpe, non certo le mie.
io la penso così da millenni, che gli eredi dei comunisti erano sulla via del declino sordo.
e quando ho fatto parte di un consiglio della casa del popolo per anni che ricordo tristi (facevano le pre-riunioni in 4 del consiglio a casa dle presidente e poi ogni lunedì la riunione doveva far finta che fosse democratica…), le degenerazioni del modo di ragionare di questi indiviidui pdiessati erano già palpabili, attenevano infatti all’imitare le male abitudini del pensare/agire capitalistico, quello della feccia di destra.
La scusa sempre pronta vs. qualsiasi progetto di aggregazione sociale (musicale, bibliotecario, ricreativo che fosse come lab di arte e simili) erano i soldi, che non c’erano mai per la cultura in senso buono. allora, si doveva votare sempre per la pizzeria, il ballo liscio dei vecchini o padroni veri e propri delle sale tutti i fine settimana e basta, ecco.
poi, c’erano le volpi imprenditoriali esterne che affittavano le sale prove per loro attività commerciali. magari erano amiche del sindaco dei ds, se lo portavano a gara in piscina nelle loro villozze sulle colline di firenze… e quindi monopolizzavano tutte le sale prove durante la settimana con le loro pseudoscuola sociali… insomma, la cultura di aggregazione non c’era e noi vivi lo dicevano (!) che così non poteva che morire la sinistra, anche partitica. e loro ridevano.
ricordo una volta arrivò anche veltroni in quella casa del popolo e fu osannato come un vero leader.
una tristezza già 15 anni fa.
Le “case del popolo”, le feste dell’Unità erano alcune delle strategie per avvicinare “sentimentalmente” il popolo alla dirigenza del PC, partito centralista. Oggi la Lega Nord sta usando lo stesso metodo, sicuramente vincente visti i risultati. Poi per la sinistra si è tutto sgretolato. Le “case del popolo” sono diventate come le ha bene descritte ab e le feste dell’Unità sono ormai noiosi convegni per operai benestanti. Tanto per dire, polenta e salsiccia servite al tavolone comune con un bicchiere di vino costano come nei ristoranti medio cari… Gli spettacoli da gratuiti sono passati a pagamento, e via di seguito. E sono solo due banali esempi. Io sono bolognese, petroniano doc, e posso dire che fino agli anni ’90 nella mia città non si è mai verificato che un semplice esame del sangue richiedesse più di un giorno d’attesa. Oggi l’attesa, nonostante la fredda informatizzazione, è di 25 giorni… E’ possibile forse trovare un’opportunità in tempi più brevi, ma di poco, adattandosi però ad andare presso strutture delle località limitrofe o non. Sempre comunque raggiungibili con costi aggiuntivi e con sacrifici personali… Non parliamo poi dei tempi necessari per esami più complessi. Potrei dilungarmi con altri esempi, ma anche solo quelli citati rendono l’idea in base alla quale le urne elettorali sono sempre più deserte ed il partito misto ex DC/ex PC, amministrato da quasi un ventennio dalle stesse persone, peraltro ora addirittura nominate dai vertici, non richiami più prospettive di cambiamento…