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Tecnologie: Pecorella inventa la retromarcia

martedì, 4 Agosto 2009

Paese di santi, navigatori e avvocati di Berlusconi. Ma anche paese di inventori e di avvocati della Camorra. Dopo avere infangato la memoria di una eroica vittima della camorra, don Peppe Diana, dicendo che il movente del suo omicidio non era chiaro, che forse c’erano altri motivi, che forse don Peppe custodiva le armi dei boss, e tutto il campionario, l’avv. Gaetano Pecorella ha messo a punto un marchingegno di sua invenzione: la retromarcia. Non è vero. Non voleva. Non ha fatto apposta. Si scusa. Chiede perdono. Sarà stato frainteso. Le cavallette. L’inondazione. La tintoiria non gli aveva consiegnato il tight. Come tutto le invenzioni, anche la marcia indietro ha la sua storia di tentativi, prove e tecnologie. In un primo tmpo l’avvocato Pecorella si è indignato. Poi si è inalberato. Poi si è risentito. Poi si è chiuso in un ostinato mutismo e alla fine ha fatto pubblicare su Repubblica (leggi qui) le sue scuse e l’annuncio dell’invenzione della marcia indietro. A Roberto Saviano, che aveva denunciato le parole offensive di Pecorella (leggi qui) va ancora una volta il ringraziamento di tutti. Stare attenti. Non distrarsi. Non lasciar perdere, non voltare le spalle, non far finta di niente.
Tutto bene, alla fine, a parte un divertente incidente: provando la sua invenzione, e innstando la retromarcia, Pecorella ha sabgliato manovra ed è finito nel ridicolo. Nella foto, l’avvocato Pecorella con i capelli scomposti per la velocità della retromarcia.

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