Voi siete qui – Non si può fare
Grande rilievo è stato dato dalla stampa nazionale al recente gallinaio fascista delle candidate Mussolini e Santanché. Dicono tutti che la monnezza e la diossina ci rovinano l’immagine, c’è da sperare che all’estero non leggano le cronache politiche, che sarebbe pure peggio. Ma tant’è: con estrema dovizia di virgolettati, nulla ci è stato risparmiato: non il nonno duce che compare in sogno (un classico della Mussolini), non il nonno duce (e dàgli) che ripudia la nipote in quanto valletta di Fini. E tutto il contorno littorio dei treni in orario e puttanate consimili. Colore locale, insomma, la tanto amata dai media “prevalenza del cretino”, che vivacizza la grafica e alleggerisce il tg: due figlie della lupa che si azzuffano sul nonno sono sempre un buon trucco per non parlare di cose serie. In più, altro aspetto assai gradito ai media, si può mostrare l’effetto collaterale delle famose “donne in politica”, rappresentandole nei panni di due povere isteriche, magari con l’aggiunta (par condicio) di qualche altra svaporata creatura atterrata da marte. Sembrava già troppo una ducia, ma averne due e ben misero destino. Ma succede che la propaganda fascista non si limiti alle teorie storico-lisergiche sul glorioso ventennio, ma vada a toccare vite vere, persone, esistenze, destini. Al campo rom arriva la propaganda della Santanché. E il giorno dopo arrivano le ruspe del Comune, e questo non è un chiacchiericcio in sottofondo, il solito scemenzaio in orbace, ma cingoli e distruzione, deportazioni, retate e pogrom, un po’ come ai tempi del nonno buonanima. Sulla pelle di un centinaio di persone, non clienti del Billionaire e non entusiaste dell’Expo, la campagna elettorale ha fatto uno dei suoi colpetti di teatro: la liftata gerarca che visita il campo e, subito dopo, il vicesindaco milanese di An che lo abbatte. Piccolo episodio, ma preziosa lezione: quando si litiga su chi è più fascista, il risultato non può essere che più fascismo. Poche righe dai media: non è divertente. Ci vorrebbe qualcuno che dice: “non si può fare”.
Commenti (4)
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Già ci vorrebbe proprio.
Parlare oggi delle donne in politica si corre il grosso rischio di passare per maschilista… Ciò premesso sono fortemente contrario alle quote rosa. Il merito non si conquista col genere, con la parentela o con ottimi voti all’Università Bocconi, ma solo ed esclusivamente con comprovate capacità personali. Quando due donne fasciste giocano a fare chi è più fascista non è solo più fascismo, ma è soprattutto un monito per richiamare l’elettore ad usare maggiore prudenza e più equilibrato buon senso quando sarà chiamato ad esercitare il suo diritto di voto, soprattutto in circostanze come le attuali, in cui una pessima legge elettorale sta contribuendo in modo vergognoso a buttare defitivamente all’aria per poco di democrazia che i nostri più prossimi avi avevano conquistato per noi con grandi lotte sociali e tanto sacrificio.
di un uomo che ha governato per un ventennio un paese, per quanto puzzone possa essere stato, non riesco ad immaginare che non abbia meglio da fare, che apparire in sogno ed elencare il decalogo del vero fascista a persone che politicamente hanno lo stesso peso specifico di un granello di polistirolo espanso. parente o non parente.
condizionato dal fatto di aver visto di recente un documentario nel quale si esaltava non poco, l’inclinazione dei gerarchi a frequentare donnine frivole, forse qualcosa si capisce.
Alessandro,
purtroppo all’estero e’ arrivata. La storia dell’azzuffata era su mezza pagina dell’observere domenica scorsa con la battuta della Mussolini su Luxuria a chiudere.
ti basta questa frase per avere un’idea di come e’ vista l’italia all’estero?
“In a country where newsagents continue to sell Mussolini calendars…”
trovi tutto qui
http://www.guardian.co.uk/world/2008/mar/30/italy
that is it,
resistete se ce la fate
ciao
Vale