Voi siete qui – Innovazione e sviluppo, i cervelli del PD
Innovare o perire. L’appello di Veltroni lascia il segno, e nei capannoni del Pd l’attività è incessante. Bisogna innovare, si ripetono instancabilmente i maggiori dirigenti, ma cosa inventiamo? La lampadina c’è già. Il computer! Così piazziamo Walter davanti a Facebook. Il telefonino che fa le foto… ah, già esiste? Pazzesco! Il reparto Innovazione e Sviluppo ha deciso di restare riunito a oltranza. Una stanza sobria, dove l’innovazione prende corpo e sostanza. Ogni tanto qualcuno esce a informare la stampa, brevi dichiarazioni come: “Pare che si possa andare alle Indie navigando verso Ovest!”. Oppure solenni annunci come: “Con la nostra invenzione del telaio a vapore cambierà l’intero assetto delle classi sociali”. Capita che ci siano imprevisti e interruzioni, come quando Rutelli ha scoperto il fuoco e sono arrivati i pompieri. Ma quasi sempre fila tutto liscio, la porta è chiusa, e il reparto Innovazione e Sviluppo è immerso nel suo lavoro. Ma non bisogna pensare che il reparto Innovazione e Sviluppo non abbia contatti con l’esterno. Comunica spesso, anzi. Soprattutto per chiedere se un’innovazione c’è già; e così esperti, economisti, scienziati, vengono convocati per rispondere a poche semplici domande? Esiste già la turbina elettrica? Oppure: sappiamo che il liberismo esiste ed è adottato da molti utenti, possiamo fare qualche innovazione per migliorarlo?
Naturalmente capita che nel reparto Innovazione e Sviluppo ci siano dei dissapori, delle divergenze su quale direzione far prendere alla ricerca. In questi casi diventa prezioso il telefono rosso che collega direttamente il reparto Innovazione e Sviluppo con il Vaticano, che dà una mano nelle decisioni in campo etico. Mentre scriviamo, il reparto Innovazione e Sviluppo discute animatamente se inventare una nuova politica sociale oppure l’I-pod. Pare prevalga la seconda ipotesi perché a una nuova politica sociale non si sa come mettere le cuffiette.
Commenti (14)
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e intato Obama… http://punto-informatico.it/2511935/PI/News/obama-nel-mio-governo-premi-nobel-scienziati-attivisti.aspx
la cosa piu’ intelligente da fare per il PD e’ quella di dimettersi.Tutto, in blocco.
E poi cosi’ Pinocchiet resta pure fregato perche’ senza opposizione il governo deve fare nuove elezioni e chiunque si presenti a sinistra fa piu’ voti di Veltroni.
Il reparto innovazioni voleva riscrivere un decalogo di comportamento,ma il Vaticano ha avvertito che “Settimo,non rubare” l´aveva giá detto Mosé…
Il reparto innovazioni sta sicuramente cercando una morale innovativa che consenta di dare un premio a quel povero agricoltore che ha fatto morire di fatica un proprio contadino straniero e lo ha fatto abbandonare dai suoi compagni di lavoro per tornare a raccogliere meloni. Il sindaco pd ha detto che l’imprenditore ha pagato per tutti, per una situazione diffusa per la quale purtroppo c’è andato di mezzo lui (più o meno le parole sono quelle, come le ho ascoltate su metroregione di radiopopolare (riascoltabile in podcast)
Betty
non posso esimermi dal segnalarti anche l’esperienza veltroniana su twitter: http://twitter.com/WVeltroni
riletta col senno di poi, lascia un forte senso di smarrimento esistenziale…
Canzone della direzione nazionale – di Francesco Cocco
Va bene, Walter, l’hai spuntata tu…
Ma adesso sciogliti dalla macchinetta del caffè
la Melandri, la Turco, la Picierno,
su una Bialetti van sbuffando in tre
(saggiò Binetti e sta ancora bestemmiando)
Lo sai, per Domenici era diverso,
lo sai per Domenici era diverso
Va bene, Walter, hai ragione tu
Ma adesso smettila di frustare Chiamparino
lui è stato onesto a dir: “Ministro ombra?
“Sindaco ombra non vado già benino?
( Che poi dicono: a Torino sono tristi)
Lo sai, per Cofferati era diverso
Lo sai, per Cofferati era diverso
“Questione morale!”, Walter, come no!
Ma a Napoli il sistema era perfetto:
Parla l’imprenditor con l’assessore,
Che parla a maggioranza e opposizione
(poi dicono: il dialogo non serve!)
Lo sai, per Bassolino è già diverso,
lo sai, per Bassolino è già diverso.
Va bene, Walter, l’avrai vinta tu,
ma ora finìscila d’ingiuriare le correnti:
una tivù, una fondazione, un cinefòro,
un club di scacchi ti aprì contro D’Alema;
ma che te frega? E so’ posti di lavoro!
Lo so, con Berlinguer era diverso,
Lo so, con Berlinguer era diverso
Niente si rinnova a questo mondo. Anche quello che non vediamo, da qualche parte già esiste. Bisogna scoprirlo, ovviamente… Qui da noi è più difficile perché i nostri politici non capiscono ancora l’importanza della ricerca. Innovare un partito? Non diciamo sciocchezze. Tutte le volte che si è fatta una svolta “innovatrice” ci siamo inzuccati in un muro. Piano piano si finisce lì, infatti… Via i partiti dal Parlamento ed il gioco è fatto: presto in Italia avremo due soli partiti. Poi, tragicamente, previo uno strappetto alla nostra bellissima Costituzione ed un ritocco peggiorativo alla legge elettorale porcata, ed ecco che vedremo spuntare dal cilindro il partito unico con il suo bravo capo supremo con poteri supremi e la corona di banane in testa… Tanto per ribadire ancora quanto sia difficile innovare, mi viene in mente quando chiusero le case chiuse. L’On. Merlini parlò di una innovazione straordinaria nei campi della civiltà e della dignità della donna… Oggi in sostanza si svolgono virtualmente le stesse tecniche di approccio utilizzando il collaudato format di allora, addirittura in TV… In questa edizione sono coinvolti anche i maschietti… Credo che chi sostenga la moderna parte del cliente siano definiti “tronisti o troniste”. Il resto è tutta una porcheria lasciata alla fervida immaginazione dei teleguidati di professione.
Ovviamente nel mio precedente intervento mi riferivo alla Senatrice Lina Merlin (senza la “i” finale)… Cose che capitano… Chiedo scusa per l’involontaria imprecisione… Torno sulle innovazioni per fare alcune considerazioni sugli scioperi Alitalia. Mi piacerebbe che su queste tragedie sociali si facesse migliore informazione. Chi è che stabilisce quali siano i diritti prevalenti dei cittadini, quelli sacrosanti di chi vuole viaggiare o quelli altrettanto sacrosanti dei lavoratori che non vogliono essere licenziati e nel contempo considerati solo carne da macello? Io penso che il qualunquismo politico e mediatico stia davvero superando i limiti della decenza quando cerchi con ogni mezzo di addossare le responsabilità dei disagi, dei viaggiatori in questo caso, ai lavoratori ai quali non resta altro che l’arma della protesta per cercare di limitare le tragiche conseguenze di un licenziamento. Tutti infatti sappiamo che il triste epilogo dell’Alitalia era già stato diabolicamente e meticolosamente preparato dalla mala politica al fine di riuscire a svenderla a basso prezzo agli amici degli amici, praticamente come è successo per l’ex Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato, della Telecom e di tante altre ancora realtà sociali italiane, ridotte letteralmente allo sfascio al motto “Privato è bello!”…
il dramma vero di ‘sta gente è uno solo, è inutile che cerchino di scervellarsi alla ricerca della formula magica che permetta loro di garantirsi un largo consenso all’attuazione di politiche incompatibili con la logica sociale che ne determina un senso, e cioè una contrapposizione forte all’iniquità in termini di diritti, opportunità, giustizia sociale etc.
non c’è niente da inventare tutto ciò che serve è a portata di mano bisogna avere solo il coraggio di dire: “siamo di sinistra e faremo cose di sinistra”. se il tuo interesse è fare il figo però, così rischi di macchiarti il vestito e non è il caso, soprattutto se si desidera governare un paese a colpi di charme…
Come sempre, impeccabile..
Già, tutto vero, e tutto dannatamente condivisibile. Il vero unico dramma ( e ce lo suggerisce anche il benedetto in sedicesimo) è che a forza di cavillare senza riguardo per nessuno, di inventarci nuovi ( e legittimi e giustificati ) sollazzi ( al masochismo sadico delle “nostre” sinistre classi digerenti opponiamo il nostro sinistro sado-masochismo che è almeno pari a quello riservato alle nostre opposte classi dirigenti; cosa che nel campo avverso mai succede: loro è il sadismo puro ) finiremo nell’autodistruzione. O è già tutto su(c)cesso?
Bisogna far diventare l’Italia come oggi funziona a livello locale con l’Associazione di Comuni:
http://www.comunivirtuosi.org
Per chi non li conosce, sono ormai decine di Comuni che si sono rimboccati le maniche nel fare benessere collettivo riducendo gli sprechi. E gli sprechi sono tanti, e molto diversi da come li descrive un libro come la casta.
La reazione di fronte a La Casta è la nausea, mica valutare come cambiare. Gli amministratori come Boschini, Fioretti, Ciacci, invece, dimostrano come si può cambiare e in meglio.
In quei Comuni, come Colorno, la crisi provocata dagli sviluppisti morderà, ma non così in profondità.
Per Veltroni, che chiede “Voglio un partito sano”, come se non avesse deciso lui di candidare i Villari e i LaTorre… la risposta è semplice: vada a casa, lui con tutti i “vertici” e i “saggi” come Bassolino.
Veltroni ha di fronte a lui una brillante carriera come Promoter di artisti, se vuole. Certo senza denaro pubblico organizzare concerti è più difficile, ma in quel settore i contatti sono tutto.
Riguardo al PD, un amico che ha fatto politica attiva è stato nel Partito 30anni fin dai tempi di Berlinguer, e il giorno che è nato il PD ha restituito la tessera…
Un bell’esempio di Veltroni amministratore, appena appena sfiorato dall’ultima inchiesta di Report sui rifiuti, è nel link che segue.
Con tutta la responsabilità di aver nascosto per 5 anni questo documento nel cassetto ( è un documento originale, commento a parte, un maledetto documento originale e mai applicato) :
http://www.ecceterra.org/docum.php?id=%201427
Nessun giornale, neppure il Manifesto duole dirlo, è mai stato a chiedere perchè, le risultanze di questa “Commissione Veltroni” del 2002 non sono mai state applicate.
Oggi Malarotta esplode, la discarica illegale più grande d’europa. Son sempre soddisfazioni.
Poi qualcuno si domanda perchè c’è di nuovo un Governo Berlusconi. Come disse Travaglio anni fa:
la cosa peggiore di un governo berlusconi
è un governo berlusconiano senza berlusconi
Ciao, Roberto.
E tanti auguri a tutti, ce n’è bisogno
Guardate il sito dei Comuni Virtuosi e fatelo conoscere:
possiamo uscire dal pantano. Davvero.
PS
per Robecchi:
alla fiera critica libri-vino, spazio ESC a San Lorenzo a Roma, fra i libri c’era una raccolta di Cuore, un bel volume compatto e a colori, sui 20 euri.
Un numero speciale di Cuore per il nuovo anno? Possibile?
Ce ne sarebbe grande bisogno
Uno dei grossi difetti della nostra politica è quando sono paragonati gli aspetti negativi di un partito, magari il nostro, con quelli degli altri, magari i partiti alle dirette dipendenze del Cavaliere. Quando è possibile affermare, per esempio, che un comune è virtuoso? In realtà la sua opera ed i suoi provvedimenti sono in maggioranza visti da una parte in positivo e dall’altra in negativo. C’è chi vuole il sole e chi invece vuole la pioggia, tanto per dire. In sostanza, per citare un paio di casi, facciamo felici gli abitanti del centro e le casse comunali vietando in quelle zone privilegiate la circolazione delle auto, allestendo in proposito infernali trappole elettroniche, ma nel contempo rendiamo invivibile la periferia, dove il traffico è di conseguenza incanalato senza regole e senza parcheggi; buttiamo giù senza pietà le capanne abusive lungo i fiumi non prevedendo preventive alternative decenti alle sfortunate persone buttate in strada e poi ci meravigliamo sentendo le lamentele di qualche ben pensante che abbia notato indesiderati individui dormire sulle panchine dei giardini o sotto i portici. Io penso che un bravo sindaco sia colui che riesca a salvare capra e cavoli. A Bologna in passato abbiamo avuti diversi sindaci di questo straordinario calibro… Oggi i cittadini, e non solo quelli della mia città, sono solo fonte di introiti e di convenienza elettorale… E la città finisce così nel caos della inciviltà più becera, più bigotta e più degna del paese delle banane.
Alessandro ti auguro uno strepitoso 2009. lo auguro anche a tutti i lettori. Incrociamo le dita….
Coniugare Crescita Sviluppo e Innovazione – Coniugare Crescita Sviluppo e Innovazione – Coniugare Crescita Sviluppo e Innovazione – Coniugare Crescita Sviluppo e Innovazione – Coniugare Crescita Sviluppo e Innovazione.
Ripetere il mantra fino alla visione / lettura senza apparenti reazioni del TG5 e quotidiani Gruppo Riffeser.
Questa semplice abitudine quotidiana garantirà il consolidamento della compagine governativa e ottimi accessi al sito di Alessandro Robecchi per tutto il 2009.