Guerra totale. Fino a che punto siamo disposti a tollerare ancora la barbarie?

Il problema non è fino a che punto possa arrivare la barbarie – chi abbia mai aperto un libro di storia sa che non c’è limite – ma fino a che punto possiamo tollerarla, conviverci, farcene, come si dice, una ragione. Potremmo fare millemila esempi, ovviamente, perché dallo scenario mediorientale ci arrivano segnali ogni giorno: una guerra di sterminio contro un’intera popolazione, i palestinesi, lentamente inserita in un contesto di guerra allargata e totale, una tendenza all’abitudine sui massacri quotidiani ad opera di un esercito che le grandi “democrazie” del mondo occidentale sostengono, appoggiano e spesso finanziano. Due scuole piene di civili, 50 morti, donne e bambini, e vabbé. Il campo profughi, donne e bambini, e ok. La zona indicata come “sicura” e “umanitaria” bombardata, donne e bambini, e via. La fossa comune, gli operatori umanitari uccisi, i giornalisti (oltre 160) eliminati perché non raccontino. Uno stillicidio quotidiano che bisogna quasi sempre cercare nelle ultime righe degli articoli, in piccoli e nascosti incisi, messi lì come senza parere. Ci distraiamo pensando che no, non si può nuotare nella Senna, oppure che la pugile algerina, oppure che… e intanto ogni giorno un mattoncino si aggiunge alla costruzione del tempio dell’indicibile, dell’inumano.
Un mattoncino notevole, ripugnante, l’ha portato l’altro ieri il ministro delle finanze di Israele, Bezalel Smotrich, che considera “giustificato e morale” (sì, “morale”) bloccare gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza che causerebbe la morte per carestia, fame e sete di un paio di milioni di persone. Si tratta in pratica dell’aperta teorizzazione di una “soluzione finale” per la striscia di Gaza. Teorizzazione non nuova, perché già parecchi ministri israeliani hanno definito “non umani” i palestinesi, con una de-umanizzazione del nemico che non si vedeva dai tempi di Aushwitz. Il ministro del governo Netanyahu si duole del fatto che qualcuno protesterebbe, il mondo glielo impedirebbe, insomma, dice lui. Cosa tutta da vedere, dico io dopo certi precedenti. “Nessuno ci lascerà causare la morte di fame di due milioni di civili, anche se potrebbe essere giustificato e morale”. Testuali parole riportate tra virgolette in piccoli trafiletti, e non come una cosa enorme, spaventosa, degna delle pagine più orrende e deliranti del Novecento.
Il problema, dunque, è certamente una comunità internazionale (nome elegante per dire i complici) che non sa porre un limite e un freno alla barbarie, la tollera, finge di spazientirsi e poi manda miliardi di dollari al massacratori di un popolo. Ma il problema – lo so, suona male, suona retorico – è un po’ anche nostro, che assistiamo impotenti, distratti, un po’ stufi… uff, ancora! Dopo quasi un anno? Su, parliamo d’altro…Da cittadini, dunque, da persone, cosa possiamo fare? Forse dirlo, continuare a dirlo, sì, certo. Ma anche chiedere alla politica di dire, di fare. Il ministro degli esteri italiano dirà qualcosa sui deliri nazisti di Smotrich? (spoiler: no). E i partiti di opposizione? Elly? Giuseppe? Cosa temono? Cosa aspettano per spostare un po’ l’asse della barbarie, per attenuarlo, per far notare che è intollerabile? Non li sentiamo, non li vediamo, non alzano la voce, non chiedono, non picchiano i pugni sul tavolo, non si spaventano, non si mobilitano, abbozzano, accettano, in definitiva si arrendono alla marea montante dell’inumano, si adeguano, si voltano dall’altra parte. E’ a loro – più che al nazista Smotrich – che dobbiamo chiedere conto.
Commenti (7)
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Adesso basta. I partiti di opposizione facciano sentite solennemente la loro voce , non bastano i distinguo, le condanne sui singoli episodi; riuniscano le direzioni e rendano pubblica una condanna del governo israeliano che si sta comportando alla pari dei vari Hitler, Himmler, Goebbels, Goering e altri criminali di guerra nazisti. Le dichiarazioni di Smotrich, di Ben-Gvir non ha nulla da invidiare a quelle di Heidrich, di Globocnik o di qualunque altro boia in divisa.
Non sono credente e quindi non penso che esista un aldilà da cui i defunti vedano il mondo attuale ma, nel caso ci fosse una qualche comunicazione, come possono sentirsi coloro che, pur di non schierarsi con i masssacratori di ebrei, hanno subito persecuzioni e angherie e spesso sono stati uccisi, vedendo i figli e i nipoti di coloro che hanno contribuito a salvare, parlare e comportarsi come la peggior feccia nazista?
Ancora un massacro, ancora una scuola e ancora decine e decine di morti nella Striscia di Gaza.
È uno strazio infinito ricevere simili notizie e non oso immaginare cosa sia per chi vive quotidianamente tutto questo dolore.
Penso alla famiglia che vorrei salvare, al fatto che mancano ancora migliaia di euro per coprire la cifra necessaria alla loro trasferta e che il valico di Rafah che confina con l’Egitto (la loro via di salvezza) è ancora chiuso e presidiato dalle forze militari israeliane.
Penso che potrei raggiungere la cifra necessaria per la loro uscita troppo tardi…
Penso anche alle tante altre famiglie che non hanno nemmeno questa piccola speranza di poter uscire da quell’inferno e che stanno sprofondando sempre più negli abissi a causa di martellanti bombardamenti. di missili “con obiettivi militari” (le scuole rifugio per chi non ha più una casa sono un target militare?) che piombano sul tetto delle loro case mentre hai ancora la tua famiglia intorno a te e in un attimo, nuclei familiari che le contenevano, vanno a pezzi come i corpi dei loro componenti.
Penso all’assedio che che dura da oltre 10 mesi e che sta affamando un’intera popolazione di oltre due milioni di persone, ancora peggiore è la situazione dell’acqua potabile indispensabile per la sopravvivenza.
Penso ai tanti feriti che non possono essere curati perché anche gli ospedali sono anch’essi un target per la distruzione e la morte che arrivano via cielo, via terra e via mare.
Penso alla mancanza di farmaci e di apparecchi diagnostici per le cure che impedirebbero numerose amputazioni, talvolta senza anestesia, rendendo invalido chi sopravvive a tanto dolore.
Penso a tutto questo tutto e a tanto altro e mi chiedo come abbia potuto la popolazione gazawi sopravvivere 10 mesi in queste condizioni.
Penso, e intanto a Gaza si muore…
Eppure si resiste per esistere, perché questo è un diritto innato di ogni essere umano.
Che si chiami sumud o resilienza, non ho mai visto prima una simile prova di coraggio e di attaccamento alla propria vita.
Ne hanno tutti i diritti e noi possiamo fare la nostra piccola parte nel sostenere questa loro precaria ma tenace Resistenza.
#stopbombingGaza
#saveGaza
Auschwitz si scrive con la c.
Sì, lo sappiamo, grazie per il contributo al dibattito
ma chi sei per fare il professorino in un dibattito che necessita solo di svegliarsi e muovere il culo per fare a casa tua e per portare i cosidetti decisori nazionali ed europei a fare quello che non stanno facendo?…con o senza la c.
grazie Alessandro per la “preziosa istigazione” a non rinunciare a dare una mossa e dare dei nazisti a chi oggi sta perpetrando questa inumana barbarie, in Israele , e nel mondo che lo sostiene.