Le vite dei santi. Fenomenologia di Giorgia, che si immola per noi

La poderosa opera di saggistica-narrativa-romanzo rosa che ci tocca leggere da un paio di anni a questa parte e che potrebbe essere intitolata, nel suo immenso campionario, “Fenomenologia di Giorgia Meloni”, lascia aperte alcune domande a cui gli studiosi dovranno prima o poi rispondere. Il nostro, dunque, è un appello agli storici, agli esegeti, ai biografi, insomma a tutti i contemporanei di Giorgia che si applichino allo studio del personaggio. Per esempio, qualcuno potrebbe spiegare perché mai nelle fotografie ufficiali, soprattutto in quelle della propaganda (santini elettorali, meme, post su Instagram e Twitter), Giorgia Meloni fissa sempre il cielo con aria ieratica e ispirata? L’immagine standard è presa da sotto in su, il cielo è azzurro con qualche nuvoletta cotonosa bianca, al centro dell’immagine c’è lei, la faccia seria ma non corrucciata, come ispirata in attesa del raggio divino, gli occhi che fissano la volta celeste. Che succede? Passano le frecce tricolori? Oppure il riferimento culturale è un santino di Santa Rita? Oppure Giorgia guarda in alto perché il cognato Lollo è salito su una palma e non sa più scendere? Qualcuno risponda. La sensazione è che quell’immagine ci voglia dire che lei – lei Giorgia – non è una che guarda qui, ma avanti, sopra, in un luminoso futuro che sta costruendo per noi. Il volto è quello dell’immaginetta sacra, o se preferite quello di John Belushi quando “vede la luce” nei Blues Brothers. Insomma: qualcosa la tocca, qualcosa la illumina, è in missione per conto di Dio, e quel volto offerto al cielo ce lo dice chiaramente.
Purtroppo, però, con la vita terrena Giorgia deve fare i conti, e così ecco il leit-motiv del suo calvario, della sua fatica, della croce da portare ogni giorno. Non c’è intervista, confronto, confessione davanti a indulgentissimi confessori, in cui non ci faccia sapere quanto è stanca, quanto non le piace questa vita di impegni e agende piene, quanto senta su di sé la fatica non tanto di vivere, piuttosto il sacrificio di vivere per noi, di immolarsi per il nostro bene. Che vita è questa?, sembra dire Giorgia, e qui il sacro rientra nella storia, perché sembra di vedere l’immenso Corrado Guzzanti nelle vesti di profeta di Quelo: “Ma lo sa a che ora me so’ arzato io stamatina?”. “Ma lo sa Aldo quanto me lo ha messo er carburatore?”. “La bambina ha de nuovo vomitato in maghina”.
Il messaggio è chiaro e limpido: guardate che vita che faccio, mannaggia, credete che mi piaccia? Lo sa a che ora me so’ arzata io stamatina? E siccome a questa domanda retorica la risposta potrebbe essere la più scontata (Oh, Giorgia, mica te l’ha detto il dottore, se soffri tanto…), segue la rivendicazione di santità: lo fa per noi, offre il suo corpo, il suo tempo, le sue energie a un ideale più alto, che sarebbe il bene della Nazione, che intanto se ne va allegramente a rotoli nonostante i miracoli e lo sguardo mistico-sacerdotale.Sono dettagli, certo, nell’immensa fenomenologia di Giorgia, ma non così secondari. Fanno parte dell’impostazione passivo-aggressiva e del vittimismo meloniano che tutti sappiamo. Ma c’è di più: il potere che si lamenta del peso del potere è un grande classico, per cui si spera che un lavoratore povero che non può mandare il figlio dal dentista perché non ha i soldi, o deve arrabattarsi con il terzo lavoretto, o mette da parte centesimo su centesimo perché la fine del mese non sia un incubo, sia portato a pensare: poverina, Giorgia, come soffre, che vita di merda che fa.
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Commento? Ma che commento? Ma lo sa che ora me so’ arzata io stamatina?
Ricorda un suo illustre predecessore che non chiudeva mai occhio nel suo ufficio di palazzo Venezia (con la luce accesa anche di notte)
Ma chi gliel’ha chiesto???Anzi se la smettesse di “sacrificarsi per noi” e si dedicasse alla sua pupa ci farebbe un gran favore!!!
Ogni volta che in TV trasmettono i Blues Brothers lo riguardo e esulto alla scena dei nazisti dell’Illinois che volano nel fiume. Come mi piacerebbe assistere a un bel volo collettivo nel Tevere dei nazisti de noaltri!!!