“Le verità spezzate”, il nuovo romanzo, in uscita l’8 ottobre. Qui, due o tre cosette che mi preme dire sul giallo che contiene un giallo, e sulle nostre libertà, sempre più vigilate

Eccomi. Tanto per cambiare un po’, ho scritto un romanzo.
Esce all’inizio di ottobre, si intitola Le verità spezzate (Rizzoli) ed è inutile dire che è un libro a cui tengo molto (lo dico sempre, come è giusto, se non ci tieni, che lo scrivi a fare, un libro?). Non è un nuovo capitolo della serie con il Monterossi e i suoi amici (che rivedremo, comunque, tranquilli!), è una cosa nuova, una storia che stavo pensando di raccontare da parecchio tempo, solo non trovavo un buon modo per farlo e ora sì, l’ho trovato, almeno credo.
E’ un giallo d’altri tempi che contiene un giallo di questi tempi, come al solito un noir un po’ anomalo, che parte da un “cold case” antico e dimenticato e ci porta a noi, a oggi.
Augusto De Angelis, uno dei fondatori del romanzo poliziesco italiano, che ebbe una vita piena e avventurosa, cominciò a scrivere gialli alla metà degli anni Trenta, non solo fu uno dei fondatori del genere in Italia, ma anche un teorico, uno sperimentatore. La sua vita da giallista non fu semplice, perché il crimine, il delitto, è sempre una brutta pubblicità per un regime. Quindi censure, pressioni, condizionamenti, poi il carcere, in quanto antifascista, fino alla tragedia finale: ammazzato di botte da uno squadrista, nel luglio del 1944, sul lungolago di Bellagio. Una storia chiusa, per la giustizia, ma mai molto chiara, e che il “padre” del giallo italiano sia finito così, prima censurato e bandito dal regime, e poi ammazzato, mi era sempre sembrata un’enormità poco nota, che andava raccontata.
Però (eccoci a Le verità spezzate), non volevo fare un giallo storico, perché più studiavo le faccende del noir anni Trenta, le vicissitudini umane e letterarie di De Angelis, i suoi tempi bui, più facevo ricerche, frugavo negli archivi, leggevo studi sull’argomento, e più vedevo in filigrana i tempi nostri, le nostre libertà in bilico, i condizionamenti di cui siamo vittime, le verità che cediamo, a pezzetti, per quieto vivere o per spirito dei tempi. Così il protagonista del libro non è De Angelis, ma un vecchio, scorbutico regista, Manlio Parrini, che si è messo in testa di raccontarne la storia. E anche lui si trova di fronte a limitazioni e condizionamenti. E il caso vuole che, mentre studia e lavora al suo film, avvenga un grave fatto di sangue proprio accanto a casa sua, un omicidio, il giallo dei tempi nostri che si incrocia con vecchi gialli seppiati, in bianco e nero. Così Manlio Parrini si trova in qualche modo coinvolto in un’indagine, e vede da vicino (ancora!) condizionamenti e limitazioni, pressioni, compromessi.
Insomma, doveva essere un romanzo sulle “verità spezzate” di uno scrittore di gialli degli anni Trenta ed è diventato un giallo con dentro un giallo, con la sua tensione, i suoi colpi di scena, le sue svolte, sulle “verità spezzate” di tutti noi, sulla nostra libertà vigilata, di cui magari nemmeno ci accorgiamo.
Il romanzo esce l’8 ottobre, con Rizzoli.
Da quel momento non è più roba mia, ma di chi lo legge, e come al solito mi direte. Spero che vi piaccia, perché che sia negli anni Trenta, o Sessanta, o Novanta, o oggi, un romanzo (e anche e forse soprattutto un noir) serve a parlare di noi.
Buona lettura, se volete.
Commenti (8)
Lascia un commento Annulla risposta
Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.
Ultimi articoli
- Ballottaggio. Il sogno di avere i voti di Vannacci, però senza Vannacci
- Le ultime da Gaza. Bibi, il cacciatore di aquiloni, abbatte i giochi dei bimbi
- Capitalismo vorace. Acqua, energia e Co2: profitti per pochi, costi per tutti
- Scoperte. Svelato il mistero delle linee di Nazca: erano un’intervista a Calenda
- Una società senza classi e i baci di Lili Brik. Parco Lambro, 1976. Piccolo memoir su quanto eravamo scemi e meravigliosi
- Omicidi Srl, la recensione de il Giornale
- Il concorso. Il Pentagono chiede idee per la Difesa: suggerimenti?
- Taca la bala. Urge allenatore mai stato a est di Bergamo: i nostri candidati
- Legittima difesa. Uccidiamo i parenti del ladri fino alla quarta generazione
- Invisibili. Proletari senza rivoluzione: il paese parallelo che non ci crede più
Non vedo l’ora di leggerlo. Però aspetto nuove avventure della banda di monterossi.
Sembra molto interessante, lo leggerò con piacere! Grazie!
Perché non più con Sellerio?
Costerà di piu?
Ma no! Con Sellerio uscirò ancora, e non costerà di più
€ 15,20 già scontato (due pacchetti e mezzo di sigarette, vale sempre la pena e non è cancerogeno)
Grazie come sempre ad Alessandro Robecchi, in anticipo e sulla fiducia! I libri di De Angelis sono molto belli e sarà interessante leggere il libro di Robecchi che gli rende onore. Vedi, a volte, la fretta di leggere un bel noir anni ’30 e sorvolare sulla personalità dell’autore… non sapevo della sua tragica fine. Grazie Alessandro, aspettiamo con ansia l’8 ottobre!
Ho letto le storie di De Angelis narrate da un altro scrittore che conosci senz’ altro, e perciò questa tua nuova creatura mi intriga moltissimo!!!
Conoscevo De Angelis, ma non la sua tragica fine.
Robecchi l’ho sempre apprezzato molto, fin dal suo primo romanzo.
Ho già prenotato questo, credo che non mi deluderà.