Passa al contenuto principale

Soldi, soldi, soldi. Dal tafazzismo di massa al vero porno-capitalismo

mercoledì, 17 Maggio 2023

PIOVONOPIETRELa madre di tutte le narrazioni, poveretta, è la narrazione sui soldi. Follow the money, segui i soldi, è un sistema sempre valido per stanare qualcuno, ma anche per percorrere certe curve ideologiche disegnate male, alcune a gomito, altre scivolose assai. A seconda delle angolazioni, averne troppi è una piccola trascurabile colpa, averne pochi è una colpa anche quella (molto più grave); ma averne troppi è anche motivo di ammirazione, si dimostra che uno è bravo, (ha fatto i soldi!), così quello che non li ha fatti si dimostra che non è bravo, confermando la storiella che si sente spesso tra le righe: “Insomma, ‘sti poveri si diano da fare!”.

Tra quelli bravi, che si sono dati da fare, si mettono molto in vista alcune star di Instagram e Tik Tok. Ammetto di guardarli affascinato, diciamo che è una forma di porno-capitalismo un po’ estremo. Sono ragazzotti italiani aitanti, fanno primi piani intensi, vivono a Dubai, ci comunicano che hanno incassato ottantamila, centomila – in un giorno – mostrano orologi da trecentomila euro (300k, come dicono loro, perché la neolingua vince sempre), Ferrari e Lamborghini, piscine sull’attico. Allargano le braccia per mostrare un paradiso senza tasse e senza rotture di coglioni, dove i poveracci lavorano (suppongo che qualcuno pulisca la piscina, magari depurandola dallo champagne versato), e loro accumulano portentose ricchezze. Ah, dimenticavo: il tutto senza parlare di lavoro, mai (al massimo di “business”). Vendono manuali e corsi per insegnarvi a diventare come loro, trattatelli a metà tra il trucco commerciale e il seminario motivazionale, cose come: “Ehi, molla il tornio nella fabbrichetta del bresciano e vieni a Dubai a fare business! Tra due mesi avrai la Lambo anche tu!”.

I soldi saranno anche tanti, ma le ambizioni restano basic, la macchina, l’orologio… Non credo che ci caschino in molti (nel caso, nessuna pietà), ma resta il fatto che migliaia di persone si bevono ogni giorno, grazie al cellulare e al pollice scorrevole, questa nuova santificazione dei soldi, un po’ ridicola ma molto social, molto moderna.

E’ noto comunque che i soldi danno alla testa, soprattutto a destra. E’ bastato che gli studenti sollevassero il problema del caro-affitti per sentire allarmatissimi allarmi antibolscevichi, tipo “i comunisti” (eh?) che attaccano la proprietà privata” (eh?). Divertente. Così come divertente è la reazione di tutti (tutti!) quando qualcuno mormora la parola “patrimoniale”, che suona ormai come “esproprio”, o “rapina a mano armata”. Con lo strabiliante testacoda che anche quelli che ne beneficerebbero, che non hanno patrimoni da tassare e che anzi lavorano per mantenere e rafforzare quelli esistenti, corrono in soccorso dei privilegiati. La narrazione è più forte di tutto, il vittimismo dei ricchi commuove spesso i poveri, un caso macroscopico di tafazzismo di massa incoraggiato in coro dai media.

Intanto, il ministro Salvini ha annunciato che abolirà il superbollo, quell’odioso balzello che pesa sulla parte di popolazione indigente che possiede auto lussuose e di grossa cilindrata. Quindi un consiglio agli studenti fuorisede: basta tende, dermite in macchina! Se poi è una Bentley risparmiate sul bollo. Con lo sconto sui macchinoni, lo Stato perderà un centinaio di milioni, che sono poca cosa rispetto a quello che guadagna prendendolo ai poveri. Diciamolo: è bello pensare che qualche milione dei due miliardi e mezzo sottratti al reddito di cittadinanza coprirà lo sconto per i possessori di Porsche.

Commenti (4)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.


Ultimi articoli