Finanziaria. Meglio le bomboniere che i poveri: salviamo il matrimonio
Volendo esagerare, tirare un po’ la corda, fantasticare un po’ insieme all’onorevole Domenico Furgiuele (Lega), si può ipotizzare uno scambio di prigionieri: italiani poveri contro bomboniere. Il governo post-fascista che taglia sussidi a chi non ce la fa, e la proposta di finanziare i matrimoni in chiesa – era la prima idea di Furgiuele – locomotivamente fischiata (cit. Marinetti), tanto da allargare subito la profferta di benefit a tutti gli sposalizi italiani, che l’importante è soccorrere il comparto del wedding, signora mia.
Basterebbe questo, per dire delle componenti da operetta e delle priorità dei puffi del governo Meloni, dettagli, spigolature che emergono, chissà quanto involontariamente dalle cronache, a contrastare invece la narrazione ufficiale: una Meloni corrucciata e responsabile, che studia, che pare serissima, china e concentrata sulle carte. Ma sapete com’è, in quei contesti di orgoglio mascelluti, è un attimo che si cade nel Federale con Tognazzi, nella parodia, nel gorgo del ridicolo. Ed ecco infatti il ministro dell’Istruzione (e del merito! ahahah!) buttare subito lì nuove fantasiose repressioni, i lavori “socialmente utili”, da usarsi contro violenti e indisciplinati e anche – maddài! – in occasione delle occupazioni scolastiche. Una cosa che fa scopa con il pasticcio dei rave party: più di cinquanta e fa sei anni di galera, oppure tutti a imbiancare il liceo. Quanto a rifare i tetti dello stesso liceo, che cadono spesso e volentieri in testa agli alunni, il ministro non dice, non fiata, non argomenta, essendo un lavoro socialmente utile che spetterebbe a lui.
E sia, seguiamo le cronache dei nostri eroi. Mentre ministri e sottoministri si arrovellano per cercare nuove soluzioni ad antichi problemi (“i telefonini fuori dalla classe”, i “tutor per affiancare i docenti”, “buca”, “buca con acqua”, eccetera, eccetera), nel cuore del potere meloniano c’è qualche timore nuovo. “L’impatto di cancellare di botto il reddito di cittadinanza è devastante”, dice la ministra del Lavoro, riportata con virgolette qui e là. Tradotto in italiano, significa quel che molti dicono da sempre: che il reddito è un argine, una diga che protegge chi non ce la fa, e toglierlo di botto in un anno di recessione sarebbe come accendere una miccia. Cioè il contrario della vulgata retorica delle destre più estreme ed ottuse, Italia Viva, Lega e Fratelli d’Italia, sempre concentrate a dire cretinate sui divani, i fannulloni e varianti più o meno offensive. Cazzate: di quei 660 mila a cui verrà tolto ossigeno tra qualche mese, pochissimi potranno trovare un lavoro. Bassa scolarità, nessuna formazione, soggetti deboli: cancellare il reddito significa consegnarli alla disperazione o alla manovalanza della criminalità, oppure, nel migliore dei casi (speriamo) al conflitto sociale.
Dopo aver sbraitato per anni, ora se ne accorgono pure al Consiglio dei Ministri, ma è tardi per tornare indietro, quindi niente, pochi mesi e poi smantellamento dell’unica legge che abbia aiutato, negli ultimi anni, le fasce più disagiate della società.
La legge finanziaria – la stessa che ci dice che un professionista da 85.000 euro l’anno pagherà le tasse di un dipendente che ne prende 30.000 – è dunque una netta e precisa (in qualche caso rivendicata) ricerca dello scontro. Davanti al timore di ampi disagi sociali si scelgono deliberatamente il conflitto e la contrapposizione, le mani sui fianchi e la mascella volitiva: la dichiarazione di guerra è stata consegnata nelle mani dei poveri.
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Speriamo che i poveri la raccolgano e trovino ascolto e sponda politica in una opposizione mai così malmessa
E meno male che si sono definiti destra sociale, forse più d’elite con scappellamento verso gli evasori fiscali…
Matrimoni a 20mila euro ma solo in chiesa, forse pure anticostituzionale per coloro che vogliono andare in comune, ciccia, così imparate non credenti che non siete altro!
Saranno altri 5 anni di passione, vero?
E il pd fa come l’asino di buridano, non scegliendo se prima bere o mangiare l’animale morì,nel loro caso nell’interrogativo se stare con i cazzari di azione o se andare d’accordo con i 5s nel provare di battere i post fasci d’elite…
Ma l’interrogativo importante sarà, finalmente il paese si desterà incazzandosi, o continuerà nell’oblio facendosi da anni urinare in testa?
Dovremmo essere noi classe media e dotata di cultura e cognizione a farci carico di questa lotta perché è facile diventare poveri.
Si ricorderà il paese, o anche soltanto gli iscritti, o gli elettori, che il PD in Parlamento ha votato contro il RdC,
– inutile, clientelare, assistenzialista, POPULISTA !! –
la prima legge di sinistra dallo Statuto dei Lavoratori (1970) in poi?
Più di così! Cosa può essere detto? Un incubo! Una situazione che si fa fatica a credere. La punizione data al fine di umiliare, di far comprendere chi è il più forte e quanto male può fare a chi non si adegua. Spero e credo che alla fine questi si azzanneranno tra loro per riuscire a spararla più grossa di tutti gli altri, perché poi si convinceranno anche, con il tempo, di averci sempre più ragione. Esploderanno, andranno, nuovamente in mille pezzi! Ci voglio scommettere!