Latina, Alabama. Lavoro e schiavisti con l’eterno ritorno di “Via col vento”

Per ora nella piccola grande Alabama che è la zona agricola di Latina e dintorni si sta girando Via col vento, ma senza la parte romantica. Rossella O’Hara non compare, compaiono solo gli schiavi e gli schiavisti, e anzi compaiono solo gli schiavisti, perché gli schiavi hanno paura a farsi vedere e a meno che non lo facciano insieme, come nelle manifestazioni di questi giorni, restano invisibili. Si è detto molto, e molte cose giuste e ragionevoli, sulla terribile morte di Satnam Sikh, condannato al dissanguamento dal padrone bianco (restiamo in Alabama) che l’ha scaricato come un cane invece di portarlo all’ospedale. E si sono lette anche cose irricevibili, in generale pronunciate a destra, ma non solo: alla fine è colpa dei clandestini (sottotesto: se stavano a casa loro…), oppure della filiera agricola (volete pagare la frutta pochi euro?); o ancora del racket degli schiavi, gestito da stranieri, che costringe i poveri imprenditori italiani – che sarebbero così buoni e compassionevoli, metterebbero in regola tutti, rispetterebbero diritti e regole a costo di sacrificare parte dei profitti – ad accettare a malincuore lo sfruttamento dei lavoratori. Una barzelletta coloniale, insomma: addossare agli schiavi la responsabilità della schiavitù è un classico dai tempi delle potenze europee in Africa, o dei latifondisti del cotone in Mississippi. Aggiungerei all’elenco il ministro dell’Agricoltura, il cognato d’Italia, che ammonisce di “Non criminalizzare gli imprenditori”: Rossella O’Hara può dormire tranquilla, nessuno ha intenzione di abolire la schiavitù.
Si assiste insomma a una manovra concentrica che colpevolizza tutti tranne i colpevoli. Un po’ è colpa degli schiavi, se sono schiavi, e un po’ è colpa nostra, che andiamo al supermercato e compriamo le mele, o le arance, o i meloni, pagandoli poco. Bon, chiuso, finito. Si poserà la polvere e si passerà ad altro, esattamente come cinque anni fa, quando l’azienda di Renzo Lovato (il padre di Antonello, quello che ha scaricato Satnam ferito senza soccorrerlo) fu indagata per caporalato, poi beghe rinvii, pasticci giudiziari, rallentamenti, e niente, l’azienda sta ancora lì, il caporalato sta ancora lì, gli schiavi stanno ancora lì.A questo punto, il desiderio, ma direi i bisogno democratico, sarebbe che si passasse da Via col vento a Mississippi Burning, il film di Alan Parker (1988), dove davanti a una comunità schiavista, razzista e suprematista vengono inviati squadroni di agenti dell’Fbi che rivoltano le campagne come un calzino, riportando dignità e giustizia. Spoiler: non accadrà. E anzi, mi scuso della ripetizione, perché questo sogno un po’ naïf che arrivi Gene Hackman con i suoi uomini a fare giustizia, l’avevo già scritto. Per la precisione nel giugno del 2018, quando nella piana di Gioia Tauro era stato ucciso a fucilate Soumaila Sacko, lavoratore straniero che si impegnava per i diritti. Se cercate i giornali di allora, troverete le stesse cose, le stesse parole, le stesse furenti indignazioni. L’opinione pubblica italiana scopriva le baracche, le condizioni disumane, la schiavitù. Sono passati anni, governi, ministri, e siamo ancora lì, a Gioia Tauro, uguale, a Latina, uguale, a Via col vento. E questo non perché siamo distratti (anche), o cattivi (anche), ma perché è considerato conveniente un sistema che fa del profitto l’unica variabile indipendente – e tutto il resto viene dopo, compresa la vita e la dignità – un sistema che consente, anzi consiglia, benedice e protegge la schiavitù.
Commenti (7)
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In una nazione dove da tempo immemore, unica in Europa, vende o costringe i suoi cittadini ad emigrare per avere una vita decente, prima nelle miniere ora i laureati che guadagnano di più come commessi a giro per il mondo che non come Dottori in Italia, dicevo, cosa si vuole sperare per” gli altri”.
Ottimo articolo.Come sempre!
Lei ha ragione, caro Alessandro, ma non siamo tutti uguali.
Basterebbe non chiamare imprenditori queste persone di m.
Basterebbe sequestrare tutto in poche settimane.
Basterebbe sbattere in galera evasori totali ,schiavisti,spacciatori poi arriviamo fino a Toti però.,che riceve in casa gli assessori
Chissà il suo Carella che direbbe.
Partiamo dai pesci piccoli o saliamo ? Solito problema
Un grande abbraccio
Tra l’altro, non che la frutta fresca costi poco! Anche 5 euro al chilo per quella di stagione, come pesche e albicocche. C’è troppo denaro in giro, troppi profitti. Quando un signore, sindacalista ‘bianco’, ha parlato in tv ieri ha chiesto a tutti i cittadini anche imprenditori di manifestare. Come? I padroni? I sindacati devono reclamare i diritti -contro- i padroni, non assieme a loro, vista la connaturata confittualità di interessi fra datori e lavoratori. Questo fatto è ormai sempre celato: non c’è differenza fra padrone e schiavo, entrambi lavorano per la crescita! Poi si vede come va a finire. Peraltro, l’altro giorno un noto quotidiano economico italiano rispolverava la Mano Invisibile, roba da far rabbrividire: consiglio al tapino di applicare questo concetto di ‘stato minimo’ quando ci sarà la prossima crisi economica, così i cari padroni – invece che di ‘sostegni’ – dovranno chiudere bottega e raccogliere la loro roba da soli e vendera lungo i marciapiedi.
Articolo 1 della Costituzione, con una piccola modifica (c’è ne sarebbero tante altre, ovviamente)
L’Italia è una repubblica democratica fondata sullo sfruttamento dei lavoratori
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
Suggerirei di rendere attuale la frase “Medidate che questo è stato” con “Medidate che questo è stato e, tuttora, è”
Da un paese, pardon Nazione, dove l’evasione e l’elusione fiscale sono di fatto legalizzati con i condoni e le sanatorie, e la schiavitù e lo sfruttamento sono tollerati anche quello ai danni dei propri giovani, “patrioti” che quando non sono manganellati perché alzano la testa, sono costretti ad impiegarsi per pochi euro magari come P.IVA, a meno che non siano figli/parenti/amici di…, o ad emigrare, dove la giustizia non viene messa in condizione di fare qualcosa contro le mafie e codazzi di corruttela che inquinano la cosa pubblica e i conti del paese, pardon Nazione, dove l’informazione, quando non è al soldo, è asservita agli interessi del profitto cosa ci si può attendere?
Hai ragione Alessandro, finito il momento degli sciacqui con gargarismo tutto resterà come prima.
E comunque sabato davanti alla TV tutti a inneggiare FORZA ITALIA