Voi siete qui – Un esplosivo tranquillo autunno
Credo che succederà questo. Che in settembre-ottobre avremo 700-800 mila posti di lavoro in meno (un impoverimento per alcuni milioni di persone). Che taglieranno fondi alle università con metodi furbetti parlando di merito e di efficientismo. Che aumenteranno le tasse universitarie. Che i terremotati de L’Aquila non avranno nuove case, con l’eccezione di una minuscola quota da mostrare in apertura di Tg1 e Tg5. Che i precari passati da “reddito poco” a “reddito zero” diventeranno un esercito. Che la crisi servirà a giustificare l’ennesima mattanza sociale. Insomma, credo che succederà quel che tutti dicono debba succedere: paura e casino. Per una volta non è peregrino misurare la società con i meccanismi della domanda e dell’offerta: la domanda è molto forte. Domanda di stabilità, di difesa dalla crisi, di qualità dell’offerta scolastica. Domanda di uscire dalle tende. Domanda di arrestare l’erosione di reddito e di diritti. Domanda di dignità per il paese (vero, papi?). Domanda di fermare la ristrutturazione feroce attuata con la scusa della crisi. La domanda non manca, ma l’offerta è insesistente. Credo che succederà questo, che quando salterà il tappo non capiremo al volo. Ci siederemo lì a leggere, che so, le pagelle della signorina Serracchiani. O annuiremo al vecchio buon senso progressista di Bersani su musica di Vasco. O commenteremo le astute strategie dalemiane di apertura all’Udc. O leggeremo come fondi di caffè le elucubrazioni di partitini inconcludenti che prendono il tre per cento se si presentano insieme e il tre per cento a testa se si presentano divisi, miracolo dell’aritmetica comunista. Credo che ci siederemo comodi, tristi ma dignitosi. E quando comincerà a volare qualche sasso, e qualche schiaffone farà sciak!, ci chiederemo esterrefatti: ehi, come? Cosa? E dovremo reimparare da capo a scrivere e pronunciare la parola “confilitto”. E sarebbe anche ora.
Commenti (16)
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Ci sarebbe da riflettere se la sinistra, quella vera, quella credibile cioè lontana da questa classe dirigente, quella che non si propone di insediarsi in questa società ma che si propone di cambiarla, venga messa definitivamente fuori gioco dall’esito di elezioni, congressi e alleanze o piuttosto se non esca rafforzata.
Forse non tutto il male viene per nuocere: l’accelerazione delle privatizzazioni, della crisi della finanza e delle carenza di regole e controlli efficaci determina un incremento dell’impoverimento generale e della disperazione collettiva, ma anche, conseguentemente, un’accelerazione del processo di cambiamento, qualcuno oserebbe dire: rivoluzionario.
Forse è giunto il momento, come giustamente dice Robecchi (ma perchè lucidi sono solo chi fa “satira”?), che si smetta di inseguire e assecondare, [anche se pacatamente e serenamente] sperando di mitigarne la perniciosità, quella parte di società che ama la ricchezza e il privilegio e che si cominci a farle assaggiare l’asprezza dello scontro
Lasciamo pure che facciano. Che costruiscano per esempio centrali nucleari, spero con l’avvertenza di distribuirle nel territorio in base alle preferenze elettorali elargite con tanta generosità a questo Governo sia al nord che al sud. Se così si facesse, come del resto sarebbe giusto, io ne sarei geograficamente fuori, ma il pericolo sarebbe anche per me sempre dietro l’angolo. Quindi: non tutto il male viene per nuocere come ipotizza Paolo Trezzi. E’ la storia del gatto. Quando il felino trova da mangiare nel suo territorio, se ne sta là spaparazzato a dormire mei posti più comodi della casa o dell’aia, ma quando il mangiare scarseggia, lo va a cercare con la forza nei territori di altri gatti…
Sì, sarebbe ora.
“Credo che succederà questo, che quando salterà il tappo non capiremo al volo”
ma Robecchi che cos’e’questo di oggi, la riproposta di un tuo vecchio articolo?
Direi che le avvisaglie di un conflitto sociale di proporzioni storiche si sono già viste ieri sera a Massa con le (giuste) botte alle ronde fasciste di Storace… e questo è solo un antipasto!
Tranquillo. Saremo tutti chiusi in casa con la paura dell’influenza suina. Bisogna evitare gli affollamenti, non lo sapevi?
😉
Ai tanti italioti premono solo le tasche…e temo che solo quando se le ritroveranno vuote avranno un sussulto!Un popolo composto da troppi dormienti anestetizzati, da troppi cultori del carpe diem ignari del fatto che giorno dopo giorno vengono loro tolte tutte le possibilità di vivere civilmente, di esser governati da gente responsabile e che che abbia la coscienza di star dove sta per il bene degli altri.Saremo in grado di farglielo capire se l’opposizione non la pianta con le proprie faide iterne, se non riesce a rendersi conto che ci potrebbe essere il momento di non ritorno?
Cinismo zen e barricate(che screanzati!staranno già pensando i riformatori evergreen dall’alto dei loro giardini pensili sorseggiando negroni e biancosarti)
off topic
mi scuserà certamente il bravo e sempre divertente robecchi e i suoi fansss, ma mi preme rendere noto un fattaccio accaduto pochi giorni orsono o esempio dei nostri malaugurati tempi rovesciati (per ulteriori dettagli vedi i blogs di piero ricca e nando della chiesa): all’alba del giorno 23/07/2009 due ragazzi che avevano osato porre una domanda di chiarificazione all’onorevole pecorella sono stati svegliati presso le loro abitazioni dalla polizia di stato che ha presentato regolare mandato con tanto di accusa di reato: violazione della privacy di pecorella.
ora, vi chiedo, siamo ancora in uno stato democratico o qui ci stanno riducendo al silenzio più coatto?
con i “fannulloni” abbiamo fatto il boom economico e siamo diventati una delle primissime potenze industriali del mondo, con i “maestri dell’efficienza e dei tornelli” (i Brunetta e i Tremonti e le Moratti) siamo ormai un Paese deindustrializzato e delocalizzato. E si parla ancora in termini di “impreditorialità brianzola”, di “rimboccarsi le maniche”…
Un altro articolo di fondo ben centrato, bravo Robecchi.
Robecchi ha fatto centro. Succederà esattamente come ha scritto.
Chi rimane con qualche soldo in più pensi a quelli che non ne hanno più. Io un piatto di minestra lo divido sempre…
Eccoli lì che incominciano. Dopo avere approvato ad occhi chiusi ogni provvedimento governativo contro il bene del territorio che amministrano, i politici del sud minacciano di formare un partito locale da contrapporre all’arroganza della Lega Nord. Sono disposti a mandare all’aria perfino il PDL. Qualcosa si muove… Il mago dal lettone facile se la vede brutta ed eccolo tirare fuori dal suo cilindro senza fondo quattrini inesistenti da destinare al mezzogiorno, probabilmente nell’anno del mai… Vopglio proprio vedere se i miei amici meridionali si “ciucciano” anche questa nuova fandonia!
Sì, lui è il mago…quello che fa i miracoli con l’acqua fresca.
Gli aquilani stanno ancora là ma per il G8 faraonico quanto si è speso? E i 35 mld che mancano all’appello dove son finiti? I fannulloni sono loro, altro che i dipendenti statali!
La gente del sud se non si da una svegliata avrà voglia ad aspettare lavoro e infrastrutture, però il ponte di Messina si farà….a quello non si rinuncia perchè è un favore dovuto agli “amici”!
c’e’ la variabile immigrati di cui non hai tenuto conto, Alessandro. sono l’ assicurazione di questa sciagurata maggioranza, che ha imparato molto dagli errori dell’ ultima volta al governo. ci sono gia’ le avvisaglie: sulla casa, ad esempio. Io vedo una vera e propria guerra fra poveri in futuro, e un impoverimento dell’ italia futura, quello davvero spaventoso, da cui i nostri figli difficilmente si salveranno. e sono uno ottimista, di solito.
è ora è ora la casa a chi lavora
è ora è ora la scuola a chi lavora
è ora è ora lavoro a chi non lavora
è ora è ora…
certo che è ora! Diamoci la sveglia!
Leggendo questo articolo ho pensato al Manifesto. Mio papà lo prende dagli esordi, la mia ragazza va all’università col manifesto nascosto in borsetta, io faccio il cervello in fuga in Germania ma vi seguo con affetto 🙂
Tutti noi siamo d’accordo che il manifesto ha finito la sua spinta propositiva, di stimolo alla sinistra. A volte è anche noioso da leggere! Quali proposte porta avanti?
“…O commenteremo le astute strategie dalemiane di apertura all’Udc. O leggeremo come fondi di caffè le elucubrazioni di partitini inconcludenti…”
Mi piace l’informazione che da Travaglio, ma non voglio comprare un giornale che si occupa solo di processi e non parla del sociale. Mi piace il programma che porta avanti beppe grillo (energie alternative, rifiuti zero, parlamento pulito, analisi critica dell’economia), ha premi nobel che intervengono nel bloc, fantastico! Ma è un’informazione non completa e non fa capo ad un giornale.
Vi prego, è possibile prendere il meglio di questo e quant’altro abbiamo in Italia di sinistra, elaborare un progetto politico, e veder nascere a nuova vita il nostro caro Manifesto?!