Voi siete qui – Il manifesto a 50 euro. Nella storia
Tutti siete a conoscenza della vita di Karl Marx. Karl Marx si alzava alla mattina e andava a comprare il Manifesto. Solo una mattina nella sua vita, non lo fece: era il 19 dicembre, e Karl Marx disse: “Engels, per favore, già che esci, mi compri il Manifesto?”. Furbo come una faina, il vecchio Karl, perché quella mattina il Manifesto costava 50 euro, e Engels lo comprò di buon grado, per il bene comune, e la causa e tutto il resto, e la Storia gli diede ragione (copiarono dal giornale anche il titolo di un loro fortunato libretto).
Non credete che il Manifesto sia capace di lasciare un segno nella storia dell’umanità? Uomini di poca fede! Prendete la Bibbia per esempio. Dio apparve ad Abramo sottoforma di un Suv in fiamme, e gli disse: “Abramo, oggi prenderai tuo figlio Isacco e lo porterai all’edicola della montagna e lì comprerete il Manifesto a 50 euro”. E Abramo che si credeva furbo disse: “Ma certo, ci mancherebbe!”, sicuro com’era che all’ultimo momento il Signore avrebbe fermato la sua mano. Dunque allungò fiducioso 50 euro all’edicolante, ma quello fu rapidissimo, incassò e disse: “Grazie, signore, vuole mica anche il Corriere, oggi? Costa solo un euro, ma siccome c’è un fondo di Giavazzi glielo dò a 80 cents”.
E’ la Storia, gente, non è che si può cambiare. Che stoppini si usavano per le bottiglie di benzina che fermarono i tank tedeschi se non le pagine degli spettacoli del Manifesto? E cosa adoperò Joe Di Maggio come mazza per il suo primo fuoricampo allo Yankee Stadium? Del resto, lo diceva già Bertold Brecht: “Ah, noi che volevamo preparare il terreno per la gentilezza, noi non potevamo essere gentili”. E questo spiega molto: noi che diciamo da una vita che l’informazione indipendente è un diritto, siamo costretti a farla pagare una fortuna per farla sopravvivere. Remember! A ciascuno a seconda dei suoi bisogni (un giornale libero), e da ciascuno a seconda delle sue possibilità, e dunque fuori i soldi: quelli di voi che possono, non hanno scuse.
Commenti (11)
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Se Adamo ed Eva avessero letto il Manifesto,avrebbero scoperto che non dovevano mangiare la mela…se lo avesse letto Giulio Cesare,quella mattina non sarebbe uscito di casa.Auguri dalla Germania,in ogni caso.
Una sola volta in vita mia ho comprato il Manifesto, qualche anno fa’ quando”testa d’asfalto” aveva insultato la Magistratura
Ero spaesato, avevo bisogno di di un supporto, una parola di conforto su quello che stava succedendo.
Un articolo di quattro righe su quello che aveva detto”al tappone”…….tutto nella normalità.
Un affettuoso “vaffan….” al manifesto e a tutta l’informazione
italiana serva di questo sistema. I 50 euro me li mangio piuttosto con una battona!
Io non posso, mi dispiace. Spero che l’iniziativa riesca alla grande, ma stavolta non me la sento.
Io vi rimando ad un post del blog di Gennaro Carotenuto
http://www.gennarocarotenuto.it/4925-il-manifesto-a-50-euro-quel-che-ho-sulla-punta-della-lingua/
Noto che l’idea di vendere una copia del Manifesto a 50 euro ha provocato l’insorgere di diverse opinioni, pro e contro. Pure io non sono certo di approvare l’iniziativa. Opterei piuttosto per una sottoscrizione. Al limite si potrebbe tentare di mettere in edicola la stessa copia con due prezzi distinti, in maniera che anche chi non possa spendere una cifra così importante, possa contribuire ugualmente acquistando il giornale preferito al prezzo normale e non essere costretto a ripiegare su un quotidiano alternativo.
Da solo non posso permettermelo, ma lo compreremo in ufficio mettendo 5 euro a testa… perché non fate lo stesso con i vostri amici?
Sono d’accordo che non è la soluzione, e che il Manifesto ci fa sempre incazzare… ma come faremmo senza?
Mi permetto di intervenire in quanto parte in causa (da una decina d’anni lavoro per il manifesto, e tra parentesi ho scritto questo pezzo).
1) “sarebbe meglio una sottoscrizione” è una cazzata, detto tra noi. La sottoscrizione è in campo da mesi, ogni giorno in prima pagina se ne dà conto.
2) La copia a 50 euro fa esattamente parte della sottoscrizione. Ogni cordata italiana che voglia contribuire per comprarne un pezzettino è ovviamente ben accetta e ci sono gruppi d’acquisto.
3) Certo, sarebbe meglio essere ricchi, famosi e pieni di soldi, oppure avere anche solo la metà dei finanziamenti di cui godono i grandi gruppi editoriali, ma…
4) Non voglio né sposare né difendere l’idea nel numero a 50 euro che coi tempi che corrono sono parecchi, ma è un modo come un altro…
5) Elitari… mah! Mi pare un po’ una scemenza…
6) Ognuno naturalmente può pensarla come vuole, ma il manifesto rimane un patrimonio grosso, e bsiogna difenderlo e proteggerlo.
7 Ci sarebbe dell’altro,e anche critiche al giornale, e anche fondate. Se sono tutte come quelle di Oreste, beh, voliamo parecchio bassi…
ciao
a.r.
Sono d’accordo che il “Manifesto rimane un patrimonio grosso e bisogna difenderlo e proteggerlo.”Come del resto bisogna difendere e proteggere tutte le fonti di informazione correttamente ed onestamente gestite. La sottoscrizione permanente, quella cioè che per il Manifesto è in campo da mesi, va bene, ma rischia di essere scarsamente incisiva perdendo di fatto col tempo l’efficacia necessaria. Quella straordinaria una tantum la vedrei senz’altro più funzionale a risultati più consistenti se non fosse, come nel caso prospettato, resa praticamente obbligatoria per tutti i lettori abituali del giornale preferito. Del resto se fosse stata davvero condivisa non avrebbe destato tanti pareri discordi. Naturalmente, al di là delle mie personalissime considerazioni, auguro di cuore un ottimo successo a questa parzialmente contestata decisione.
Io (pur essendo all’estero) “darò mandato” a familiari di comprarne due copie. Senza il Manifesto non si può. Se non ci fosse il panorama italiano sarebbe definitivamente desolante. E siccome io in quel paesello ridente ci devo tornare (arghhhhhhh!!!) voglio ritrovare qualcuno dei suoi pezzi migliori intatto, seppure in salute sempre precaria.
In bocca la lupo per la campagna.
50 euri sono una bella cifra, ma il patrimonio da salvare è importante. senza, staremmo tutti peggio.
organizzerò una cordata per acquistarne almeno 1 copia.
piovono pietre sul manifesto…
Robek, io partecipo pure alle discussioni con Ben Olds su Facebook ma la musica è sempre la stessa: malcelato fastidio e ostinato autismo. Beninteso spero di sbagliarmi nei prossimi giorni.
Che ne dici di http://piste.blogspot.com/2008/12/il-mondo-senza-il-manifesto-sar-pi-o.html ?