Autunno. Tagli al welfare, amori finiti e solita buffa: le novità del governo

Siccome l’estate sta finendo, come dice la canzone, è lecito un certo panico da autunno, la cui funzione è preludere a un certo panico da inverno, ma non voglio diffondere pessimismo, capisco l’obiezione, anch’io mi sforzo di vedere il bicchiere mezzo pieno, solo che è mezzo pieno di cianuro. Il fatto è che fin qui tutte le iniezioni di ottimismo e di garrula speranza diffuse a piene mani dai capataz di Fratelli d’Italia non hanno funzionato granché: non basta dire che c’è il sole per far smettere di piovere, anche se lo fai dire a tutti i telegiornali in coro. Ricorda un po’ quello slogan renzista dei tempi d’oro (suoi, non nostri) che diceva “L’Italia riparte”, che è un po’ come vedere ogni giorno il Tg1 Economia: uno si alza dal divano pensando che stiamo conquistando il mondo, che c’è una specie di boom economico, che presto compreremo in contanti Francia, Germania e tre continenti a scelta, come a Risiko, ma poi va a fare la spesa e passa tutto. Un’illusione ottica, insomma: il grande riscatto italiano dovuto al governo della destra sembra le scale di Escher, credi di salire sempre invece stai scendendo.
Fare previsioni è sempre rischioso, certo, ma in questo caso non è molto difficile. Servono 25 miliardi per la manovra, con la solita coperta corta, Salvini che la tira di qui, Giorgetti che la tira di là, Giorgia che vorrà fare qualche ruffianata di facile presa populista per non perdere malamente le regionali imminenti, e si finirà per tagliare la spesa pubblica, la sanità, la scuola, le pensioni, in modo più o meno mascherato, per poi dire ai giornali compiacenti che invece si sono stanziati più soldi. Un classico di tutti i tempi.
Intanto, altra previsione facile facile, aumenterà d’intensità il rumore di fondo, cioè la nostra fuffa quotidiana: il generale sparerà qualche altra decina di cazzate sesquipedali, rincorso dai cronisti felici, Tajani darà qualche prova di esistenza in vita, Renzi darà la sua centomillesima intervista per dire le cose che dice sempre, che sono il contrario di quelle che diceva ieri e l’opposto di quello che farà domani, poi Schlein, poi Grillo, poi Conte. Magari romperà il flusso della noia qualche nuovo amorazzo, qualche gossip istituzionale, come Arianna Meloni che rilascia interviste sul suo distacco da Lollo, o sua sorella Giorgia ostenterà ancora la bambina, dicendo che se ce la fa lei, a conciliare maternità e lavoro, ce la può fare anche la sottoproletaria che vive con 700 euro al mese, che ci vuole, ce l’avrà un aereo di Stato, no? Tutto un po’ prevedibile, comprese le fiammate di indignazione a presa rapida inventate su due piedi: un complotto della magistratura contro il governo, una pugile algerina grottescamente accusata di essere un pugile algerino, cose così, dolcetti scaduti da distribuire al popolo e ai corsivisti per animare le giornate noiose, noterelle in margine per discutere sul nulla. Con, in più, due guerre in corso, una in Ucraina e una a Gaza, che non è una guerra, è una mattanza, un massacro pianificato, le cui stragi quotidiane di civili palestinesi saranno nascoste sotto il tappeto, confinate nelle ultime righe, perché una cosa che ci è rimasta nel Dna è di stare con i colonizzatori, non con i colonizzati. E poi il brivido delle elezioni americane, tanto per sapere da chi verremo governati nei prossimi quattro anni: sublimi analisi e maratone televisive. Noi saremo qui – inflazione, salari bassi, welfare in picchiata – prigionieri come sempre dell’autunno del nostro scontento.
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Grazie ho capito quello che sospettavo, siamo oltre alla canna del gas!!! Il problema è che fare!!!
Non avete notato che persino i nostri atleti paralimpici erano tutti vestiti di nero? Perchè?
Sarà, ma soprattutto per loro vedono il futuro già nero?
Mi ha inquietato la scelta di quel colore.